REPUBBLICA ITALIANA
GAZZETTA UFFICIALE
DELLA REGIONE SICILIANA

PARTE PRIMA
PALERMO - VENERDÌ 2 GENNAIO 2004 - N. 1
SI PUBBLICA DI REGOLA IL VENERDI'

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DISPOSIZIONI E COMUNICATI

ASSESSORATO DEI BENI CULTURALI ED AMBIENTALI E DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE


P.O.R. Sicilia 2000/2006 - Bando misura 2.03 - Gestione innovativa e fruizione del patrimonio culturale.

MODALITA' DI PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE

Premessa
Visto lo Statuto della Regione;
Visto l'art. 88, paragrafi 2 e 3, del trattato CE e agli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale n. 98/C 74/06 della Commissione europea;
Visto il regolamento CE n. 1260/1999 del 21 giugno 1999, recante disposizioni generali sui fondi strutturali;
Visto il regolamento CE n. 1685/2000 del 28 luglio 2000, relativo alle spese ammissibili del Fondo europeo di sviluppo regionale;
Vista la legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, recante "Disposizioni per l'attuazione del P.O.R. 2000/2006 e di riordino dei regimi di aiuto alle imprese;
Visto il P.O.R. Sicilia 2000/2006, approvato dalla Commissione europea con decisione n. C (2000) 2346 dell'8 agosto 2000;
Visto il D.P.R. n. 175 del 4 novembre 2002;
Visti i regolamenti CE n. 70/2001 del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE "Aiuti di Stato in favore delle piccole e medie imprese", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità europea del 13 giugno 2001, n. 1145/2003, nonché ogni ulteriore norma in materia di fondi comunitari in quanto applicabile;
Visto il Complemento di programmazione del P.O.R. Sicilia 2000/2006, approvato con delibera della Giunta regionale n. 269 del 26 settembre 2003;

Art. 1
Premesse - Oggetto del bando

Il presente avviso finanzia, sulla misura 2.03 - Gestione innovativa e fruizione del patrimonio culturale dell'asse II - Risorse culturali, le attività finalizzate al miglioramento della qualità dell'offerta integrata tra valorizzazione dei beni e dinamiche del turismo culturale nonché allo sviluppo di una maggiore integrazione tra imprenditorialità turistica e le relative risorse culturali.
Si propone, altresì, lo sviluppo dell'imprenditorialità in attività connesse alla fruizione culturale, quali la gestione innovativa di beni, servizi, promozione delle attività di spettacolo e di animazione che abbiano caratteristiche storico-culturali.
Le tipologie d'intervento sono quelle proprie degli aiuti allo sviluppo locale per il sostegno degli investimenti finalizzati al rafforzamento del tessuto imprenditoriale quale artigianato di restauro, edilizia per il recupero, produzioni multimediali, editoriali, teatrali e musicali, servizi per la gestione dei siti di interesse culturale. Si intende altresì sostenere la qualificazione e la specializzazione produttiva delle imprese finalizzata alla tipicizzazione delle lavorazioni e dei prodotti.
La realizzazione degli investimenti produttivi, volta alla valorizzazione di immobili e beni monumentali vincolati ovvero di alto valore storico-artistico, di proprietà pubblica o privata, da destinare ad attività o produzione di servizi culturali ed artistici, può essere collegata anche al loro parziale o totale restauro e recupero funzionale, nei limiti di spesa di cui al successivo art. 6.
L'investimento produttivo per lo svolgimento di attività o produzione di servizi artistici e culturali può essere effettuato anche a prescindere dagli interventi di recupero di immobili, purché sia collegata alla fruizione di beni culturali o di immobili di notevole pregio storico-artistico.
La concessione dei contributi avverrà mediante un sistema di graduatoria, ove i soggetti beneficiari, compresi nella stessa avranno a disposizione 60 giorni dalla pubblicazione per produrre quanto necessario ed indispensabile per la definizione del beneficio concesso.
Ove ciò non verrà prodotto nei termini suddetti il soggetto beneficiario retrocederà in graduatoria e potrà usufruire di eventuali fondi non utilizzati, fermo restando la produzione della documentazione necessaria.
Sono oggetto del presente avviso i "beni culturali", disciplinati a norma del T.U. delle disposizioni legislative in materia di beni culturali ed ambientali, decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 e cioè:
-  le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, o demo-etno-antropologico;
-  le cose immobili che, a causa del loro riferimento con la storia politica, militare, della letteratura, dell'arte e della cultura in genere, rivestono un interesse particolarmente importante;
-  le collezioni o serie di oggetti che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali, rivestono come complesso un eccezionale interesse artistico o storico;
-  i beni archivistici;
-  i beni librari;
-  gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le iscrizioni, i tabernacoli e gli altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista;
-  le aree pubbliche aventi valore archeologico, storico, artistico ed ambientale;
-  le fotografie e gli esemplari delle opere cinematografiche, audiovisive o sequenze di immagini in movimento o comunque registrate, nonché le documentazioni di manifestazioni sonore o verbali, la cui produzione risalga ad oltre venticinque anni;
-  i mezzi di trasporto aventi più di settantacinque anni;
-  i beni e gli strumenti di interesse per la storia della scienza e della tecnica aventi più di cinquant'anni.
-  i beni immobili che hanno riconosciuto carattere di bellezza naturale o di particolare interesse geologico;
-  le ville, i giardini e i parchi che abbiano interesse storico e artistico.

Art. 2
Finalità del bando

Con il presente avviso si forniscono i criteri generali e le modalità per la presentazione, selezione ed attuazione degli interventi a regia regionale relativi alla misura 2.03. - Gestione innovativa e fruizione del patrimonio culturale dell'Asse II, al fine, altresì, di raggiungere gli obiettivi fissati dal P.O.R., descritti all'articolo precedente, attraverso il concreto avvio dei programmi d'intervento presentati.

Art. 3
Risorse finanziarie

Il presente avviso finanzia tutti gli interventi a regia regionale nel periodo 2003-2004, così ripartiti:
-  E  60.000.000 (di fondi pubblici) per i progetti che perverranno a norma del presente bando);
-  E  6.311.366 (di fondi pubblici) per interventi relativi ai PIT nn. 2, 3, 7 e 31.

Art. 4
Linee d'intervento ammissibili e uffici competenti

Le tipologie degli interventi e le linee d'intervento ammissibili sono:
Linea di intervento A: interventi di recupero funzionali agli investimenti produttivi:
-  interventi conservativi e di ristrutturazione funzionale di immobili, di complessi architettonico-urbanistici o di complessi di archeologia industriale dimessi, ovvero di parchi e giardini storici;
-  realizzazione di spazi attrezzati per l'erogazione dei servizi culturali.
Linea di intervento B: attività o produzione di servizi artistici e culturali collegati esclusivamente a uno o più beni culturali, quali:
-  realizzazione di itinerari di visita integrati, con particolare riferimento a quelli archeologico-preistorico, fenicio, greco romano, inerenti alla valorizzazione del patrimonio storico-bizantino, arabo, normanno, spagnolo, barocco, artistico e museale e delle arti figurative, etno antropologico, paesaggistico, musicale, in particolare nei centri storici delle città minori, finalizzata al miglioramento della qualità e diversificazione dell'offerta turistico-culturale;
-  promozione e gestione di itinerari culturali e relativi pacchetti escursionistici;
-  gestione di servizi e attività culturali complementari a quelle attivate tramite i servizi aggiuntivi (centri espositivi, laboratori d'arte, etc.);
-  qualificazione degli aspetti legati alla comunicazione nei musei o nelle aree archeologiche e sviluppo dei sistemi informatici e telematici per la gestione e la fruizione dell'informazione multimediale; laboratori per la realizzazione e la vendita di immagini;
-  realizzazione di centri servizi a supporto del turismo culturale (infobox, infopoint etc.) in piccoli e medi centri;
-  servizi di accompagnamento, cartellonistica, segnaletica, etc.;
-  sistemi per l'archiviazione ottica dei beni librari e sistemi integrati di documenti digitali;
-  sistemi di teleprenotazione e di biglietteria elettronica;
-  produzioni di gadgets di artigianato artistico legati alla cultura tradizionale locale;
-  centri e laboratori per la diagnostica ed il restauro per la sperimentazione di tecnologia innovativa ed il recupero di quelle tradizionali.
Gestione innovativa e fruizione del patrimonio culturale delle biblioteche:
-  servizi per la cooperazione interbibliotecaria locale e per il prestito interbibliotecario e per la circuitazione;
-  servizi multimediali e informatici;
-  servizi promozionali e divulgativi;
-  servizi per l'editoria e la distribuzione libraria;
-  laboratori di restauro del libro e di documenti;
-  attivazione di nuove forme di gestione dei beni culturali aperti al pubblico, con prevalenti compiti di didattica, organizzazione della fruizione, predisposizione e controllo delle visite guidate, organizzazione dei rapporti con l'esterno.
Gli interventi e i progetti ammissibili a finanziamento riguarderanno esclusivamente quelli coerenti alle linee d'intervento sopra individuate.
Competente per le due linee d'intervento sopra indicate è il servizio promozione e valorizzazione - unità operativa XVII, del dipartimento regionale beni culturali ed ambientali.

Art. 5
Soggetti abilitati a presentare istanza

Sono ammessi alla presentazione dei progetti, di cui al presente avviso:
-  PMI e loro Consorzi, in qualsiasi forma costituiti, che operano nel settore del restauro dei servizi legati alla gestione e fruizione dei beni culturali, dei servizi connessi e dei servizi specialistici come definiti nell'art. 3 del presente avviso;
-  enti morali, fondazioni ed associazioni, consorzi, organizzazioni no profit che svolgono attività di interesse culturale;
-  società miste a prevalente partecipazione privata (art. 33, legge regionale n. 32/2000);
Le imprese beneficiarie vengono classificate di piccola, media dimensione in conformità alla disciplina comunitaria (all. 1 del regolamento CE n. 70/2001 della Commissione del 12 gennaio 2001).
Tutti i soggetti che richiedono le agevolazioni, in considerazione della particolare procedura concorsuale, che si basa anche sulla puntuale valutazione del concorso con mezzi propri dell'impresa alla realizzazione del programma, devono adottare un regime di contabilità analitica da cui sia possibile risalire alle spese effettuate.
Alla data di presentazione della domanda di agevolazioni, le imprese richiedenti devono essere già costituite e, ove occorra, iscritte al Registro delle imprese e devono trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essendo sottoposte a procedure concorsuali né ad amministrazione controllata.
I beneficiari stipuleranno, prima della concessione del finanziamento, con l'Assessorato beni culturali e ambientali - dipartimento beni culturali ed ambientali ed educazione permanente, una convenzione che regolamenterà i rapporti fra la Regione e gli stessi, volta al rispetto di tutte le norme e le finalità del P.O.R., del Complemento di programmazione e del presente bando.

Art. 6
Spese ammissibili

Le spese per la realizzazione degli interventi devono essere conformi a quanto prescritto dal reg. (CE) n.1685/2000, così come modificato dal reg. (CE) n. 1145/2003 per quanto riguarda le norme di ammissibilità al cofinanziamento da parte dei fondi strutturali; in particolare sono ammissibili le seguenti spese:
-  per gli interventi relativi alla linea di intervento A (interventi di recupero funzionale agli investimenti produttivi finalizzati ad attività di servizio e di produzione culturale) le spese sono consentite nella misura massima del 50% del totale investimento (comprensivo delle operazioni di cui alla linea di intervento B).
a)  interventi sui beni mobili ed immobili.
Le spese rientranti in questa voce comprendono quelle relative ad interventi di ristrutturazione, restauro e conservazione di beni culturali ed ambientali, così come definiti nell'art. 1 del presente avviso. Gli interventi possono comprendere spese per impianti generali e di allacciamento alle reti esterne, strade, piazzali, recinzioni e opere varie e per impianti complementari finalizzati a migliorare le condizioni di sicurezza, accesso e fruibilità del bene.
Il bene oggetto dell'intervento deve mantenere la destinazione d'uso per le finalità dell'investimento, per un periodo di almeno 10 anni.
b)  arredi e attrezzature.
Queste spese comprendono quelle relative ai macchinari, agli arredi ed alle attrezzature direttamente connessi alle finalità dell'investimento.
I macchinari, gli arredi e le attrezzature costituiscono spese ammissibili purché nuovi di fabbrica.
c)  progettazione e studi.
Sono ammissibili le spese di progettazione, sia generale che specifica, direzione lavori, studi di fattibilità tecnico-economico-finanziaria e di valutazione di impatto ambientale, oneri per le concessione edilizie, collaudi di legge, prestazioni di terzi per l'ottenimento delle certificazioni di qualità ed ambientali secondo standard e metodologie internazionalmente riconosciuti.
Le spese relative a queste voci non possono superare complessivamente il 5% del totale della spesa ammissibile.
-  per il programma di investimenti relativo alla linea di intervento B (attività e produzione di servizi artistici e culturali, collegati esclusivamente a uno o più beni culturali), sono ammissibili:
a)  spese per investimenti immateriali, spese per onorari, consulenze tecniche e finanziarie e altri servizi reali, programmi informatici, purché strettamente connesse all'investimento iniziale; tali spese sono consentite nella misura massima del 25% dell'investimento complessivo;
b)  quote iniziali di contratti di franchising;
c)  acquisto, anche mediante locazione finanziaria, di macchinari, impianti, attrezzature e arredi, ivi compresi quelli necessari all'attività amministrativa dell'impresa;
d) e inoltre spese per:
-  macchinari, impianti e attrezzature strettamente funzionali allo svolgimento dell'attività;
-  arredi e attrezzature informatiche e telematiche direttamente funzionali all'attività oggetto del contributo;
-  spese per azioni di promozione e comunicazione. Le spese per tale categoria di costi devono essere adeguatamente motivate da un dettagliato piano di comunicazione e/o marketing. Tali spese devono essere motivate con esaustiva documentazione, comprovante il valore aggiunto apportato dalla spesa per tali servizi alla valorizzazione del bene culturale e all'attività imprenditoriale connessa;
-  spese per la realizzazione di laboratori di produzioni artigianali di antica tradizione. Tali spese sono ammissibili se i laboratori hanno carattere imprenditoriale o se le attività hanno valore dimostrativo, all'interno di un progetto imprenditoriale più ampio;
-  materiali e servizi informativi per i visitatori (tradizionali e telematici). Tra questi sono comprese anche l'attivazione di numeri verdi;
-  mezzi mobili per il trasporto collettivo. Per mezzi mobili si intendono quei mezzi direttamente utilizzati, nell'abito del progetto, per la migliore fruizione da parte del pubblico dei beni culturali ed ambientali regionali;
-  spese per scambi nazionali e transnazionali finalizzati allo sviluppo di progetti di cooperazione. Nell'ambito di progetti di valorizzazione e promozione dei beni culturali, possono prevedersi azioni di scambio e di cooperazione con altre realtà nazionali e internazionali;
-  I.V.A., solo se costituisce un costo per il beneficiario finale.
Il leasing e in genere le locazioni finanziarie dovranno essere strettamente limitate al tempo di attuazione dell'investimento.
Non sono ammesse le spese per l'acquisto degli immobili.
Devono intendersi comunque non ammissibili le spese non pertinenti al programma o comunque non strettamente connesse alla sua realizzazione; in tale ottica, a titolo meramente esemplificativo, è esclusa l'ammissibilità delle spese per minuterie ed utensili di uso manuale comune, per l'acquisto e la manutenzione ordinaria di beni di uso promiscuo (ad esempio telefoni cellulari, autovetture e computer portatili); sono inoltre escluse le scorte di materie prime, semilavorati e materiali di consumo, in quanto ascrivibili alle spese di gestione e funzionamento dell'attività, i beni usati, l'avviamento. Sono esclusi, altresì i mezzi targati di trasporto merci ad eccezione di quelli indispensabili allo svolgimento dell'attività.
In ottemperanza agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di stato a finalità regionale i beni immateriali, consistenti in diritti di brevetto, licenze, know how o conoscenze tecniche non brevettate, ai fini dell'ammissibilità devono essere acquistati presso terzi alle condizioni di mercato, essere sfruttati esclusivamente ai fini del programma d'investimento finanziato ed essere iscritti tra le immobilizzazioni di bilancio.
I beni acquistati per la realizzazione del programma di investimento non devono essere ceduti, alienati o distolti dall'uso per almeno cinque anni dalla data di completamento dell'investimento, pena la revoca totale o parziale delle agevolazioni concesse. Qualora ciò si rendesse comunque necessario deve esserne data tempestiva notizia all'Amministrazione competente che provvederà alla revoca parziale del contributo in proporzione al periodo di mancato utilizzo dei beni nella destinazione originaria.
La revoca è totale nel caso in cui la distrazione dall'uso previsto prima del quinquennio costituisca una variazione sostanziale tale da determinare il mancato raggiungimento degli obiettivi del programma agevolato.
In conformità alle disposizioni dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato, i programmi di investimento agevolabili sono quelli avviati a partire dalla data di concessione del finanziamento. Si precisa che la data di avvio del programma è quella relativa al primo dei titoli di spesa ammissibili e che a tal fine si considera la data dei relativi titoli di spesa ancorché quietanzati o pagati successivamente.

Art. 7
Intensità di aiuto e massimali di finanziamento

L'intensità di aiuto è determinata nella misura del 35% in termini di ESN (Equivalente sovvenzione netta) dell'investimento, cui è aggiunto il 15% di ESL (Equivalente sovvenzione lorda) per le piccole e medie imprese.
Sono però soggetti alle altre norme comunitarie e regionali che disciplinano la materia degli aiuti di stato: in particolare, si richiamano l'art. 88, paragrafo 2, lettera a) e c) e paragrafo 3 del trattato CE e gli orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale n. 98/C 74/06, laddove viene disciplinato l'oggetto degli aiuti che può essere l'investimento iniziale o la creazione di posti di lavoro connessi con l'investimento, la percentuale non superiore al 25% delle spese per investimenti immateriali e la loro tipologia nonché le condizioni da osservare perché le stesse siano ammissibili al finanziamento e l'apporto da parte del beneficiario al finanziamento dell'investimento che non può essere inferiore al 25%.
Le agevolazioni della presente misura non sono cumulabili con altre agevolazioni statali, regionali, comunitarie o comunque concesse da Enti o istituzioni pubbliche per finanziare l'intervento oggetto dell'istanza.
In tal caso si provvederà alla revoca delle agevolazioni parzialmente, qualora il cumulo riguarda un singolo bene, totalmente in tutti gli altri casi.
Gli interventi previsti nella misura 2.03 del complemento di programmazione del P.O.R. Sicilia 2000-2006 sono qualificabili come aiuti di Stato a finalità regionale, non soggetti al procedimento di controllo innanzi alla Commissione europea, ex art. 93, par. 3 del trattato CE per la verifica della compatibilità delle leggi alle direttive comunitarie in materia di aiuti di Stato, in virtù dell'applicazione del regime di esenzione di cui al regolamento n. 70/2001 del 12 gennaio 2001.
Sono però soggetti alle altre norme comunitarie e regionali che disciplinano la materia degli aiuti di Stato: in particolare, si richiamano l'art. 88, paragrafo 2, lettere a) e c) e paragrafo 3 del Trattato CE e gli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale n. 98/C 74/06.

Art. 8
Tempi di realizzazione delle iniziative ed erogazione del contributo

Le iniziative ammesse a finanziamento dovranno essere avviate entro 6 mesi, dalla data di ricevimento dall'avviso di notifica del provvedimento di concessione del contributo, completate e rendicontate entro 36 mesi.
Nello stesso provvedimento di concessione saranno indicate le modalità di erogazione del contributo.

Art. 9
Documentazione richiesta

Fermo restando il disposto di cui all'art. 6, la documentazione da trasmettere, pena l'esclusione dall'inserimento in graduatoria, è la seguente:
1) domanda in carta semplice redatta in triplice copia utilizzando l'apposito modello (allegato 1), redatta dal legale rappresentante dell'impresa o dell'ente, accompagnata dalla scheda di progetto (allegato 2) e dalla scheda tecnica (allegato 3);
2) determinazione dell'organo deliberativo dell'ente di autorizzazione alla presentazione della domanda e dell'allegata scheda comprendente la presa d'atto degli impegni assunti con le stesse entro 60 giorni dalla comunicazione di inserimento in graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento;
3)  "Business plan", formulato come successivamente descritto al punto 11, contenente il programma dettagliato dell'iniziativa con l'indicazione della data d'inizio e della sua durata, in triplice copia e su supporto informatico, che sarà utilizzato anche per il monitoraggio; il programma dovrà contenere indicazioni cronologiche specifiche sia per l'espletamento dei passaggi procedurali ed amministrativi sia per l'assorbimento finanziario sino al completamento dell'operazione. Il programma dovrà essere organico e funzionale, tecnicamente, economicamente e finanziariamente valido. Particolare attenzione deve essere posta nella descrizione dell'organizzazione e del campo di attività dell'impresa, del programma di investimenti, con particolare riguardo alle ragioni che ne giustificano la realizzazione, del prodotto/servizio, del mercato di riferimento, dell'organizzazione dei fattori produttivi, delle tematiche ambientali.
Devono essere altresì rappresentate e adeguatamente documentate sia la solidità finanziaria dell'impresa stessa e, se del caso, anche dei soci, sia la reale capacità di fare fronte in modo affidabile alle esigenze tecniche ed agli impegni finanziari assunti, questi ultimi soprattutto con riferimento ad altri eventuali programmi temporalmente sovrapposti a quello da agevolare.
Gli eventuali altri programmi temporalmente sovrapposti a quello da agevolare, devono essere puntualmente richiamati nella prima parte del business plan, fermo restando il divieto di cui all'art. 75, comma 7, della legge regionale n. 32/2000.
4)  analitico preventivo finanziario improntato a criteri di massima congruità e veridicità, nel quale siano dettagliatamente indicati i costi per ciascuna voce, motivandone i criteri di calcolo adottati entro 60 giorni dalla comunicazione di inserimento in graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento;
Ove l'intervento preveda il recupero o la ristrutturazione di un immobile e beni monumentali vincolati ovvero di alto valore storico-artistico, di proprietà di un ente pubblico o, comunque, di un soggetto diverso dal proponente, il richiedente dovrà, inoltre, trasmettere al momento dell'istanza:
5)  documentazione comprovante la piena disponibilità dell'immobile ove viene realizzato il programma, rilevabile da idonei titoli di proprietà, diritto reale di godimento, o comodato, anche nella forma di contratto preliminare di cui all'art. 1351 del codice civile, ovvero dichiarazione sottoscritta dal proprietario o dai proprietari dell'immobile o del legale rappresentante nei casi di società o enti, che si impegna a formalizzare l'atto definitivo entro 60 giorni dalla comunicazione dell'inserimento dellnella graduatoria dei progetti ritenuti ammissibili.
Entro il termine suddetto gli atti o i contratti relativi a detti titoli di disponibilità devono essere trasmessi all'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali, dipartimento beni culturali ed ambientali, servizio promozione e valorizzazione, registrati, e prevedere una durata della disponibilità compatibile con il disposto dell'art. 12, comma 3, della legge regionale n. 32/2000. Qualora la piena disponibilità dell'immobile sia legata ad una concessione demaniale, occorre distinguere l'ipotesi in cui la concessione demaniale venga richiesta per la prima volta da quella in cui l'impresa richieda il rinnovo di una concessione già ottenuta e rinnovata periodicamente in passato.
Nel primo caso la piena disponibilità dell'immobile si determina con la concessione demaniale.
Nel secondo caso, in relazione ai tempi a volte lunghi intercorrenti tra la richiesta di rinnovo ed il rinnovo stesso, si ritiene che ai fini della piena disponibilità dell'immobile sia sufficiente che entro la data di chiusura dei termini di presentazione delle domande di agevolazioni l'impresa abbia avanzato la richiesta di rinnovo ed abbia pagato il relativo canone e che le opere da realizzare nell'ambito del programma da agevolare rientrino nelle previsioni della precedente concessione della quale è stato richiesto il rinnovo;
6)  copia del decreto di vincolo dell'immobile ex legge n. 1089/39 e successive modiche, ovvero dichiarazione rilasciata dalla Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali competente per territorio, e/o dall'ufficio tecnico comunale, attestante che l'immobile o i beni monumentali oggetto dell'investimento produttivo siano vincolati ovvero che rivestano valore storico-artistico, architettonico etc. e sono sottoposti alla tutela di cui agli artt. 2, 4 del decreto legislativo n. 490/99;
7) relazione tecnica contenente cenni storici e descrizione dell'immobile nonché la descrizione del suo attuale stato di conservazione;
8) copia del progetto esecutivo o definitivo ai sensi dell'art. 16 della legge 11 febbraio 1994, n.109, dell'intervento di recupero o ristrutturazione dell'immobile munito dei visti e dei pareri necessari ovvero della copia della nota di trasmissione dei progetti agli enti per i suddetti visti o pareri accompagnata da dichiarazione a firma del legale rappresentante proponente il progetto e il tecnico progettista.
Il progetto definitivo o esecutivo munito dei visti e pareri ottenuti deve essere comunque trasmesso entro 60 giorni dalla comunicazione di inserimento dell'istanza nella graduatoria dei progetti ritenuti ammissibili;
9)  perizia giurata a firma del tecnico che ha redatto il progetto, attestante che gli immobili interessati dal programma di investimenti sono rispondenti, alle vigenti norme, come risultante da idonea documentazione che sarà trasmessa, entro 60 giorni dalla comunicazione di inserimento in graduatoria dei progetti ammissibili a finanziamento.
L'impresa richiedente è tenuta a comunicare tutte le variazioni riguardanti i dati esposti nella domanda e nei suoi allegati che dovessero intervenire successivamente alla presentazione della domanda stessa.

Art. 10
Modalità e termini di presentazione delle istanze

Le istanze d'inclusione nel programma (con indicazione del riferimento in calce a destra della busta d'invio: P.O.R. Sicilia 2000-2006, asse 2, misura 2.03) corredate di tutta la documentazione indicata all'art. 9, devono pervenire all'Assessorato regionale dei beni culturali e ambientali e della pubblica istruzione, dipartimento beni culturali ed ambientali ed educazione permanente, via delle Croci n. 8 - 90139 Palermo, dai soggetti richiedenti, per mezzo del servizio postale, statale o riconosciuto, od anche con consegna diretta nella sede dell'Assessorato, entro le ore 12,00 del termine ultimo di scadenza, che viene fissato in 90 giorni a partire dal giorno successivo alla pubblicazione del presente avviso nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, a pena d'esclusione.
Il termine di presentazione suddetto è perentorio, per cui non saranno prese in considerazione istanze pervenute dopo la data di scadenza dello stesso.
Non saranno ammesse all'istruttoria per la concessione dei benefici di cui al presente bando, le istanze non corredate dalla documentazione di cui al precedente art. 9 e quelle che non supereranno la valutazione tecnico economica a cura dell'istituto di credito convenzionato.
Il presente avviso e i relativi allegati saranno disponibili sul sito www.regione.sicilia.it/benicult ovvero sul sito www.euroinfosicilia.it.
Non è ammessa la presentazione di un'unica domanda di agevolazioni che riguardi più programmi o più unità locali, né la presentazione di più domande, le quali, sebbene riferite a distinti investimenti, siano relative a parte di un medesimo programma organico e funzionale.
Non è ammessa la presentazione di più domande organiche sullo stesso bando, riconducibili allo stesso programma da parte di un'impresa o di più imprese facenti comunque capo ai medesimi soggetti.

Art. 11
Criteri di ammissibilità e di valutazione delle istanze

Ammissibilità: l'ammissibilità delle proposte sarà valutata dall'Amministrazione regionale: sono requisiti di ammissibilità l'appartenenza del richiedente ad una delle categorie dei soggetti beneficiari indicate all'art. 5, la coerenza dell'iniziativa o del progetto con l'obiettivo globale di Asse, con gli obiettivi specifici della misura e con le linee d'intervento riportate all'art. 4 nonché l'invio della documentazione di cui all'art. 9.
Nel corso dell'istruttoria l'Amministrazione potrà richiedere, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, ulteriori dati, informazioni aggiuntive, precisazioni e chiarimenti ai sensi dell'art. 16 del decreto legislativo n. 17 marzo 1995, n. 157.
Nel caso in cui il soggetto interessato non provveda, in modo puntuale e completo e con le stesse modalità previste per la trasmissione delle domande, a fornire le integrazioni entro e non oltre quindici giorni solari dal ricevimento della richiesta, la domanda si intende a tutti gli effetti decaduta.
L'attività istruttoria deve concludersi con un giudizio positivo o negativo sull'ammissibilità dell'iniziativa.
Valutazione: le istanze, con allegati i programmi delle iniziative ammessi, saranno trasmessi ad un istituto di credito, appositamente selezionato, per la valutazione tecnico-economica dell'iniziativa.
La valutazione tecnico-economica riguarda in particolare:
-  la consistenza patrimoniale e finanziaria dell'impresa richiedente e, ove occorra, anche dei soci, attraverso quanto rappresentato dall'impresa nella prima parte del business plan, l'analisi degli ultimi due bilanci approvati prima della presentazione della domanda e la determinazione dei relativi principali e più significativi indici, nonché attraverso la comparazione dei bilanci stessi con quelli di aziende dello stesso settore che consentano di valutarne il grado di affidabilità; particolare rigore deve essere riservato alla valutazione della comprovata possibilità dell'impresa e, ove ritenuto necessario, anche dei soci di fare fronte, nella misura e nei tempi previsti dall'impresa e ritenuti necessari dalla banca concessionaria medesima, agli impegni finanziari derivanti dalla realizzazione del programma e dal collegato eventuale incremento del capitale circolante o, ancor più, dalla realizzazione di altri eventuali programmi temporalmente sovrapposti.
-  la validità tecnico-economico-finanziaria del programma, con particolare riferimento agli obiettivi dell'iniziativa in termini di elevazione degli standard qualitativi o quantitativi, ai livelli occupazionali, alle potenzialità degli impianti, alle prospettive di mercato, ai previsti effetti di carattere reddituale, finanziario e patrimoniale derivanti dalla realizzazione del programma stesso, alle prestazioni ambientali;
-  il piano finanziario per la copertura degli investimenti e delle spese relative alla normale gestione, attraverso il ricorso ai mezzi propri aziendali, che, si precisa, non può essere inferiore, in valore nominale, al 25% dell'investimento ammissibile, alle fonti di finanziamento esterne ed alle agevolazioni; dovrà essere accertata, in particolare, la sussistenza delle condizioni per il ricorso all'eventuale credito bancario, anche in relazione ad eventuali preesistenti esposizioni; la banca concessionaria dovrà attestare, in sede istruttoria e di relazione finale, se sono stati rifiutati, da parte della banca stessa, eventuali finanziamenti sul medesimo o su altri programmi, specificandone le motivazioni; al fine di condurre una corretta istruttoria "secondo le tipiche procedure di deliberazione ed erogazione dei prestiti degli enti creditizi per progetti d'investimento", il piano finanziario dovrà essere analizzato, sulla base dei dati e delle informazioni fornite dall'impresa nella scheda tecnica, nel business plan o nell'altra prevista documentazione, in relazione alla totalità dei fabbisogni finanziari del programma e non limitatamente al capitale proprio;
-  l'ammissibilità degli investimenti indicati dall'impresa, sia per quanto attiene alla pertinenza che alla congruità delle spese prospettate, nonché la compatibilità e la congruenza fra gli obiettivi tecnici ed economico-finanziari che si intendono conseguire con il programma di investimento e gli elementi indicati nella scheda tecnica, anche in relazione ai dati progettuali che determinano il valore del punteggio dell'iniziativa.
Qualora, in seguito al predetto accertamento, si pervenga ad eventuali riduzioni degli investimenti ammissibili, se le voci di spesa escluse non possono essere univocamente ricondotte ad un determinato anno solare, devono essere distribuite su tutta la durata del programma in parti proporzionali agli investimenti esposti in ciascun anno solare.
Ai fini della valutazione della proposta dell'intervento, l'Istituto di credito selezionato terrà conto inoltre dei seguenti criteri:
1)  grado di coerenza del progetto con l'obiettivo globale dell'asse e con gli obiettivi specifici della misura: peso XXX;
2)  impatto sullo sviluppo locale e grado di integrazione con altri interventi e/o riguardanti lo sviluppo del territorio e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale: peso XXX;
3) miglioramento del capitale umano locale, attraverso, ad esempio, l'aumento dei consumi culturali dei residenti, l'aumento delle produzioni culturali ecc.: peso X;
4) qualità del business plan aziendale, in relazione soprattutto alla capacità dell'impresa di "stare sul mercato": peso XXX;
5) contenuto innovativo dei servizi offerti e trasferibilità del progetto: peso XX;
6) occupazione creata ed eventuale coinvolgimento di giovani, LSU, CIG, lavoratori in mobilità, soggetti a rischio di esclusione sociale, presenza di donne: peso XX;
7) sviluppo delle forme di partenariato e cofinanziamento tra i soggetti: peso X;
(A ciascuno di questi criteri è stato assegnato, in base alla sua importanza, un peso in base ad una classificazione di tipo nominale: importante, molto importante e determinante espressa con i simboli X, XX, XXX);
Specifiche dei criteri di selezione:
1) Il grado di coerenza del progetto con l'obiettivo globale dell'asse e con gli obiettivi specifici della Misura (1) riguarda la rilevanza intrinseca degli obiettivi dell'intervento ai fini della tutela, valorizzazione, fruizione e promozione delle risorse culturali siciliane in relazione agli obiettivi individuati nei documenti della programmazione.
2) L'impatto sullo sviluppo locale e il grado di integrazione con altri interventi riguardanti lo sviluppo del territorio e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale (2) riguarda gli effetti dell'intervento sul territorio, in relazione agli obiettivi culturali e ai risultati attesi in termini di accrescimento del patrimonio culturale da mettere a disposizione del pubblico e viene misurata attraverso i seguenti indicatori:
-  valenza storico-artistica dei beni culturali oggetto dell'intervento infrastrutturale o dell'iniziativa culturale (art. 6, comma 2 del decreto legislativo n. 490/99: beni dichiarati di interesse particolarmente importante, di eccezionale interesse, di notevole interesse storico); punteggio: beni notificati XXX; beni non notificati XX;
-  posizione geografica dei beni culturali oggetto della proposta nel contesto territoriale o nel tessuto urbano (centrale, periferica); punteggio: posizione centrale XXX; posizione periferica XX;
-  previsione di permanenza di strutture originarie (si, no): Punteggio: permanenza XXX. Non permanenza X;
-  previsione di incremento della presenza di servizi di accompagnamento, didattici, di pubblica lettura di ristorazione e di vendita; Punteggio: Incremento XXX Nessun incremento X;
-  grado di integrazione con altri progetti del P.O.R. (basso, medio, alto);
-  grado di integrazione con altre iniziative avviate e/o programmate, anche di formazione, nel settore culturale o nei settori collegati turistico - ambientali; (basso, medio alto);
-  grado di integrazione con altri interventi specifici di "infrastrutturazione minore" esterna alle aree (basso, medio, alto);
Punteggio per i tre ultimi indicatori: - livello basso X.
-  livello medio XX;
-  livello alto XXX.
3) Il miglioramento del capitale umano locale (3) riguarda gli effetti dell'intervento sul territorio e sulla popolazione locale in termini di miglioramento dei consumi, degli standard di vita e culturali, dei servizi e di attenuazione del disagio ambientale. Viene misurato attraverso i seguenti indicatori:
-  presentazione di relazione contenente l'analisi dei bisogni e dell'esistente (si, no): punteggio si XXX no X;
-  previsione di strumenti da adottare per il miglioramento di consumi culturali dei residenti e per l'aumento di produzioni culturali collegati all'intervento: (si, no): punteggio si XXX no X;
-  previsione di strumenti da adottare per l'attenuazione delle situazioni di degrado sociale e culturale (si, no): punteggio XXX no X si;
4) La qualità del business plan aziendale e la capacità dell'impresa di "stare sul mercato" (4) riguarda la natura e i contenuti economico-finanziari del progetto, gli strumenti previsti per la sua realizzazione e gestione, la sua fattibilità tecnico-amministrativa.
Il business plan è un piano strategico aziendale composto di due parti: una prima, descrittiva, concernente l'impresa, il programma, l'immobile nell'ambito del quale il programma stesso viene realizzato e l'eventuale "area produttiva da valutare"; una seconda parte, analitica e numerica, che, con riferimento all'impresa nel suo complesso o, ove possibile o ritenuto più rappresentativo, all'"area produttiva da valutare", partendo da alcuni dati di base relativi all'"ultimo bilancio consuntivo", sviluppi i prospetti relativi agli stati patrimoniali, ai conti economici ed ai flussi finanziari, per ciascuno degli esercizi successivi fino a quello "a regime". A tal fine:
-  per "ultimo bilancio consuntivo" si intende l'ultimo bilancio approvato prima della data di presentazione del business plan. tuttavia, qualora a tale data l'impresa disponga di un bilancio definitivo ancorché non approvato, o, relativamente all'esercizio in corso, di un pre-consuntivo affidabile, entrambi, a seconda del caso, possono essere assunti quale "ultimo bilancio consuntivo"; in ogni caso l'esercizio al quale si riferisce l'ultimo bilancio consuntivo deve comunque essere quello che precede o che coincide con l'esercizio di avvio a realizzazione.
-  per "area produttiva da valutare" si intende il sottosistema aziendale minimo identificabile per il quale sussistano entrambe le seguenti condizioni:
1) è possibile identificare gli specifici costi e ricavi e, quindi, calcolare il relativo risultato reddituale ed il relativo fabbisogno finanziario;
2) nell'ambito dello stesso si effettua interamente il programma di investimenti da agevolare e non può riguardare più di una sola unità locale. Il concetto di "area produttiva da valutare" viene introdotto al fine di consentire alle imprese una migliore esposizione, ed alle banche concessionarie una più compiuta e diretta valutazione, degli effetti derivanti sui conti economici e patrimoniali delle imprese stesse dalla realizzazione del programma proposto da imprese già in attività. Tale concetto va utilizzato nel caso in cui la struttura organizzativa, produttiva e logistica dell'impresa e le caratteristiche del programma proposto lo consentano. Pertanto, qualora ricorrano tutte le precedenti condizioni, risulta necessario individuare l'"area produttiva da valutare" e descriverla dettagliatamente nella prima parte del business plan. L'"area produttiva da valutare", quindi, può essere contenuta all'interno dell'unità locale, può coincidere con essa o può riguardare più unità locali.
Tale criterio di selezione viene misurato attraverso i seguenti indicatori:
-  rapporto tra il numero dei nuovi occupati e l'importo complessivo dell'investimento;
-  rapporto tra l'agevolazione massima richiedibile e l'agevolazione richiesta;
-  rapporto tra le risorse proprie investite o da investire e l'investimento complessivo;
-  parametri collegati alla tipologia di attività e alla tipologia di investimento, con riguardo alla sua localizzazione, eventualmente incrementati del 5% per le imprese che aderiscano ad uno dei sistemi internazionali riconosciuti di certificazione ambientale ISO 14001 o EMAS, quali:
 1)  analisi dei costi;
 2)  livello di progettazione (esecutiva);
 3)  completamento di opere (si, no);
 4)  titolarità e/o immediata disponibilità dell'area su cui insiste l'intervento (si, no);
 5)  attuabilità del cronogramma previsto;
 6)  ammontare dei ricavi attuali e di quelli previsti (percentuale...);
 7)  economicità, efficacia ed efficienza degli aspetti di carattere amministrativo, societario, economico e finanziario della gestione;
 8)  capacità evidenziata dal progetto di generare dei rientri tariffari;
 9)  informazione;
10)  esistenza di una domanda adeguata (flusso di visitatori dell'area interessata dal progetto) o la concreta potenzialità di attrazione di flussi turistici addizionali ricavabile dal numero dei visitatori attuali, dalla domanda insoddisfatta, dalla diversificazione dell'offerta e dai risultati attesi (percentuale);
Basandosi sugli indicatori sopra riportati, il valutatore attribuirà un punteggio tra 1 e 5.
5) Il contenuto innovativo dei servizi offerti e trasferibilità del progetto (5) viene misurato attraverso i seguenti indicatori:
-  adozione di tecniche innovative (si, no);
-  creazione di nuovi prodotti (si, no);
-  trasferibilità dei risultati e delle metodologie adottate; (si, no);
-  innovatività dei servizi offerti (si, no);
-  carattere didattico dell'iniziativa; (si, no);
-  interdisciplinarietà e intersettorialità dell'iniziativa; (si, no);
Per ogni indicatore, il punteggio verrà così attribuito:
-  si XXX;
-  no X.
6) L'occupazione creata ed eventuale coinvolgimento di giovani, LSU, CIG, lavoratori in mobilità, soggetti a rischio di esclusione sociale, presenza di donne (6) riguarda gli effetti dell'iniziativa sull'occupazione e viene misurato attraverso i seguenti indicatori:
-  politiche attive per l'occupazione adottate o da adottare collegate all'intervento: previsione di utilizzazione di risorse giovanili da 18 a 30 anni (si, no);
-  politiche attive per l'occupazione adottate o da adottare collegate all'intervento: previsione di utilizzazione di risorse femminili (si, no);
-  incremento di operatori culturali qualificati; (si, no)
-  politiche attive per l'occupazione adottate o da adottare collegate all'intervento: previsione di utilizzazione di LSU (si, no);
-  politiche attive per l'occupazione adottate o da adottare collegate all'intervento: previsione di utilizzazione di CIG (si, no);
-  politiche attive per l'occupazione adottate o da adottare collegate all'intervento: previsione di utilizzazione di lavoratori in mobilità (si, no)
-  politiche attive per l'occupazione adottate o da adottare collegate all'intervento: previsione di utilizzazione di soggetti a rischio di esclusione sociale (si, no);
Per ogni indicatore, il punteggio verrà così attribuito:
-  si XXX
-  no X
7) Lo sviluppo delle forme di partenariato e cofinanziamento tra i soggetti (7) mira ad apprezzare l'impegno e la disponibilità a creare relazioni fiduciarie e a sviluppare capitale relazionale tra attori pubblici e/o con privati. Esso viene "misurato" attraverso i seguenti indicatori:
-  riduzione rispetto all'importo massimo sovvenzionabile (%) punteggio: da 0 a 10% X; oltre 10% fino al 20% XX, oltre il 20% XXX;
-  numero di soggetti pubblici e privati coinvolti nel progetto/iniziativa (n..). Punteggio: da 0 a 1 X, da 2 a 3 XX, oltre 3 XXX;
-  cofinanziamento privato aggiuntivo esterno al P.O.R. (si, no);
-  accordi con associazioni di volontariato (si, no);
Punteggio per i due ultimi indicatori:
-  si XXX;
-  no X;
Nell'applicazione dei criteri di selezione sopra riportati, se per ogni indicatore, il valutatore attribuirà il livello alto, il punteggio assegnato sarà quello massimo pari a 5; se per ogni indicatore verrà attribuito il livello basso, il punteggio assegnato sarà quello minimo pari a 1; nei casi intermedi, il punteggio attribuito dal valutatore andrà da 2 a 4.
In base al suddetto punteggio complessivo, le domande esaminate saranno inserite in un'unica graduatoria regionale di cui sarà data ampia informazione sul sito www.regione.sicilia.it/benicult ovvero sul sito www.euroinfosicilia.it
Il finanziamento degli interventi utilmente inseriti in graduatoria avverrà nel rispetto delle risorse finanziarie disponibili e della normativa vigente in materia d'appalto di lavori, forniture, servizi pubblici ed aiuti di Stato a finalità regionale.
A prescindere dall'obbligo della rendicontazione contabile, saranno disposte, in qualsiasi momento, ispezioni e controlli sull'esecuzione del progetto, allo scopo di verificarne lo stato di attuazione e la veridicità delle dichiarazioni e informazioni fornite.
La formazione e l'approvazione della graduatoria sarà effettuata, entro 120 giorni dalla scadenza del termine ultimo per la presentazione delle domande.
L'Amministrazione competente adotta e comunica i provvedimenti di concessione alle imprese beneficiarie entro 60 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie, fatto salvo il maggior termine richiesto per l'acquisizione della certificazione antimafia nei casi previsti dalla normativa vigente.
La concessione delle agevolazioni avviene sulla base della posizione assunta dalle iniziative nelle graduatorie, seguendo l'ordine decrescente, dalla prima fino all'esaurimento dei fondi disponibili per il bando di riferimento.
L'impresa collocata nell'ultima posizione "utile" è eventualmente agevolata parzialmente rispetto all'agevolazione teorica spettante, in base ai fondi residui disponibili. Per le imprese che eventualmente risultino collocate, a pari merito, nell'ultima posizione "utile" della graduatoria, si provvede al riparto dei fondi residui disponibili in proporzione alle agevolazioni teoriche spettanti.

Art. 12
Procedure di finanziamento

Le agevolazioni concedibili consistono in contributi in conto capitale, che verranno concessi , in base alle risorse finanziarie disponibili , fino ad esaurimento dei fondi, alle domande inserite in graduatoria, seguendo l'ordine decrescente.
Le agevolazioni saranno erogate a stato di avanzamento dei lavori in quattro quote:
-  la prima quota, pari al 20% delle agevolazioni concesse, a fronte della realizzazione di una corrispondente quota degli investimenti ammessi e dietro presentazione di richiesta di erogazione da parte dell'impresa beneficiaria;
-  la seconda quota pari al 30% delle agevolazioni concesse, a seguito della realizzazione di almeno il 50% del programma e dell'invio della relativa documentazione di spesa;
-  la terza quota, pari al 40% delle agevolazioni, anche frazionata in sotto-quote, dopo documentata presentazione degli stati di avanzamento.
-  la rimanente quota, pari al 10% delle agevolazioni, a seguito dell'ultimazione dei lavori e la completa realizzazione del programma e dell'invio della documentazione finale di spesa.
Ciascuna quota sarà erogata entro 30 giorni entro i termini suddetti e solamente se la richiesta di erogazione presentata risulterà corredata di tutti gli allegati previsti dalle vigenti leggi.
Saranno liquidate esclusivamente le spese rispondenti ai Regolamenti CE n.  1260/99, 1685/2000 e 1145/2003 della Commissione europea autocertificate dal legale rappresentante.
Ai fini dell'erogazione della seconda e della terza quota, l'impresa deve presentare una richiesta di erogazione, da rendersi nella forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, contenente l'elenco dettagliato delle fatture ed attestante in particolare:
-  la data di ultimazione e di entrata a regime dell'iniziativa agevolata;
-  la conformità del sopra citato elenco e della documentazione allegata ai documenti originali e la regolarità da un punto di vista fiscale di questi ultimi;
-  che la documentazione prodotta si riferisce a spese sostenute unicamente per la realizzazione delle iniziative oggetto della specifica domanda di agevolazione;
-  che tutti i materiali, macchinari, impianti e attrezzature relativi alle spese documentate sono stati acquisiti e installati nell'unità locale oggetto dell'investimento e sono di "nuova fabbricazione";
-  che le spese non si riferiscano a spese di consumo, ricambi, manutenzioni e non riguardino la gestione;
-  che l'impresa risulti in regola con gli obblighi derivanti dalla normativa in relazione alle eventuali opere murarie previste;
-  che le forniture siano state completamente pagate e che eventuali sconti o abbuoni siano evidenziati nelle relative fatture.
A tale richiesta deve essere allegata la documentazione di spesa che consiste in:
-  certificato di iscrizione, rilasciato dalla competente camera di commercio, industria, agricoltura ed artigianato, attestante la vigenza dell'impresa;
-  copia delle fatture;
-  dichiarazioni liberatorie dei fornitori.
Con la richiesta di erogazione della prima quota, pari al 20% del contributo concesso, l'impresa dichiara l'importo delle spese sostenute alla data cui si riferisce lo stato di avanzamento del programma di investimenti e allega il certificato di iscrizione, rilasciato dalla competente Camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, attestante la vigenza dell'impresa; tale ultimo documento non è richiesto nel caso di impresa individuale non ancora iscritta al Registro delle imprese.
Per la determinazione dell'importo di spesa sostenuto, si fa riferimento alla data di effettivo pagamento dei titoli di spesa.
La prima quota può essere erogata anche a titolo di anticipazione; in tal caso alla richiesta deve essere allegata apposita fideiussione bancaria o polizza assicurativa irrevocabile ed escutibile a prima richiesta, di importo pari alla somma da erogare.
La quota residua pari al saldo dell'agevolazione concessa sarà erogata dopo i controlli della documentazione finale di spesa da parte dell'Amministrazione competente.
L'erogazione della quota a saldo è in ogni modo fatta entro nove mesi dal ricevimento della documentazione finale di spesa dell'impresa beneficiaria, previa rideterminazione sul tasso effettivo d'attualizzazione/rivalutazione, all'ammontare degli investimenti ammissibili ed all'effettiva realizzazione temporale degli stessi, fermo restando che gli impegni assunti con il provvedimento di concessione non possono essere in alcun modo aumentati.
Gli investimenti si intendono realizzati quando siano soddisfatte congiuntamente le seguenti condizioni:
-  i beni sono stati tutti consegnati ovvero completamente realizzati e per i servizi è stato stipulato apposito contratto di fornitura e gli stessi sono stati forniti;
-  il relativo costo agevolabile è stato interamente fatturato all'impresa acquirente;
-  l'impresa richiedente abbia effettuato tutti i pagamenti per l'acquisto dei beni e dei servizi.
Ciò premesso, si precisa che:
-  la "data di ultimazione" dell'investimento è quella del pagamento dell'ultimo titolo di spesa;
I soggetti ammessi alle agevolazioni devono impegnarsi a:
a)  rispettare i termini e le modalità di monitoraggio secondo le richieste del dipartimento regionale dei beni culturali ed ambientali ed educazione permanente;
b) designare un responsabile del procedimento, individuato come referente per il monitoraggio e la verifica delle spese ammissibili;
c) osservare, nei confronti dei lavoratori dipendenti, le norme sul lavoro e i contratti collettivi di lavoro;
d) rispettare tempestivamente le disposizioni ed indicazioni in merito all'informazione ed alla pubblicità del finanziamento;
e) realizzare l'operazione finanziata secondo il cronogramma specifico presentato nell'istanza di finanziamento, fatte salve eventuali variazioni approvate dal dipartimento regionale dei beni culturali ed ambientali ed educazione permanente;
f) tenere una contabilità analitica del progetto;
g) tenere in un luogo stabilito, in modo unitario ed ordinato, tutta la documentazione relativa all'operazione finanziata;
h) garantire che la documentazione sarà disponibile, per eventuali controlli, fino a cinque anni dalla chiusura del P.O.R. Sicilia;
i) comunicare tempestivamente i risultati di verifiche, controlli o ispezioni effettuate da altre autorità o amministrazioni sull'operazione finanziata.
Si precisa che l'ultimazione del programma di investimenti deve avvenire entro e non oltre 24 mesi dalla data del decreto di concessione del contributo.
Pertanto, qualora gli investimenti siano stati effettuati solo in parte, il contributo è erogato in proporzione ai soli investimenti realizzati, purché il loro ammontare complessivo non sia inferiore al 60% del totale degli investimenti ammessi e purché il programma realizzato sia funzionalmente equivalente a quello approvato e cioè non si discosti sostanzialmente da quest'ultimo per natura e obiettivi.
Le eventuali variazioni rispetto a quanto le imprese hanno attestato nelle domande, che intervengono successivamente alla concessione e durante il periodo di realizzazione del programma di investimenti, devono essere tempestivamente comunicate all'Amministrazione competente per le conseguenti valutazioni e approvazioni.

Art.13
Monitoraggio

Ogni soggetto destinatario delle agevolazioni dovrà provvedere a trasmettere al dipartimento regionale dei beni culturali ed ambientali ed educazione permanene, nei tempi e con le modalità che saranno successivamente indicate, i seguenti documenti che saranno forniti al momento dell'autorizzazione all'avvio dell'attività:
-  scheda di monitoraggio iniziale: ha lo scopo di informare sull'effettivo avvio dell'iniziativa e di fornire i dati necessari per gli indicatori di avvio previsti dalle norme comunitarie. Essa deve essere compilata esclusivamente sul modello fornito e trasmessa a questa Amministrazione entro e non oltre 15 giorni dalla data di inizio delle attività previste.
Il rispetto di tale data è fondamentale, in quanto, in mancanza della scheda, non sarà possibile né la ricezione delle schede di certificazione della spesa, né la corresponsione di qualsiasi anticipazione;
-  scheda di certificazione della spesa: tale certificazione, da trasmettere, con cadenza semestrale, riguarda tutte le spese effettivamente sostenute nell'intervallo di tempo, indipendentemente dalle risorse fino a quel momento effettivamente attribuite. Anche, in caso di assenza di spesa, la certificazione dovrà essere ugualmente prodotta alle scadenze stabilite, pena la sospensione della corresponsione degli anticipi e dei saldi.
-  scheda di monitoraggio fisico finale: da trasmettere entro 15 giorni dalla conclusione dell'intervento, pena la sospensione della corresponsione degli anticipi eventualmente residui e del saldo.
-  scheda della rendicontazione per il monitoraggio finanziario finale: da trasmettere entro 30 giorni dalla conclusione del progetto, rappresenterà la situazione della spesa effettivamente liquidata o da liquidare in base alla specifica documentazione acquisita.
Tale rendicontazione dovrà corrispondere con i dati definitivi della certificazione finale della spesa.

Art. 14
Controlli

I regolamenti comunitari, reg. CE 2060/97 e n. 1260/99, richiamano costantemente l'importanza dei controlli come garanzia dell'efficienza e della trasparenza sia dei contenuti che delle procedure dei progetti, dettando precise disposizioni in merito alla loro organizzazione e agli adempimenti da rispettare ad ogni livello di responsabilità e prevedendo, in particolare, un sistema articolato di controlli sia interni che esterni.

Art. 15
Sanzioni e revoca

In sede di prima applicazione, la sanzione per le inadempienze sul monitoraggio ai sensi dell'art. 4, comma 7, della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 comporta l'esclusione da ulteriori finanziamenti del P.O.R.;
L'Amministrazione provvederà alla revoca parziale o totale delle agevolazioni, qualora:
a)  per le stesse spese oggetto della domanda di agevolazione siano state ottenute altre agevolazioni previste da norme statali, regionali, comunitarie o comunque concesse da enti o istituzioni pubbliche;
b)  i beni oggetto dell'agevolazione risultano essere stati ceduti, alienati o distratti, nei cinque anni successivi alla data di completamento dell'investimento;
c)  gli elementi che hanno determinato l'attribuzione del punteggio per l'inserimento in graduatoria subiscano rilevanti variazioni in diminuzione;
d) l'ammontare degli investimenti realizzati alla scadenza del termine perentorio di cui al punto 13 risulti inferiore al 60% degli investimenti ammessi.
Danno luogo a revoca totale le infrazioni o le inadempienze di cui alle lettere a), e b), danno luogo a revoca parziale quelle di cui alle lettere c) e d).
In relazione a quanto indicato alla lettera a), relativamente al divieto di cumulo delle agevolazioni della presente misura con altre agevolazioni, si rimanda a quanto specificato al precedente punto 8 della presente circolare.
In relazione a quanto indicato alla lettera b), nel caso in cui i beni oggetto delle agevolazioni risultino essere stati ceduti, alienati o distratti dall'uso previsto nei cinque anni successivi alla data del decreto di concessione del contributo, la revoca è parziale in relazione al periodo di mancato utilizzo dei beni nella destinazione originaria, fatta salva ogni ulteriore determinazione conseguente alle verifiche circa l'effettivo completamento del programma ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
In relazione a quanto indicato alla lettera d) e fermo restando quanto specificato al precedente punto 12 relativamente alla realizzazione degli investimenti, nel caso in cui il programma non venga ultimato entro il termine di ventiquattro mesi dalla data del decreto di concessione del contributo, si precisa che la revoca è parziale e interessa le agevolazioni afferenti i titoli di spesa datati successivamente a detti termini, fatta salva ogni ulteriore determinazione conseguente alle verifiche sull'effettivo completamento dell'investimento e sul raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Il decreto di revoca dispone l'eventuale recupero delle somme erogate, indicandone le modalità.
Nei casi di revoca parziale, ai fini della rideterminazione dell'ammontare delle agevolazioni si procede alla distribuzione per anno solare delle spese ammesse.
Nel caso in cui alla data della revoca parziale le agevolazioni non siano state ancora interamente erogate, l'ammontare da recuperare può essere detratto a valere sulla quota ancora da erogare.
In caso di recupero conseguente a provvedimenti di revoca, sia attraverso detrazione dalle quote ancora da erogare che attraverso restituzione da parte dell'impresa, il relativo ammontare è restituito maggiorato di un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data della restituzione del contributo.
Nei casi di revoca di cui alla lettera b) la misura del predetto tasso è maggiorata di cinque punti percentuali.
In relazione a quanto indicato all'ultimo comma dell'art. 12 in caso di non approvazione delle varianti al programma, le spese ingenerate non saranno ritenute ammissibili.

Art. 16
Informazione e pubblicità

I beneficiari finali dovranno attenersi al regolamento comunitario vigente in tema di informazione e pubblicità degli interventi dei Fondi strutturali (reg. CE n.1159/2000 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità europea L. n. 130/30 del 31 maggio 2000).

Art. 17
Riservatezza dei dati

I dati dei quali la Regione entra in possesso a seguito del presente avviso saranno trattati nel rispetto della legge n. 675/96 e successive modifiche.

Art. 18
Responsabile di misura

Responsabile della misura del presente avviso è il dirigente generale del dipartimento beni culturali ed ambientali ed educazione permanente.

Art. 19
Responsabile del procedimento

I soggetti interessati potranno indirizzare eventuali richieste di chiarimenti e di precisazioni riguardanti l'oggetto del presente bando e gli adempimenti conseguenti all'unità operativa XVII - del servizio promozione e valorizzazione, presso l'Assessorato regionale dei beni culturali - via delle Croci n. 8 - Palermo, tel. 091/6961733-519-668.
Il dirigente generale del dipartimento regionale beni culturali e ambientali ed educazione permanente: GRADO
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(2003.48.2987)
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MICHELE ARCADIPANE, direttore responsabile
FRANCESCO CATALANO, condirettoreMELANIA LA COGNATA, redattore

Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana
Gazzetta Ufficiale della Regione
Stampa: Officine Grafiche Riunite s.p.a.-Palermo
Ideazione grafica e programmi di
Michele Arcadipane
Trasposizioni in PDF realizzate con Ghostscript e con i metodi qui descritti


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