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Gruppo    II                          /185/00.11

OGGETTO: ConferibilitÓ incarico a dipendente collocato a riposo per dimissioni volontarie.

   
   
   
                                                           Ufficio di Gabinetto
                                                           dell'On.le Presidente
                                                           S E D E
   
   
                 Si fa riferimento alla nota n. 2943 del 10 luglio s., pervenuta il 12 successivo, con cui codesto Ufficio sottopone allo Scrivente uno schema di lettera presidenziale di proroga, su proposta dell'Assessore regionale alla Presidenza, dell'incarico "di riferente per la Regione siciliana del Ministero delle pari opportunitÓ", con delega "ad assicurare la concertazione con le competenti AutoritÓ nazionali" etc., svolto da una dipendente collocata a riposo anticipato su sua domanda con decorrenza dal mese di giugno c.a.
                 Su tale schema codesto Ufficio nutre perplessitÓ "circa la possibilitÓ di conferire funzioni, nella sostanza, di rappresentanza dell'Amministrazione regionale nei confronti di altri enti pubblici (AutoritÓ nazionali), nonchŔ di collaborazione con uffici regionali, ad un dipendente collocato anticipatamente a riposo; ci˛ anche alla luce delle disposizioni di cui all'art. 5 della legge regionale 12 novembre 1996, n. 41".
                 Analoghe perplessitÓ suscita in codesto Ufficio la clausola inserita nello schema di lettera secondo cui "l'incarico potrÓ essere allo stato a titolo gratuito", della quale nella richiesta di parere si chiede una riformulazione da parte di quest'Ufficio "che assicuri incontrovertibilmente la gratuitÓ" dell'incarico stesso, subordinatamente allo scioglimento dei dubbi sulla sussistenza delle "condizioni legittimanti" per la proroga proposta.
   
                 2. Le perplessitÓ di codesto Ufficio appaiono condivisibili.
                 In primo luogo sembra improprio l'uso del termine "proroga", non trattandosi di un incarico prossimo alla scadenza, ma giÓ esaurito per estinzione del rapporto d'impiego che ne costituiva il presupposto.
                 Onde, semmai, dovrebbe parlarsi di conferma nell'incarico stesso nonostante il venir meno dello status di pubblico impiegato a cui esso si ricollegava. Ma qui sorge il problema della conferibilitÓ di funzioni istituzionali dell'ente pubblico ad un soggetto privato, che non sembra risolvibile con semplici considerazioni sulla opportunitÓ di "assicurare continuitÓ al lavoro" svolto dalla predetta dipendente fino al momento dell'anticipato pensionamento.
                 Di norma infatti i rappresentanti della P.A. presso altri organismi non possono che essere scelti tra i suoi dipendenti (cfr. Corte conti, Sez. controllo per la Regione siciliana 8 maggio 1997, n. 30/97) salvo il caso eccezionale in cui nei ranghi degli impiegati non si trovino le professionalitÓ richieste in casi specifici.
                 A ci˛ si aggiunge la norma speciale, contenuta nell'art. 25, c. 1, della legge 23 dicembre 1994, n. 724 - recepita con l'art. 5 della l.r. n. 41 del 1996 -, che vieta alle amministrazioni con cui i pensionati "di anzianitÓ" hanno intrattenuto rapporti di servizio nel quinquennio anteriore al loro collocamento anticipato a riposo di conferire a questi ultimi "incarichi di consulenza, di collaborazione, studio e ricerca"; norma la cui applicazione alla fattispecie non sembra eludibile con la semplice clausola della gratuitÓ dell'incarico 'peraltro formulata in termini ambigui). Ed invero, tale clausola - di dubbia legittimitÓ, essendo il compenso un elemento essenziale del contratto di prestazione d'opera intellettuale di cui all'art. 2230 e segg. c.c., in cui sarebbe inquadrabile il rapporto de quo (se instaurato) non impedirebbe il contrasto con la ratio del citato art. 25, c. 1, l. 724/1994, che consiste (dichiaratamente) nell'esigenza di "garantire la piena e effettiva trasparenza e imparzialitÓ dell'azione amministrativa" e non (solo) in quella del contenimento della spesa pubblica.
                 Resta pertanto assorbita la richiesta di riformazione della predetta clausola.
   
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                 Ai sensi dell'art. 15, co. 2 del D.P.Reg. 16 giugno 1998, n. 12, lo scrivente acconsente sin d'ora all'accesso presso codesto Assessorato al presente parere da parte di eventuali soggetti richiedenti.
                 Si ricorda poi che, in conformitÓ alla circolare presidenziale dell'8 settembre 1998, n. 16586/66.98.12, trascorsi 90 giorni dalla data di ricevimento del presente parere senza che codesta Amministrazione ne comunichi la riservatezza, lo stesso potrÓ essere inserito nella banca dati "FONS".
   

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