REPUBBLICA ITALIANA
GAZZETTA UFFICIALE
DELLA REGIONE SICILIANA

PARTE PRIMA
PALERMO - SABATO 13 GIUGNO 1998 - N. 30
SI PUBBLICA DI REGOLA IL SABATO

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Avv.Michele Arcadipane

SOMMARIO

LEGGI E DECRETI PRESIDENZIALI

DECRETO PRESIDENZIALE 7 maggio 1998.
Nomina del commissario straordinario del comune diSanta Cristina Gela  pag.

DECRETI ASSESSORIALI
Assessorato dei beni culturali ed ambientali
e della pubblica istruzione

DECRETO 20 aprile 1998.
Dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area di Monte Scalpello, ricadente nel comune di Castel di Judica  pag.


DECRETO 27 aprile 1998.
Dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area di Monte Turcisi, ricadente nel comune di Castel di Judica  pag.

Assessorato della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca

DECRETO 14 aprile 1998.
Ulteriori modifiche al decreto 24 giugno 1996 di determinazione del limite massimo del costo per gli interventi di edilizia residenziale agevolata, ai sensi delle leggi regionali 20 dicembre 1975, n. 79 e 5 dicembre 1977, n. 95  pag. 11 


DECRETO 22 aprile 1998.
Liquidazione coatta amministrativa della società cooperativa La Vigilanza 85, con sede in Licata, e nomina del commissario liquidatore  pag. 11 

Assessorato dei lavori pubblici

DECRETO 9 marzo 1998.
Limiti di reddito per l'accesso all'edilizia agevolata.
  pag. 12 

Assessorato del lavoro, della previdenza sociale,
della formazione professionale e dell'emigrazione

DECRETO 3 aprile 1998.
Modifiche al decreto 3 ottobre 1997, recante disposizioni relative all'attuazione degli artt. 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e successive modifiche e integrazioni  pag. 13 

Assessorato della sanità

DECRETO 24 aprile 1998.
Modifica del decreto 19 novembre 1997, concernente requisiti strutturali tecnologici ed organizzativi per le strutture specialistiche ambulatoriali private che erogano prestazioni di dialisi  pag. 17 


DECRETO 28 maggio 1998.
Zone carenti di medici addetti alla medicina dei servizi nel 2° semestre 1997 nell'ambito dell'Azienda unità sanitaria locale n. 2 di Caltanissetta, attribuibili per trasferimento  pag. 17 

Assessorato del territorio e dell'ambiente

DECRETO 17 aprile 1998.
Approvazione del piano regolatore generale, delle prescrizioni esecutive e del regolamento edilizio del comune di Bompietro  pag. 18 


DECRETO 23 aprile 1998.
Autorizzazione del progetto della Provincia regionale di Caltanissetta per la realizzazione di un kartodromo nel comune di Gela  pag. 22 


DECRETO 24 aprile 1998.
Approvazione di variante al piano regolatore generale del comune di Caltagirone  pag. 24 

Assessorato del turismo,
delle comunicazioni e dei trasporti

DECRETO 22 dicembre 1997.
Approvazione del programma di intervento per il finanziamento di opere urgenti di valorizzazione turistica  pag. 26 

DECRETO 22 dicembre 1997.
Approvazione del programma di intervento per il finanziamento di opere relative a una migliore fruizione del patrimonio archeologico, monumentale, storico e artistico della Regione  pag. 27 

DISPOSIZIONI E COMUNICATI

Presidenza:
Trasferimento di beni all'Azienda ospedaliera Villa Sofia C.T.O. di Palermo  pag. 28 

Assessorato della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca:
Nulla osta alla ditta M. Trenta s.r.l. per l'apertura di un esercizio commerciale nel comune di Misterbianco.  pag. 28 
Nulla osta alla ditta Aligrup S.p.A. per l'ampliamento di un esercizio commerciale nel comune di S. Giovanni La Punta  pag. 28 

Assessorato degli enti locali:
Integrazione del consiglio di direzione dell'Assessorato regionale degli enti locali  pag. 28 

Assessorato dell'industria:
Proroga alla società Mofeta dei Palici S.p.A. della concessione mineraria per anidride carbonica denominata "Lago Naftia" nel territorio del comune di Mineo  pag. 28 
Integrazione del consiglio di direzione dell'Assessorato regionale dell'industria  pag. 28 
Nomina del commissario ad acta presso il Consorzio A.S.I. di Messina  pag. 28 

Assessorato dei lavori pubblici:
Proroga del termine per il compimento della procedura espropriativa relativa all'esecuzione di lavori urgenti nel comune di Caltanissetta  pag. 28 
Approvazione di perizia dell'ufficio del Genio civile diCatania per lavori urgenti nel comune di Ramacca  pag. 28 
Approvazione di perizia dell'ufficio del Genio civile diCatania per lavori urgenti nel comune di Mineo  pag. 29 
Conferma del finanziamento e fissazione dei termini per l'inizio ed il compimento delle espropriazioni e per il completamento di lavori nel comune di S. Elisabetta.  pag. 29 

Espropriazione ed occupazione permanente e definitiva, a favore della Provincia regionale di Catania, di immobili necessari per la realizzazione dei lavori di ammodernamento della S.P. n. 88 S. Giovanni Galermo - S. Pietro Clarenza.
  pag. 29 

Assessorato del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione:
Avviso al pubblico per sollecitare manifestazione d'interesse alla realizzazione della formazione professionale in materia di gestione alberghiera  pag. 29 
Avviso al pubblico per sollecitare manifestazione d'interesse alla realizzazione delle azioni di riqualificazione e riconversione degli operatori degli enti ex legge n.40/87  pag. 30 

Assessorato del territorio e dell'ambiente:
Nulla osta alla cooperativa Agrindus Ravanusa 82, con sede in Campobello di Licata, per la realizzazione di un impianto per la lavorazione di prodotti ortofrutticoli  pag. 30 
Termine entro il quale la ditta Pecorella Vincenzo, con sede in Palermo, deve adeguare il proprio impianto di stoccaggio provvisorio di olii minerali esausti  pag. 30 

CIRCOLARI
Assessorato dell'agricoltura e delle foreste

CIRCOLARE 14 aprile 1998, n. 254.
Programma operativo plurifondo (P.O.P.) 1994/99. Misura 8.3.  pag. 30 

Assessorato del lavoro, della previdenza sociale,
della formazione professionale e dell'emigrazione

CIRCOLARE 4 giugno 1998, n. 2/FP/98.
Piano regionale di formazione professionale per l'attività formativa 1998/99, ex art. 5 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24. Indirizzi di programmazione formativa e modalità e termini per la presentazione delle istanze  pag. 31 


SUPPLEMENTI ORDINARI

Supplemento ordinario n. 1:
Incarichi attribuiti e compensi corrisposti a componenti di commissioni, comitati, consigli e collegi operanti nell'Amministrazione regionale (art. 1, comma 8, legge regionale 11 maggio 1993, n. 15).
Supplemento ordinario n. 2:
Impiego dei fondi del bilancio regionale (art. 15, legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive modifiche ed integrazioni).

SUPPLEMENTO STRAORDINARIO

Conto riassuntivo del tesoro e situazione del bilancio della Regione al 30 novembre 1997.

LEGGI E DECRETI PRESIDENZIALI






DECRETO PRESIDENZIALE 7 maggio 1998.
Nomina del commissario straordinario del comune diSanta Cristina Gela.
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

Visto lo Statuto della Regione;
Visto l'ordinamento amministrativo degli enti locali, approvato con legge regionale 15 marzo 1963, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni e le leggi regionali 11 dicembre 1991, n. 48; 26 agosto 1992, n. 7 e 1 settembre 1993, n. 26;
Vista la legge nazionale n. 142/90;
Rilevato che con nota fax n. 994 del 23 marzo 1998 il segretario del comune diS. Cristina Gela ha comunicato , secondo l'art. 16 della legge regionale n. 7/92, che il sindaco, sig. Rocca Giuseppe, eletto a suffragio diretto nelle consultazioni amministrative del 30 giugno 1996, ha rassegnato le dimissioni dalla carica in data 23 marzo 1998;
Considerato che le superiori dimissioni comportano la vacanza dell'organo sindacale e della giunta del menzionato comune, che quindi si deve procedere alla nomina di un commissario straordinario che eserciti le funzioni di detti organi, secondo le disposizioni del richiamato art. 16 della legge regionale n. 7/92, come modificato dagli artt. 42 e 50 della legge regionale n. 26/93;
Visti gli artt.12 e 16 della citata legge regionale n. 7/92 e 55 del richiamato OREL, come richiamato nell'art. 16 di detta legge;
Su proposta dell'Assessore regionale per gli enti locali;

Decreta:


Articolo unico

Il sig. Scialabba Nicolò è nominato commissario straordinario del comune diSanta Cristina Gela con le funzioni del sindaco e della giunta.
Il compenso spettante al commissario verrà determinato con successivo provvedimento, con onere di spesa a carico del comune interessato.
Palermo, 7 maggio 1998.
  DRAGO 
  MISURACA 

Allegato
Relazione dell'Assessore per gli enti locali

Al Presidente della Regione
PALERMO
E' stato comunicato dal segretario del comune di S. Cristina Gela con lettera fax n. 994 del 23 marzo 1998 che il sindaco, sig. Rocca Giuseppe, eletto a suffragio diretto nelle consultazioni amministrative del 30 giugno 1996, in data 23 marzo 1998 ha rassegnato le dimissioni dalla carica.
La circostanza segnalata trova disciplina nell'art. 16 della legge regionale n. 7/92 e nell'art. 12, comma 11, della stessa legge n. 7, per cui si deve procedere alla nomina di un commissario che eserciti le competenze del sindaco e della giunta, nominato con la procedura di cui all'art. 55 dell'OREL, in correlazione alla disposizione di cui all'art. 16 della richiamata legge regionale n. 7/92.
Alla stregua di quanto sopra, è necessario, pertanto, procedere alla nomina, presso il comune di S. Cristina Gela del commissario che eserciti le competenze del sindaco e della giunta sino alla prima tornata elettorale utile secondo l'art. 169 dell'OREL.
A tal uopo si propone che commissario straordinario presso il comune di Santa Cristina Gela, con i compiti prima indicati, venga nominato il sig. Scialabba Nicolò.
Palermo, 17 aprile 1998.
  L'Assessore: MISURACA 

(98.20.1046)
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DECRETI ASSESSORIALI





ASSESSORATO
DEI BENI CULTURALI ED AMBIENTALI
E DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE


DECRETO 20 aprile 1998.
Dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area di Monte Scalpello, ricadente nel comune di Castel di Judica.
L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI
ED AMBIENTALI E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE

Visto lo Statuto della Regione;
Visto il D.P.R. 30 agosto 1975, n. 637, recante norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia di tutela del paesaggio, di antichità e belle arti;
Visto il T.U. delle leggi sull'ordinamento del Governo e dell'amministrazione della Regione siciliana, approvato con D.P.Reg. 28 febbraio 1979, n. 70;
Vista la legge regionale 1 agosto 1977, n. 80;
Vista la legge regionale 7 novembre 1980, n. 116;
Vista la legge 29 giugno 1939, n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali e panoramiche;
Visto il regolamento di esecuzione della predetta legge n. 1497, approvato con R.D. 3 giugno 1940, n. 1357;
Vista la legge 8 agosto 1985, n. 431;
Vista la legge regionale 30 aprile 1991, n. 15;
Visto il decreto n. 7092 del 29 luglio 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 46 del 9 settembre 1995, con il quale l'area di Monte Scalpello e Monte Turcisi, ricadente nel territorio comunale di Castel di Judica, è stata dichiarata temporaneamente immodificabile, ai sensi della legge regionale 30 aprile 1991, n. 15;
Visto il decreto di proroga n. 7001 del 12 agosto 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 49 del 6 settembre 1997, con il quale è stato prorogato per un ulteriore biennio il vincolo sopra descritto;
Visto il verbale n. 59 redatto nella seduta del 19 aprile 1997, facente parte integrante e sostanziale del presente decreto, nel quale la Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche diCatania ha proposto di sottoporre a vincolo paesaggistico, ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, la parte di territorio comunale diCastel di Judica corrispondente al rilievo di Monte Scalpello ricadente nel comune di Castel di Judica;
Esaminata la perimetrazione descritta nel verbale n. 59/97 della sopracitata commissione, che viene meglio specificata e integrata come segue:
"partendo dal punto di intersezione tra il limite amministrativo tra le province di Enna e Catania e la strada statale n. 192, la perimetrazione segue il ciglio occidentale di detta strada in direzione sud-est fino ad incontrare il bivio con la strada comunale Cuticchi-Catenanuova; da questo punto la perimetrazione continua in direzione sud-ovest, lungo il ciglio settentrionale di detta strada, segnata nell'allegata planimetria I.G.M. nel primo tratto come mulattiera, nel secondo come strada secondaria e nel terzo ancora come mulattiera, fino al punto in intersezione con il limite amministrativo tra le provincie di Enna e Catania, in contrada S. Nicolella. Da questo punto la perimetrazione segue, in senso orario in direzione nord-est, il suddetto limite amministrativo fino al punto di partenza;
Accertato che il verbale n. 59 del 19 aprile 1997 è stato pubblicato all'albo pretorio del comune diCastel di Judica dal 19 agosto 1997 al 19 novembre 1997 e depositato nella segreteria del comune stesso, per il periodo prescritto dalla legge n. 1497/39;
Ritenuto che le motivazioni riportate nel succitato verbale del 19 aprile 1997 a supporto della proposta di vincolo, sono sufficienti e congrue e testimoniano di un ambiente singolarissimo che presenta tutti i requisiti per essere oggetto di una studiata e corretta tutela che impedisca alle bellezze naturali e paesaggistiche della zona in questione di subire alterazioni di degrado irreversibili;
Considerato che non sono state prodotte opposizioni al vincolo de quo, ai sensi dell'art. 3 della legge 29 giugno 1939, n. 1497;
Considerato, quindi, nel confermare la proposta di vincolo in argomento, di potere accogliere nella loro globalità le motivazioni, espresse in maniera sufficiente e congrua dalla Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali di Catania nel verbale n. 59 della seduta del 19 aprile 1997 e correttamente approfondite nello stralcio planimetrico allegato al verbale stesso, documenti ai quali si rimanda e che formano parte integrante del presente decreto;
Ritenuto, pertanto, che nella specie ricorrono evidenti motivi di pubblico interesse, per il cospicuo carattere di bellezze naturali e di singolarità geologica, che suggeriscono l'opportunità di sottoporre a vincolo paesaggistico la parte di territorio comunale di Castel di Judica corrispondente al rilievo di Monte Scalpello ricadente nel comune diCastel di Judica in conformità alla proposta del 19 aprile 1997 verbalizzata dalla Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania;
Rilevato che l'apposizione del vincolo comporta soltanto l'obbligo per i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo, degli immobili ricadenti nella zona vincolata, di presentare alla competente Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali, per la preventiva autorizzazione, qualsiasi progetto di opere che possa modificare l'aspetto esteriore della zona stessa;

Decreta:


Art. 1

Per le motivazioni espresse in premessa, la parte di territorio comunale diCastel di Judica, corrispondente al rilievo di Monte Scalpello, ricadente nel comune di Castel di Judica, area meglio descritta nel verbale n. 59 del 19 aprile 1997 della Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania e delimitata con pallinato nero nella corografia allegata che, insieme al succitato verbale forma parte integrante del presente decreto, è dichiarata di notevole interesse pubblico, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1, numeri 1 e 4, della legge 29 giugno 1939, n. 1497 e dell'art.9 del relativo regolamento di esecuzione, approvato con R.D. 3 giugno 1940, n. 1357.

Art. 2

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, unitamente al verbale n. 59 redatto nella seduta del 19 aprile 1997 dalla competente Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania ed alla planimetria di cui sopra è cenno ai sensi degli artt.4 della legge n.1497/39 e 12 delR.D. n. 1357/40.
Una copia della Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana contenente il presente decreto sarà trasmessa entro il termine di mesi uno dalla sua pubblicazione, per il tramite della competente Soprintendenza, al comune diCastel di Judica, perché venga affissa per tre mesi naturali e consecutivi all'albo pretorio del comune stesso.
Altra copia della predetta Gazzetta, assieme alla planimetria della zona vincolata, sarà contemporaneamente depositata presso gli uffici del comune diCastel di Judica ove gli interessati potranno prenderne visione.
La Soprintendenza competente comunicherà a questo Assessorato la data dell'effettiva affissione del numero della Gazzetta sopra citata all'albo del comune di Castel di Judica.

Art. 3

Avverso il presente decreto è ammesso ricorso ai sensi e per gli effetti del 3° comma dell'art. 4 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, entro sei mesi dalla data di affissione all'albo del comune interessato della copia della Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana contenente il citato decreto, nonché ricorso giurisdizionale innanzi al T.A.R. entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Regine siciliana.
Palermo, 20 aprile 1998.
  CROCE 


Allegati
COMMISSIONE PROVINCIALE
PER LA TUTELA DELLE BELLEZZE NATURALI
E PANORAMICHE DI CATANIA
Verbale n. 59 del 19 aprile 1997

L'anno 1997, il giorno 19 del mese di aprile alle ore 9,30 nella sede della Soprintendenza dei beni culturali ed ambientali di Catania in via Luigi Sturzo n. 62, si è riunita a seguito di avvisi di convocazione del 15 marzo 1997 prot. n. 436 (racc. A.R.), la Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania, costituita in ordine all'art. 2 della legge 29 giugno 1939, n. 1497 e successive modifiche di cui al D.P.R.S. n. 805 del 3 dicembre 1975 art. 31, con D.A. n. 8610 del 24 dicembre 1994, per discutere il seguente:
Ordine del giorno
(raccomandata del 15 marzo 1997 prot. 436)

1)  lettura, approvazione e sottoscrizione del verbale n. 58;
2)  Licodia Eubea: proposta di vincolo di singolarità geologica della grotta Salinelle;
3)  Castel di Judica: proposta di vincolo di parti del territorio comunale (Monte Scalpello e Monte Turcisi);
4)  Vizzini: proposta di vincolo di parte del territorio comunale ("Concerie" e zone circostanti);
5)  varie ed eventuali.
Sono presenti:
1)  dott.ssa Francesca Migneco, soprintendente per i beni culturali ed ambientali di Catania - presidente;
2)  arch. Giuseppe Dato - componente;
3)  prof. Nunzio Famoso - componente;
4)  dott. ing. Ignazio Sansone, direttore del Corpo regionale delle miniere di Catania - componente.
Assente, benchè regolarmente invitato, l'ispettore forestale della provincia di Catania.
Assiste in qualità di segretario, ai sensi dell'art. 3 del R.D. n. 1357/40, il dott. Franco La Fico Guzzo, funzionario della Soprintendenza, nominato con nota protocollo n. 431 del 14 marzo 1997.
Partecipa alla riunione, per chiarimenti sui vari aspetti relativi alle proposte dei vincoli in esame, il dott. G. Li Rosi, dirigente tecnico geologo della Soprintendenza di Catania.
Alle ore 10,00 il presidente, dott.ssa Francesca Migneco, constatato il numero legale dei componenti la commissione, ai sensi dell'art. 5 del regolamento del 3 giugno 1940, n. 1357, dichiara aperta la seduta porgendo un cordiale saluto di benvenuto ai presenti.
Il presidente inizia la seduta, invitando il dott. La Fico a leggere il verbale della seduta precedente. Dopo la lettura i componenti confermano e sottoscrivono il verbale n. 58 dell'1 marzo 1997.
(Omissis)
Non avendo altro da discutere riguardo all'argomento si passa alla trattazione del 2° punto all'ordine del giorno, riguardante la proposta di vincolo di parti del territorio comunale di Castel di Judica (Monte Scalpello e Monte Turcisi). Il presidente invita il dott. Li Rosi ad esporre le ragioni della proposta di vincolo.
Il dott. Li Rosi interviene esponendo le ragioni che hanno determinato la proposta di vincolo.
Il Monte Scalpello è la parte più elevata (583 m. s.l.m.) di una dorsale che si estende per una lunghezza di circa 2,5-3,0 km. in direzione est-ovest al confine fra le province di Catania e di Enna.
Il versante del monte ricadente in provincia di Enna è stato sottoposto a vincolo ai sensi della legge n. 1497/39 con proposta della Commissione per la tutela delle bellezze naturali e paesaggistiche della provincia di Enna approvata nella seduta del 28 settembre 1995.
La porzione di territorio oggetto della presente proposta di vincolo ricade nel territorio comunale di Castel di Judica. Sulla carta topografica edita dall'I.G.M. questa interessa la tavoletta "Catenanuova" 269 IV SE.
Il monte per la sua posizione e le sue caratteristiche morfologiche può essere considerato l'estremo lembo orientale della catena dei Monti Erei che occupa la zona centrale dell'isola. La sua sagoma, che si staglia isolata sulla pianura circostante, per la parte di versante riguardante la provincia di Enna è chiaramente visibile dall'autostrada A19 Catania-Palermo, all'altezza dello svincolo di Catenanuova. Dalla sua vetta si domina un panorama che spazia dalla Piana di Catania, ai Nebrodi, agli Erei, alle colline di Caltagirone, al massiccio etneo e si possono intravedere alcuni dei centri abitati circostanti (Centuripe, Agira, Assoro, ecc.).
Oltre alle valenze paesaggistiche Monte Scalpello possiede alcune peculiarità di carattere geologico, botanico e faunistico, che ne fanno un complesso naturale di rilevante valore.
Infatti, la successione stratigrafica dei terreni che lo formano, conosciuta in letteratura come "Unità di Monte Iudica", molto ricca di fossili triassici, rappresenta un'anomalia per la sua posizione molto più esterna rispetto ad altre analoghe formazioni della Sicilia settentrionale.
Tale successione inizia con una "alternanza argilloso-calcareo arenacea" ("Formazione Mufara"), ricca di faune fossili ad ammonoidi, a lamellibranchi e a gasteropodi, appartenente al Carnico medio-superiore; seguono, in alto, "Calcari con selce", del Carnico superiore, "Radiolariti" giurassiche con vulcaniti, marne e calcari marnosi rossi e biancastri in facies di "scaglia" ed infine "argille marnose ed arenarie glauconitiche" dell'Oligocene-Miocene superiore-medio.
Fra i termini descritti specie i "Calcari con selce" e le "Radiolariti", lungo il versante ricadente in provincia di Catania, formano degli affioramenti molto suggestivi e spettacolari per la varietà dei colori e delle forme e la creazione di pareti a strapiombo che incombono sulla vallata sottostante.
Dal punto di vista botanico, la vegetazione presente, molto rada e di tipo prevalentemente spontaneo è rappresentata soprattutto dall'Ampelodesmo tenax e dalla macchia mediterranea con alberi isolati di ulivo, pistacchio selvatico, leccio, lentisco, sommacco, artemisia, biancospino, oleastro, carrubbo, timo, nonché da numerosi fiori, tra cui l'orchidea spontanea, il ciclamino montano, la sternbergia, l'iris, la mandragora, ecc.
Sotto l'aspetto faunistico la ridotta frequentazione dei luoghi ha favorito il proliferare di conigli selvatici, lepri, donnole, istrici, ricci, talpe, piccoli roditori e rapaci.
E' da segnalare infine la presenza, sulla sommità del monte, di alcuni manufatti che rivestono, nell'ambito geografico della zona d'inquadramento, notevole importanza dal punto di vista storico-antropologico. Si tratta di un santuario e dei ruderi di un eremo del '700, insieme a resti di manufatti (rovine di edifici, cisterne, muretti di recinzione, ecc.) risalenti ad epoche precedenti (occupazione araba).
Il santuario è sede di pellegrinaggi da parte dei fedeli che la prima domenica di maggio e di ottobre vi si recano per venerare la Madonna del Rosario. All'interno del santuario sono conservati, in un'urna di vetro, i "Corpora santa" dei tre frati Filippo Dulcetto, Matteo e Mariano Rotolo, che circa cinque secoli fa, sul monte, iniziarono la loro esperienza di eremiti. Nei secoli successivi il loro esempio fu seguito da altri monaci che si stabilirono sulla sommità del monte e caratterizzarono con la loro attività questo luogo suggestivo. Quanto detto è testimoniato dalla presenza di grandi strutture d'uso culturale e dai resti di altre strutture, in muratura, destinate al ricovero degli eremiti e degli animali, e all'immagazzinamento di scorte alimentari ed idriche. Queste strutture, che probabilmente riutilizzano o sorgono sulle preesistenze del periodo arabo-emirale o svevo, meriterebbero un intervento di salvaguardia e di recupero.
Intervengono alternativamente tutti i componenti la commissione esprimendo adesione alle tesi esposte.
Riguardo alla perimetrazione il dott. Li Rosi puntualizza di aver ampliato leggermente il perimetro del vincolo rispetto a quello ai sensi dell'art. 5 della legge regionale n. 15/91 di cui al D.A. n. 7092 del 29 luglio 1995 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 46 del 9 settembre 1995, ritenendo utile inserire una adeguata fascia di rispetto estesa verso la campagna circostante per meglio tutelare le visuali della struttura carbonatica.
Intervenendo l'ing. Sansone conferma la propria adesione al vincolo di Monte Scalpello, muovendo però delle perplessità circa il perimetro proposto dal dott. Li Rosi in quanto ritiene che le aree incluse nella proposta di vincolo, ad eccezione di quelle già tutelate con decreto n. 7092 ai sensi dell'art. 5 della legge regionale n. 15/91, posseggono le medesime caratteristiche di quelle contermini e pertanto il perimetro dovrebbe allargarsi a dismisura alle campagne circostanti.
Alle considerazioni dell'ing. Sansone si associano i componenti della commissione e pertanto sono favorevoli a confermare il perimetro di cui al decreto n. 7092.
A questo punto il presidente, ritenuta esaurita la fase di discussione, prega i componenti la commissione, dopo aver invitato i funzionari esterni alla commissione ad allontanarsi, e dopo che questi si sono allontanati, di esprimere singolarmente il proprio voto sul seguente trattato.
Proposta di vincolo di parti del territorio comunale di Castel di Judica e più precisamente dell'area di Monte Scalpello.
Sono presenti e votanti:
1)  dott.ssa Francesca Migneco, soprintendente per i beni culturali ed ambientali di Catania - presidente;
2)  arch. Giuseppe Dato - componente;
3)  prof. Nunzio Famoso - componente;
4)  ing. Ignazio Sansone, ingegnere capo del Corpo regionale delle miniere di Catania - componente.
Assiste come segretario, il dirigente tecnico geologo dott. Franco La Fico Guzzo della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Catania.
La Commissione

—  considerato che l'area di Monte Scalpello risulta di grande pregio geomorfologico, geologico e naturalistico;
—  considerato che, al di là dell'aspetto scientifico, da un punto di vista prettamente paesaggistico le aree individuate sono caratterizzate da bellezza non comune per l'unicità delle forme del paesaggio modellato dai processi naturali ivi presenti;
—  condivisa ed apprezzata la relazione introduttiva;
—  esaminata la ricca ed esauriente documentazione fotografica approntata dalla Soprintendenza;
Delibera

All'unanimità con il voto favorevole dei sigg.ri:
1)  dott.ssa Francesca Migneco, soprintendente per i beni culturali ed ambientali di Catania - presidente;
2)  arch. Giuseppe Dato - componente;
3)  prof. Nunzio Famoso - componente;
4)  ing. Ignazio Sansone, ingegnere capo del Corpo regionale delle miniere di Catania - componente;
di proporre al competente Assessorato, di sottoporre a vincolo ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 1 n. 1 e n. 4 e dell'art. 9 del regolamento 3 giugno 1940, n. 1357, la parte di territorio comunale di Castel di Judica corrispondente al rilievo di Monte Scalpello, evidenziata in giallo nella corografia in scala 1:25.000 e delimitata con pallinato nero.
La perimetrazione ripropone gli stessi identici limiti delle aree che sono allo stato attuale sottoposte al vincolo di immodificabilità ai sensi della legge regionale n. 15/91 art. 5.
Pertanto viene approvata la seguente delimitazione: l'area proposta, situata a nord-ovest dell'abitato di Castel di Judica, ricade all'interno della tavoletta Catenanuova F. 269 IV S.E.
Partendo dal punto di intersezione tra il limite amministrativo tra le province di Enna e Catania e la strada statale n. 192, la perimetrazione segue il ciglio occidentale di detta strada in direzione sud-est fino ad incontrare il bivio con la strada comunale Cuticchi-Catenanuova; da questo punto la perimetrazione continua, in direzione sud-ovest, lungo il ciglio settentrionale di detta strada fino al punto di intersezione con il limite amministrativo tra le province di Enna e Catania, in contrada S. Nicolella. Da questo punto la perimetrazione segue, in senso orario in direzione nord-est, il suddetto limite amministrativo fino al punto di partenza.
(Omissis)
Esauriti tutti i punti dell'ordine del giorno, il presidente ringrazia gli intervenuti e dichiara sciolta la seduta alle ore 13,00.
Il presidente: Migneco
Il segretario: Guzzo
I componenti: Dato - Famoso - Sansone

(Si omette la tavola allegata)
(98.19.1017)
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DECRETO 27 aprile 1998.
Dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area di Monte Turcisi, ricadente nel comune di Castel di Judica.
L'ASSESSORE PER I BENI CULTURALI
ED AMBIENTALI E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE

Visto lo Statuto della Regione;
Visto il D.P.R. 30 agosto 1975, n. 637, recante norme di attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia di tutela del paesaggio, di antichità e belle arti;
Visto il T.U. delle leggi sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione della Regione siciliana, approvato con D.P.Reg. 28 febbraio 1979, n. 70;
Vista la legge regionale 1 agosto 1977, n. 80;
Vista la legge regionale 7 novembre 1980, n. 116;
Vista la legge 29 giugno 1939, n. 1497, sulla protezione delle bellezze naturali e panoramiche;
Visto il regolamento di esecuzione della predetta legge n. 1497, approvato con R.D. 3 giugno 1940, n. 1357;
Vista la legge 8 agosto 1985, n. 431;
Vista la legge regionale 30 aprile 1991, n. 15;
Visto il decreto assessoriale n. 7092 del 29 luglio 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 46 del 9 settembre 1995, con il quale l'area di Monte Scalpello e Monte Turcisi, ricadente nel territorio comunale di Castel di Judica, è stata dichiarata temporaneamente immodificabile, ai sensi della legge regionale 30 aprile 1991, n. 15;
Visto il decreto assessoriale di proroga n. 7001 del 12 agosto 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 49 del 6 settembre 1997, con il quale è stato prorogato per un ulteriore biennio il vincolo sopra descritto;
Esaminato il verbale n. 61 redatto nella seduta del 26 luglio 1997, nel quale la Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali di Catania ha proposto di sottoporre a vincolo paesaggistico, ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, la parte di territorio comunale di Castel di Judica corrispondente al rilievo di Monte Turcisi, ricadente nel comune di Castel di Judica, delimitata perimetralmente secondo quanto descritto nel verbale n. 61 del 26 luglio 1997 a cui si rimanda e che fa parte integrante del presente decreto;
Accertato che il verbale n. 61 del 26 luglio 1997 è stato pubblicato all'albo pretorio del comune diCastel di Judica dal 20 ottobre 1997 al 20 gennaio 1998 e depositato nella segreteria del comune stesso, per il periodo prescritto dalla legge n. 1497/39;
Ritenuto che le motivazioni riportate nel succitato verbale del 26 luglio 1997, a supporto della proposta di vincolo, sono sufficienti e congrue e testimoniano di un ambiente singolarissimo che presenta tutti i requisiti per essere oggetto di una studiata e corretta tutela che impedisca alle bellezze naturali e paesaggistiche della zona in questione di subire alterazioni di degrado irreversibili;
Considerato che non sono state prodotte opposizioni al vincolo de quo, ai sensi dell'art. 3 della legge 29 giugno 1939, n. 1497;
Considerato, quindi, nel confermare la proposta di vincolo in argomento, di potere accogliere nella loro globalità le motivazioni, espresse in maniera sufficiente e congrua dalla Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali di Catania nel verbale n. 61 della seduta del 26 luglio 1997 e correttamente approfondite nello stralcio planimetrico allegato al verbale stesso, documenti ai quali si rimanda e che formano parte integrante del presente decreto;
Ritenuto, pertanto, che nella specie ricorrono evidenti motivi di pubblico interesse per il cospicuo carattere di bellezze naturali e di singolarità geologica, che suggeriscono l'opportunità di sottoporre a vincolo paesaggistico la parte di territorio comunale di Castel di Judica, corrispondente al rilievo di Monte Turcisi ricadente nel comune diCastel di Judica, in conformità alla proposta del 26 luglio 1997 verbalizzata dalla Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania;
Rilevato che l'apposizione del vincolo comporta soltanto l'obbligo per i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo, degli immobili ricadenti nella zona vincolata, di presentare alla competente Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali, per la preventiva autorizzazione, qualsiasi progetto di opere che possa modificare l'aspetto esteriore della zona stessa;

Decreta:


Art. 1

Per le motivazioni espresse in premessa, la parte di territorio comunale diCastel di Judica, corrispondente al rilievo di Monte Turcisi, ricadente nel territorio comunale di Castel di Judica, area meglio descritta nel verbale n. 61 del 26 luglio 1997 della competente della Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania e delimitata con pallinato nero nella corografia allegata che insieme al verbale forma parte integrante del presente decreto, è dichiarata di notevole interesse pubblico, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1, numeri 1 e 4, della legge 29 giugno 1939, n. 1497 e dell'art. 9 del relativo regolamento di esecuzione, approvato con R.D. 3 giugno 1940, n. 1357.

Art. 2

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana, unitamente al verbale n. 61 redatto nella seduta del 26 luglio 1997 dalla competente Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania ed alla planimetria di cui sopra è cenno, ai sensi degli artt.4 della legge n.1497/39 e 12 delR.D. n. 1357/40.
Una copia della Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana contenente il presente decreto sarà trasmessa entro il termine di mesi uno dalla sua pubblicazione, per il tramite della competente Soprintendenza, al comune diCastel di Judica, perché venga affissa per tre mesi naturali e consecutivi all'albo pretorio del comune stesso.
Altra copia della predetta Gazzetta, assieme alla planimetria della zona vincolata, sarà contemporaneamente depositata presso gli uffici del comune diCastel di Judica ove gli interessati potranno prenderne visione.
La Soprintendenza competente comunicherà a questo Assessorato la data dell'effettiva affissione del numero della Gazzetta sopra citata all'albo del comune di Castel di Judica.

Art. 3

Avverso il presente decreto è ammesso ricorso ai sensi e per gli effetti del 3° comma dell'art. 4 della legge 29 giugno 1939, n. 1497, entro sei mesi dalla data di affissione all'albo del comune interessato della copia della Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana contenente il citato decreto, nonché ricorso giurisdizionale innanzi al T.A.R. entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 27 aprile 1998.
  CROCE 

Allegati
COMMISSIONE PROVINCIALE PER LA TUTELA
DELLE BELLEZZE NATURALI E PANORAMICHE DI CATANIA
Verbale n. 61 del 26 luglio 1997

L'anno 1997, il giorno 26 del mese di luglio alle ore 8,30 nella sede della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Catania in via Luigi Sturzo n. 62, si è riunita a seguito di avvisi di convocazione del 21 luglio 1997 prot. n. 1144 (fax+racc. A.R.), la Commissione provinciale per la tutela delle bellezze naturali e panoramiche di Catania, costituita in ordine all'art. 2 della legge 29 giugno 1939, n. 1497 e successive modifiche di cui al D.P.R.S. n. 805 del 3 dicembre 1975, art. 31, con D.A. n. 8610 del 24 dicembre 1994, per discutere il seguente:
Ordine del giorno
(raccomandata del 21 luglio 1997 prot. n. 1144)

1)  lettura, approvazione e sottoscrizione dei verbali n. 59 e 60;
2)  Licodia Eubea: proposta di vincolo di singolarità geologica della Grotta Salinelle;
3)  Castel di Judica: proposta di vincolo di parti del territorio comunale (Monte Turcisi);
4)  Vizzini: proposta di vincolo di parte del territorio comunale ("Concerie" e zone circostanti);
5)  varie ed eventuali.
Sono presenti:
1)  dott.ssa Francesca Migneco, soprintendente ai beni culturali ed ambientali di Catania - presidente;
2)  arch. Giuseppe Dato - componente;
3)  prof. Nunzio Famoso - componente;
4)  dott. ing. Ignazio Sansone, ingegnere capo del Corpo regionale delle miniere di Catania;
5)  mar. Francesco Fasanaro - delegato dell'Ispettorato ripartimentale delle foreste di Catania.
Assiste in qualità di segretario, ai sensi dell'art. 3 del R.D. n. 1357/40, il dott. Franco La Fico Guzzo, funzionario della Soprintendenza, nominato con nota protocollo n. 1143 del 21 luglio 1997.
Partecipa alla riunione, per chiarimenti sui vari aspetti relativi alle proposte dei vincoli in esame, il dott. G. Li Rosi, dirigente tecnico geologo della Soprintendenza di Catania.
Alle ore 8,30 il presidente, dott.ssa Francesca Migneco, constatato il numero legale dei componenti la commissione, ai sensi dell'art. 5 del regolamento del 3 giugno 1940, n. 1357, dichiara aperta la seduta porgendo un cordiale saluto di benvenuto ai presenti.
Il presidente inizia la seduta, invitando il dott. La Fico a leggere i verbali delle sedute precedenti. Dopo la lettura i componenti confermano e sottoscrivono i verbali n. 59 del 12 luglio 1997 e n. 60 del 19 luglio 1997.
(Omissis)
Non avendo altro da discutere riguardo all'argomento si passa alla trattazione del 3° punto all'ordine del giorno, riguardante la proposta di vincolo di parti del territorio comunale di Castel di Judica (Monte Turcisi). Il presidente invita il dott. Li Rosi ad esporre le ragioni della proposta di vincolo.
Il dott. Li Rosi interviene esponendo le ragioni che hanno determinato la proposta di vincolo.
Il Monte Turcisi fà parte della dorsale che si estende per una lunghezza di circa 2,0 Km. in direzione est-ovest al confine fra le province di Catania e di Enna.
La porzione di territorio oggetto della presente proposta di vincolo ricade nel territorio comunale di Castel di Judica. Sulla carta topografica edita dall'I.G.M. questa interessa la tavoletta "Monte Turcisi" F° 269 II N.O.
Il monte per la sua posizione e le sue caratteristiche morfologiche può essere considerato, assieme a Monte Scalpello e Monte Judica, l'estremo lembo orientale della catena dei Monti Erei che occupa la zona centrale dell'isola. Esso rappresenta il primo rilievo al margine settentrionale della Piana di Catania, da cui è chiaramente visibile la sagoma. Dalla sua vetta si domina un panorama che spazia dalla Piana di Catania, ai Nebrodi, agli Erei, alle colline di Caltagirone, al massiccio etneo e si possono intravedere alcuni dei centri abitati circostanti (Catenanuova, Paternò, Motta S.Anastasia, Belpasso, Catania, ecc.).
Oltre alle valenze paesaggistiche Monte Turcisi possiede alcune peculiarità di carattere geologico, botanico e faunistico, che ne fanno un complesso naturale di rilevante valore.
Infatti, la successione stratigrafica dei terreni che lo formano, conosciuta in letteratura come "Unità di Monte Iudica", molto ricca di fossili triassici, rappresenta un'anomalia per la sua posizione molto più esterna rispetto ad altre analoghe formazioni della Sicilia settentrionale.
Tale successione inizia con una "Alternanza argilloso-calcareo arenacea" ("Formazione Mufara"), ricca di faune fossili ad ammonoidi, a lamellibranchi e a gasteropodi, appartenente al Carnico medio-superiore; seguono, in alto, "Calcari con Selce", del Carnico Superiore, "Radiolariti" giurassiche con vulcaniti, marne e calcari marnosi rossi e biancastri in facies di "scaglia" ed infine "'Argille marnose ed arenarie glauconitiche" dell'Oligocene-Miocene superiore-medio.
Fra i termini descritti specie i "Calcari con selce" e le "Radiolariti" formano degli affioramenti molto suggestivi e spettacolari per la varietà dei colori e delle forme e la creazione di pareti a strapiombo che incombono sulla vallata sottostante.
Dal punto di vista botanico, la vegetazione presente è molto rada e di tipo prevalentemente spontaneo, con arbusti e piante tipiche mediterranee, che si adattano al clima particolarmente arido e ai terreni di litologia roccioso-pietrosa.
Sotto l'aspetto faunistico la ridotta frequentazione dei luoghi ha favorito il proliferare di conigli selvatici, lepri, donnole, istrici, ricci, talpe, piccoli roditori e rapaci.
E' da segnalare infine la presenza, sulla sommità del monte, di alcuni manufatti che rivestono, nell'ambito geografico della zona d'inquadramento, notevole importanza dal punto di vista archeologico. Si tratta dei resti di una fortezza greca (phrourion), posta a dominare l'imbocco della valle del Dittaino.
La sommità è difesa su tre lati da una cortina muraria in tecnica pseudo-isodoma di ottima fattura, che raggiunge in un punto l'altezza di circa 4 m. e che è uno dei migliori esempi di tale tecnica in Sicilia. Nel tratto meglio conservato è presente una porta di tipo sceo.
Il phrourion mostra di avere avuto due fasi costruttive, la prima forse di epoca arcaica, la seconda, caratterizzata da un avancorpo con tecnica muraria un pò diversa (blocchi più piccoli lavorati a bugnato), è probabilmente di età dionigiana (V-IV secolo).
L'area della fortezza fu nel '600 occupata da un eremo, al quale appartengono probabilmente buona parte delle rovine visibili.
Il pianoro sottostante la cima mostra tracce di occupazione legate probabilmente alla presenza della guarnigione militare greca.
Intervengono alternativamente tutti i componenti la commissione esprimendo adesione alle tesi esposte.
Esaurita la discussione, il presidente prega i componenti la commissione, dopo aver invitato i funzionari esterni alla commissione ad allontanarsi, e dopo che questi si sono allontanati, di esprimere singolarmente il proprio voto sul seguente trattato:
—  proposta di vincolo di parti del territorio comunale di Castel di Judica e più precisamente dell'area di Monte Turcisi.
Sono presenti e votanti:
1)  dott.ssa Francesca Migneco, Soprintendente ai beni culturali ed ambientali di Catania - presidente;
2)  arch. Giuseppe Dato - componente;
3)  prof. Nunzio Famoso - componente;
4)  ing. Ignazio Sansone - ingegnere capo del Corpo regionale delle miniere di Catania;
5)  mar. Francesco Fasanaro - delegato dell'Ispettorato ripartimentale delle foreste di Catania.
Assiste come segretario, il dirigente tecnico geologo dott. Franco La Fico Guzzo della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali di Catania.
La Commissione

—  considerato che l'area di Monte Turcisi risulta di grande pregio geomorfologico, geologico e naturalistico;
—  considerato che, al di là dell'aspetto scientifico, da un punto di vista prettamente paesaggistico le aree individuate sono caratterizzate da bellezza non comune per l'unicità delle forme del paesaggio modellato dai processi naturali ivi presenti;
—  condivisa ed apprezzata la relazione introduttiva;
—  esaminata la ricca ed esauriente documentazione fotografica approntata dalla Soprintendenza;
Delibera

All'unanimità con il voto favorevole dei sigg.ri:
1)  dott.ssa Francesca Migneco, Soprintendente ai beni culturali ed ambientali di Catania - presidente;
2)  arch. Giuseppe Dato - componente;
3)  prof. Nunzio Famoso - componente;
4)  ing. Ignazio Sansone - ingegnere capo del Corpo regionale delle miniere di Catania;
5)  mar. Francesco Fasanaro - delegato dell'Ispettorato ripartimentale delle foreste di Catania;
di proporre al competente Assessorato, di sottoporre a vincolo ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, art. 1, n. 1° e n. 4° e dell'art. 9 del regolamento 3 giugno 1940 n. 1357, la parte di territorio comunale di Castel di Judica corrispondente al rilievo di Monte Turcisi, evidenziata in giallo nella corografia I.G.M. in scala 1:25.000 e delimitata con pallinato nero.
Pertanto viene approvata la seguente delimitazione:
—  partendo dall'ingrosso meridionale della Masseria Turcisi il limite segue la strada sterrata che aggira la base del monte in direzione ovest fino ad incontrare la regia trazzera Cuba Monaco e proseguire su di questa in direzione sud fino ad incontrare la strada provinciale 102/II Sferro - Castel di Judica. Da qui il limite si muove in direzione est fino a raggiungere e proseguire, sempre nella stessa direzione, sulla strada comunale Passo Ladrone-Paternò. Quindi raggiunto l'incrocio con la strada interpoderale che attraversa il Vallone Turcisi prosegue su di questa in direzione nord-ovest fino alla strada d'accesso all'omonima masseria. Da questo punto il limite segue la suddetta strada in direzione sud fino alla strada sterrata che sul lato nord passa accanto al muro esterno della Masseria Turcisi e si congiunge all'ingresso meridionale, punto di partenza del perimetro del vincolo.
(Omissis)
Esauriti tutti i punti dell'ordine del giorno, il presidente ringrazia gli intervenuti e dichiara sciolta la seduta alle ore 10,30.
  Il presidente: Migneco 
  Il segretario: La Fico Guzzo 
  I componenti: Dato - Famoso - Sansone - Fasanaro 


(Si omette l'Allegato)

(98.19.1018)
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ASSESSORATO
DELLA COOPERAZIONE, DEL COMMERCIO,
DELL'ARTIGIANATO E DELLA PESCA


DECRETO 14 aprile 1998.
Ulteriori modifiche al decreto 24 giugno 1996 di determinazione del limite massimo del costo per gli interventi di edilizia residenziale agevolata, ai sensi delle leggi regionali 20 dicembre 1975, n. 79 e 5 dicembre 1977, n. 95.
L'ASSESSORE
PER LA COOPERAZIONE, IL COMMERCIO,
L'ARTIGIANATO E LA PESCA

Visto lo Statuto della Regione;
Viste le leggi regionali 20 dicembre 1975, n. 79 e 5 dicembre 1977, n. 95, recanti norme per l'incentivazione dell'attività delle cooperative edilizie nella Regione siciliana;
Visto il decreto del Ministero del lavori pubblici 5 agosto 1994, con il quale sono stati determinati i nuovi limiti massimi di costo per gli interventi di edilizia residenziale sovvenzionata e agevolata;
Vista la circolare del Ministero dei lavori pubblici CER 16 gennaio 1995, n. 28;
Visto il proprio decreto n. 1476/I/VIII del 24 giugno 1996 – registrato alla Corte dei conti il 7 ottobre 1996, reg. n. 1, fg. n. 15 – pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 57 del 23 novembre 1996, con il quale è stato determinato il limite massimo del costo per gli interventi di edilizia residenziale agevolata ai sensi delle leggi regionali 20 dicembre 1975, n. 79 e 5 dicembre 1977, n. 95;
Visto il proprio decreto n. 371/I/VII del 12 marzo 1997 – registrato alla Corte dei conti il 29 luglio 1997, reg. n. 1, fg. n. 89 – pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 18 del 12 aprile 1997, con il quale sono state apportate alcune modifiche al già citato decreto n. 1476/I/VIII del 24 giugno 1996 e precisamente al punto 2.1.b., lett. a) e b) dell'art. 1 nonché, sempre al medesimo art. 1, al punto 2.1.d.;
Visto il punto 2.1.b. dell'art. 1 del citato decreto n. 1476/96 e, in particolare, le lett. c), d) ed e) che fissano gli oneri aggiuntivi al costo base come determinati dalle maggiorazioni massime ammissibili, riferite alla superficie complessiva, nella misura massima, come di seguito riportate:
c)  per tipologia edilizia fino a due elevazioni fuori terra:  L./mq. 18.000;
d)  per tipologie onerose caratterizzate da: costruzioni mono/bifamiliari; duplex, schiera, corridoio; particolare morfologia dell'area; vincoli architettonici; tutte discendenti da prescrizioni dello strumento urbanistico:  L./mq. 25.000;
e)  per alloggi, inclusi in programma in numero compreso tra 1/4 e/o 1/2 del totale della superficie utile abitabile (SU) non superiore a 60 mq. ciascuno (tale maggiorazione è applicabile esclusivamente a tali alloggi):  L./mq. 20.000;
Ritenuto che, relativamente alla lett. c) in precedenza riportata, la tipologia edilizia «fino a due elevazioni fuori terra» è univocamente individuata e, pertanto, nessuna valutazione discrezionale, compresa tra un indeterminato minimo ed il massimo di L. 18.000, debba essere operata nell'attribuzione degli oneri aggiuntivi al costo base come determinati dalla maggiorazione massima applicabile;
Ritenuto che, in merito alla lett. d) in precedenza riportata, le tipologie onerose individuate sono quelle caratterizzate da «costruzioni mono/bifamiliari; duplex, schiera, corridoio; particolare morfologia dell'area; vincoli architettonici; tutte discendenti da prescrizioni dello strumento urbanistico», per le quali, ove ricorra una delle caratteristiche richiamate, nessuna valutazione discrezionale, compresa tra un indeterminato minimo ed il massimo di L. 25.000, debba essere operata nell'attribuzione degli oneri aggiuntivi al costo base come determinati dalla maggiorazione massima applicabile;
Ritenuto che, in relazione alla lett. e) già citata, «per alloggi, inclusi in programma in numero compreso tra 1/4 e/o 1/2 del totale della superficie utile abitabile (SU) non superiore a 60 mq. ciascuno (tale maggiorazione è applicabile esclusivamente a tali alloggi)», questi sono univocamente individuati nella superficie e nel numero e pertanto nessuna valutazione discrezionale, compresa tra un indeterminato minimo ed il massimo di L. 20.000, debba essere operata nell'attribuzione degli oneri aggiuntivi al costo base come determinati dalla maggiorazione massima applicabile;
Ritenuto di dovere procedere alla modifica delle lett. c), d) ed e) del punto 2.1.b. dell'art. 1 del decreto n. 1476/I/VIII del 24 giugno 1996;

Decreta:


Art. 1

All'art. 1 del decreto n. 1476/I/VIII del 24 giugno 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 57 del 23 novembre 1996, le lett. c), d) ed e) del punto 2.1.b. sono così modificate:
«c)  per tipologia edilizia fino a due elevazioni fuori terra: L./mq. 18.000;
d)  per tipologie onerose caratterizzate da: costruzioni mono/bifamiliari; duplex, schiera, corridoio; particolare morfologia dell'area; vincoli architettonici; tutte discendenti da prescrizioni dello strumento urbanistico: L./mq. 25.000;
e)  per alloggi, inclusi in programma in un numero compreso tra 1/4 e/o 1/2 del totale della superficie utile abitabile (SU) non superiore a 60 mq. ciascuno (tale maggiorazione è applicabile esclusivamente a tali alloggi): L./mq. 20.000».

Art. 2

Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei conti per il visto e, successivamente, verrà integralmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 14 aprile 1998.
  BENINATI 



Registrato alla Corte dei conti, Sezione controllo per la Regione siciliana, addì 20 maggio 1998.
Reg. n. 1, Assessorato della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca, fg. n. 6.
(98.23.1218)
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DECRETO 22 aprile 1998.
Liquidazione coatta amministrativa della società cooperativa La Vigilanza 85, con sede in Licata, e nomina del commissario liquidatore.
L'ASSESSORE
PER LA COOPERAZIONE, IL COMMERCIO,
L'ARTIGIANATO E LA PESCA

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge regionale 26 giugno 1950, n. 45;
Vista la legge regionale 10 aprile 1978, n. 2;
Vista la relazione del 29 agosto 1997 della dott.ssa Marchica Concetta, commissario straordinario della cooperativa La Vigilanza 85 con sede in Licata, con la quale rappresenta che la società è inattiva da diversi anni, che risulta impossibile il ripristino degli organi sociali e che in relazione alla situazione debitoria risultante dall'ultima situazione amministrativo-contabile non resta alcuna alternativa allo scioglimento della cooperativa;
Sentito il parere n. 2330, espresso il 19 gennaio 1998 dalla Commissione regionale della cooperazione, favorevole allo scioglimento della cooperativa La Vigilanza 85 ed alla sua sottoposizione alla procedura della liquidazione coatta amministrativa;
Ritenuto, quindi, di dover procedere conseguentemente;
Visto l'elenco dei commissari liquidatori di società cooperative e loro consorzi operanti in Sicilia;

Decreta:


Art. 1

La cooperativa La Vigilanza 85, società a r.l. con sede in Licata, via Mazzini n. 168, costituita l'8 luglio 1985 con atto omologato dal tribunale di Messina l'8 agosto 1985, iscritta al n. 4005 del registro delle società e nel registro prefettizio alla sezione mista con D.P. n. 1602/3 del 28 gennaio 1986, è sciolta e messa in liquidazione coatta amministrativa.

Art.  2

Il rag. Cimino Gioacchino, nato a Palma di Montechiaro il 3 marzo 1962 e residente ad Agrigento in viale Monserrato, è nominato, dalla data di notifica del presente decreto, commissario liquidatore della cooperativa di cui all'articolo precedente, con il compito di curare le operazioni di liquidazione fino alla definitiva cancellazione della stessa dal registro delle società.

Art.  3

Il compenso spettante al commissario liquidatore per l'attività svolta sarà determinato in base ai criteri indicati nel decreto del Ministero del lavoro 28 gennaio 1992.
Il presente decreto sarà pubblicato integralmente nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 22 aprile 1998.
  BENINATI 

(98.19.1033)
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ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI


DECRETO 9 marzo 1998.
Limiti di reddito per l'accesso all'edilizia agevolata.
L'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge 5 agosto 1978, n. 457;
Vista la legge regionale 30 maggio 1984, n. 37;
Visto l'art. 2 della legge 5 agosto 1978, n. 457, che, al punto 1 del penultimo comma, stabilisce che il C.I.P.E., su proposta del C.E.R. e previo parere della commissione consultiva interregionale, delibera la misura dei tassi e dei limiti di reddito per gli interventi di edilizia residenziale assistiti dal contributo delloStato;
Vista la delibera C.I.P.E. dell'8 aprile 1987, n. 197, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 116 del 21 maggio 1987, con la quale viene fissato un rapporto costante tra tasso agevolato e tasso di riferimento per le diverse tipologie di intervento ed i differenziati scaglioni di reddito;
Vista la delibera C.I.P.E. del 30 luglio 1991, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 190 del 14 agosto 1991, che oltre ad aggiornare i massimali di mutuo ha tra l'altro aggiornato i limiti massimi di reddito per gli interventi di edilizia agevolata;
Visto l'art. 12 della legge regionale 24 luglio 1997, n. 25, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 38 del 26 luglio 1997, il quale stabilisce che, a decorrere dal 31 dicembre 1996, i limiti di reddito, di cui all'art. 10 della legge regionale 30 maggio 1984, n. 37, nonché quelli previsti da tutti i programmi di edilizia convenzionata realizzati nella Regione siciliana, siano incrementati del 25 per cento e che tale incremento deve essere applicato ai programmi costruttivi che alla data del 27 luglio 1997 non sono pervenuti alla stipula definitiva degli atti di mutuo;
Ravvisata, pertanto, la necessità di procedere all'incremento del 25 per cento dei limiti di reddito previsti dalla delibera C.I.P.E. del 30 luglio 1991;

Decreta


Art. 1

I limiti di reddito per l'accesso all'edilizia agevolata ex legge n. 457/78 e successive modifiche ed integrazioni, fermo restando le misure dei tassi agevolati secondo quanto disposto dalla delibera C.I.P.E. dell'8 aprile 1987, n. 197, sono stabiliti come segue:
      Rapporto tra 
  Limiti tasso agevo di reddito lato e tasso 
      di rifer. (%) 
a)  alloggi realizzati da cooperative a proprietà indivisa  L. 31.250.000 20 
  » 31.250.000 30 
  » 37.500.000 50 
  » 62.500.000 70 


Art. 2

I limiti di reddito di cui sopra si applicano a decorrede dal 31 dicembre 1996 ai programmi costruttivi che alla data del 27 luglio 1997 non sono pervenuti alla stipula definitiva degli atti di mutuo.

Art. 3

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 9 marzo 1998.
  MANZULLO 

(98.18.969)
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ASSESSORATO
DEL LAVORO, DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
E DELL'EMIGRAZIONE


DECRETO 3 aprile 1998.
Modifiche al decreto 3 ottobre 1997, recante disposizioni relative all'attuazione degli artt. 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e successive modifiche e integrazioni.
L'ASSESSORE
PER IL LAVORO, LA PREVIDENZA SOCIALE,
LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
E L'EMIGRAZIONE

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, concernente interventi per l'attuazione di politiche attive del lavoro a favore dei soggetti partecipanti ai progetti di utilità collettiva di cui all'art. 23 della legge 11 marzo 1988, n. 67 e successive modifiche ed integrazioni;
Visti, in particolare, gli artt. 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e successive modifiche ed integrazioni, concernenti la realizzazione di progetti di utilità collettiva;
Visto l'art. 1 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 24, con il quale sono stati estesi i benefici della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, a tutti i coordinatori che abbiano partecipato alla realizzazione dei progetti di utilità collettiva disciplinati dall'art. 23 della legge 11 marzo 1988, n. 67, purché in possesso dei requisiti di cui all'art. 1, comma secondo, della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85 ed iscritti alla 1ª classe delle liste di collocamento alla data di entrata in vigore della sopra citata legge regionale 6 aprile 1996, n. 24;
Visti gli artt. 21, quinto comma, e 24 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30;
Vista la decisione della Commissione europea n. 2087 del 18 marzo 1997 – relativa alla compatibilità delle misure di politica attiva del lavoro di cui alla citata legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, con gli artt. 92 e 93 del trattato C.E., nonché con gli artt. 61 e 62 dell'accordo SEE – che, con particolare riferimento ai progetti di utilità collettiva di cui agli artt. 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, ne ha autorizzato la proposizione esclusivamente da parte dei soggetti di cui all'art. 11 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, che non perseguono scopo di lucro e che realizzino i suddetti progetti mediante l'assunzione dei soggetti di cui all'art. 1, commi 2 e 3, della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85;
Visto il decreto 3 ottobre 1997, n. 744/97 dell'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione, concernente le modalità attuative degli artt. 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e successive modifiche e integrazioni;
Visto l'art. 1, commi 2 e 8, della legge regionale 23 gennaio 1998, n. 3, che integra le disposizioni di cui agli artt. 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e successive modifiche e integrazioni;
Ritenuto di dovere modificare il decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744, tenendo anche conto delle integrazioni apportate dal sopra citato art. 1, commi 2 e 8, della legge regionale 23 gennaio 1998, n. 3, agli artt. 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e successive modifiche e integrazioni e di dovere, conseguentemente, prorogare i termini per la presentazione dei progetti;

Decreta:


Articolo unico

1.  Il primo comma dell'art. 1 del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744 è così modificato: «I soggetti di cui all'art. 12, primo comma, della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e quelli di cui all'art. 14, comma 1 del decreto legge 16 maggio 1994, n. 299 convertito, con modificazioni, nella legge 19 luglio 1994, n. 451, con esclusione dei soggetti che perseguono scopo di lucro, possono presentare all'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione, gruppo X, via Pernice, n. 5 - Palermo, progetti di utilità collettiva nell'ambito di tutte le attività istituzionali proprie dei soggetti medesimi, della durata di un anno e rinnovabili alla scadenza, da realizzare, ai sensi dell'art. 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, mediante l'assunzione con contratto di diritto privato a tempo determinato, pieno o parziale, dei soggetti di cui all'art. 1, commi 2 e 3 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e successive modifiche e integrazioni, inseriti nelle graduatorie predisposte dagli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione, secondo le modalità e i criteri di cui al successivo art. 3».
2.  Il comma 3 dell'art. 1 del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744 è così modificato: «Ogni progetto deve prevedere attività riferibili ad una sola area di intervento».
3.  Al comma 5 dell'art. 1 del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744, dopo le parole «a carico del proprio bilancio», è aggiunto, dentro parentesi, il seguente periodo: «nel caso di provincie o comuni, potranno essere utilizzati i fondi di cui all'art. 4, comma 1 della legge regionale 23 gennaio 1998, n. 3».
4.  Al comma 6 dell'art. 1 del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744, le parole «presentazione dei progetti» sono sostituite dalle parole «presentazione di ulteriori progetti».
5.  Il comma 5 dell'art. 2 del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744 è così modificato: «Saranno inseriti prioritariamente nelle graduatorie i progetti presentati dagli uffici giudiziari civili, penali ed amministrativi, dalla Corte dei conti e dalle prefetture, quelli presentati da pubbliche amministrazioni che prevedano un decentramento di uffici e servizi sul territorio, nonché i progetti ricadenti nelle aree di intervento di cui all'art. 11, lett. a), e), m), n) e p) della legge 21 dicembre 1995, n. 85 e che prevedano rapporti contrattuali a tempo parziale con un tempo lavorativo non superiore al 50 per cento dell'orario contrattuale a tempo pieno. Con particolare riferimento all'area di intervento di cui all'art. 11, lett. a) della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, la valutazione delle proposte terrà conto del valore culturale del bene oggetto dell'iniziativa e saranno privilegiati i progetti che prevedano la fruibilità di beni culturali anche nelle giornate prefestive e festive e/o in fasce di orario serali. I progetti relativi alla suddetta area di intervento possono essere proposti anche da enti che, pur non essendo proprietari dei beni, stipulino appositi accordi con i soggetti titolari della proprietà. Con riferimento all'area di intervento di cui all'art. 11, lett. p), saranno privilegiati i progetti che prevedano l'offerta di servizi di accoglienza, informazione ed assistenza ai turisti presso aeroporti, porti, stazioni ferroviarie, terminal di autolinee e altri luoghi di rilevante afflusso turistico».
6.  Al comma 6 dell'art. 2 del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744, sono soppresse le parole «che saranno rinnovate annualmente sulla base dei progetti di volta in volta presentati».
7.  Al comma 3 dell'art. 3 del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744, sono soppresse le parole «a decorrere dal primo giorno di utilizzazione nei suddetti progetti e».
8.  Al comma 4 dell'art. 3 del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744, dopo le parole «servizio di leva» è soppressa la congiunzione disgiuntiva «o», e dopo la parola «malattia» sono aggiunte le parole «o altra causa, sempreché i suddetti soggetti risultassero avviati ai progetti». Allo stesso comma, inoltre, dopo le parole «fine del periodo o dei periodi di impegno» sono soppresse le parole «nonché i mesi di cui sia stata prestata attività almeno per un giorno» e sono aggiunte le parole «In ogni caso, uno stesso mese non può essere conteggiato più di una volta. Il computo di ogni periodo di impegno decorre dal primo giorno di effettiva utilizzazione».
9.  Al comma 3 dell'art. 4 del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744, le parole «per l'avviamento» sono sostituite dalle parole «per la scelta dei progetti a cui essere avviati».
10.  Il comma 7 dell'art. 4 del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744 è così modificato: «Gli Uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione trasmetteranno l'elenco dei soggetti da avviare per ciascun progetto alle competenti sezioni circoscrizionali per l'impiego perché effettuino gli avviamenti. Gli elenchi dovranno essere pubblicizzati mediante affissione negli albi delle sezioni circoscrizionali».
11.  Il termine di sessanta giorni, previsto dall'art. 1, comma 2, del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744 per la presentazione dei progetti, decorre dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
12.  L'allegato A del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744 è sostituito dall'allegato A del presente decreto.
13.  L'allegato B del decreto assessoriale 3 ottobre 1997, n. 744 è sostituito dall'allegato B del presente decreto.
14.  Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione e, successivamente, alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana per la pubblicazione.
Palermo, 3 aprile 1998.
  BRIGUGLIO 



Registrato alla Corte dei conti, Sezione controllo per la Regione siciliana, addì 19 maggio 1998.
Reg. n. 1, Assessorato del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione, fg. n. 51.

Allegato A
SCHEDA DI PRESENTAZIONE DI PROGETTO DI UTILITA' COLLETTIVA
(Artt. 11, 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e successive modifiche ed integrazioni)

All'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale,
della formazione professionale e dell'emigrazione
Gruppo X
Via Pernice n. 5
PALERMO
Il soggetto proponente    
con sede in   provincia ................................................................................................................... 
via/piazza   n. ...................., c.a.p. .............................., tel. ............... / ..................................., 
legalmente rappresentato dal sig.    
in qualità di (1)    


Chiede

che venga approvato ed ammesso a finanziamento il progetto di seguito formulato, per lo svolgimento di attività di utilità collettiva di cui agli artt. 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e successive modifiche ed integrazioni.
   


(1)  Sindaco, presidente, etc.

(Si omettono gli altri modelli allegati)

(98.23.1201)
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ASSESSORATO DELLA SANITA'


DECRETO 24 aprile 1998.
Modifica del decreto 19 novembre 1997, concernente requisiti strutturali tecnologici ed organizzativi per le strutture specialistiche ambulatoriali private che erogano prestazioni di dialisi.
L'ASSESSORE PER LA SANITA'

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge n. 833/78;
Visto il D.P.R. 14 gennaio 1997, pubblicato in data 20 febbraio 1997;
Visto il decreto n. 23390 del 19 novembre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 4, parte I, del 24 gennaio 1998, che individua i requisiti strutturali tecnologici ed organizzativi specifici, limitatamente alle strutture specialistiche ambulatoriali private che erogano prestazioni di dialisi;
Visto l'art. 3 del suddetto decreto che stabilisce anche i tempi, le modalità e i requisiti organizzativi per l'adeguamento delle strutture sanitarie private già autorizzate ed in esercizio;
Visto l'art. 6 che determina in giorni 90 i tempi di presentazione delle richieste di adeguamento;
Visto l'allegato "1" del suddetto decreto n. 23390 del 19 novembre 1997, che, relativamente al personale medico, stabilisce la presenza di un medico nefrologo, durante lo svolgimento di ciascun turno di attività dialitica;
Considerato che, per mero errore materiale, è stato scritto "medico nefrologo", anzicché "medico", tanto che nell'allegato "2" del citato decreto, in merito alla documentazione relativa al personale si specifica che il titolo di specializzazione è richiesto per il direttore responsabile dell'ambulatorio di dialisi, mentre per i medici è richiesta solamente la laurea e l'iscrizione all'ordine;
Considerato che il termine di 90 giorni per la presentazione delle istanze di adeguamento risulta esiguo, stante le difficoltà oggettive manifestate dai responsabili dei centri di dialisi nel reperire nuovi locali da destinare all'attività terapeutico-dialitica;
Ritenuto di dovere garantire la continuità delle prestazioni sanitarie ai pazienti in trattamento dialitico;
Ritenuto di dover procedere alla correzione del mero errore materiale sopra indicato;
Ritenuto, altresì, di dovere prorogare il termine di presentazione delle istanze di adeguamento;

Decreta:


Art. 1

L'allegato 1 del decreto n. 23390 del 19 novembre 1997, nella parte relativa ai requisiti minimi organizzativi (dotazione organica) viene così modificata:
(Omissis)
Personale medico
Fino a 12 posti rene occorre la presenza di un medico durante lo svolgimento di ciascun turno di attività dialitica.

Art. 2

Viene prorogato, di giorni 180, il termine di prestazione delle istanze di adeguamento, già stabilito con il decreto n. 23390 del 19 novembre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 4, parte I, del 24 gennaio 1998.

Art. 3

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 24 aprile 1998.
  LEONTINI 

(98.19.999)
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DECRETO 28 maggio 1998.
Zone carenti di medici addetti alla medicina dei servizi nel 2° semestre 1997 nell'ambito dell'Azienda unità sanitaria locale n. 2 di Caltanissetta, attribuibili per trasferimento.
L'ASSESSORE PER LA SANITA'

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge istitutiva del Servizio sanitario nazionale n. 833 del 23 dicembre 1978;
Visto l'art. 8 del decreto legislativo n. 502/92, modificato ed integrato dal decreto legislativo n. 517/93;
Visto il regolamento per la disciplina dei rapporti con i medici addetti alla medicina dei servizi - all. "N" al D.P.R. n. 484/96 ed, in particolare, l'art. 9 nella parte in cui disciplina l'istituto del trasferimento dei medici tra Aziende della stessa Regione;
Viste le circolari assessoriali prot. 1N10/1694 del 5 novembre 1996, prot. n. 1N10/1904 del 31 dicembre 1996 e n. 1N10/931 del 6 settembre 1997, con le quali sono state emanate direttive in ordine all'applicazione del succitato art. 9;
Vista la nota prot. n. 2945 del 30 aprile 1998, con la quale l'Azienda U.S.L. n. 2 di Caltanissetta ha comunicato i posti di medicina dei servizi che si sono resi vacanti nel 2° semestre 1997;

Decreta:


Art. 1

Fermo restando quanto rappresentato con le circolari assessoriali prot. n. 1N10/1904 del 30 dicembre 1996 e prot. n. 1N10/931 del 6 settembre 1997, le procedure per i trasferimenti dei medici addetti alla medicina dei servizi sono disciplinati dall'art. 9 del D.P.R. n. 484/96, all. N.

Art. 2

Per quanto sopra indicato sono di seguito specificate, ai soli fini di trasferimento, distinte per ex UU.SS.LL. e per servizi, le sedi resesi vacanti nel 2° semestre 1997, nell'ambito territoriale dell'Azienda U.S.L. n. 2 di Caltanissetta.
Azienda U.S.L. n. 2 di Caltanissetta
  Ex U.S.L. Servizio Posti N. ore 
N. 16 di Caltanissetta  Igiene pubblica 1 24 
N. 17 di Gela  Medicina base 1 24 


Art. 3

L'istanza di trasferimento dovrà pervenire all'Azienda U.S.L. di destinazione entro 30 giorni dalla pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana e sarà considerata prodotta in tempo utile anche se spedita a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, a tal fine farà fede il timbro postale e la data dell'ufficio postale accettante.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 28 maggio 1998.
  LEONTINI 

(98.22.1190)
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ASSESSORATO
DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE


DECRETO 17 aprile 1998.
Approvazione del piano regolatore generale, delle prescrizioni esecutive e del regolamento edilizio del comune di Bompietro.
L'ASSESSORE
PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche ed integrazioni;
Visti i DD.II. 1 aprile 1968, n. 1404 e 2 aprile 1968, n. 1444;
Vista la legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche ed integrazioni;
Viste tutte le altre leggi nazionali e regionali che regolano la materia urbanistica;
Visto il decreto n. 211 del 4 luglio 1984, con il quale è stato approvato il programma di fabbricazione del comune di Bompietro;
Vista la nota del comune di Bompietro n. 2078 del 4 aprile 1996, con la quale è stato trasmesso per l'approvazione il piano regolatore generale, le prescrizioni esecutive ed il regolamento edilizio adottati con delibera consiliare n. 94 del 5 dicembre 1994;
Vista la deliberazione consiliare n. 94 del 5 dicembre 1994 di adozione del suddetto strumento urbanistico, vistata favorevolmente dal CO.RE.CO. di Palermo con decisione n. 4638/4495 del 29 marzo 1995;
Visti gli elaborati progettuali riguardanti il piano di che trattasi;
Visti gli atti relativi alla pubblicazione del P.R.G., prescrizioni esecutive e regolamento edilizio e constatata la regolarità degli stessi;
Rilevato che avverso il suddetto piano sono state presentate n. 27 osservazioni ed opposizioni;
Vista la delibera consiliare n. 31 del 6 luglio 1995, con la quale il comune di Bompietro ha controdedotto alle osservazioni ed opposizioni vistata favorevolmente dal CO.RE.CO. di Palermo con decisione n. 605/228 del 18 gennaio 1996;
Visto il parere favorevole reso dall'ufficio del Genio civile di Palermo con nota n. 33615 del 3 dicembre 1994 ai sensi dell'art. 13 della legge 2 febbraio 1974, n. 64;
Visto il voto del Consiglio regionale dell'urbanistica n. 525 del 17 settembre 1997, con il quale il P.R.G., le prescrizioni esecutive ed il regolamento edilizio sono stati ritenuti meritevoli di approvazione con modifiche e prescrizioni, voto che in parte si trascrive:
«...Omissis...
Considerato:
—  Sotto il profilo procedurale, in linea di massima, non si ha nulla da rilevare stante che:
–  l'adozione del P.R.G. è avvenuta contestualmente all'adozione del regolamento edilizio e delle prescrizioni esecutive, ai sensi dell'art. 2 della legge regionale n. 71/78;
–  il progetto di piano è corredato dallo studio geologico, ai sensi dell'art. 5 della legge regionale n. 65/81, e dallo studio agricolo-forestale prescritto dall'art. 3 della legge regionale n. 15/91;
–  sono state osservate le prescrizioni di legge relative alla pubblicazione e al deposito del progetto di piano, ai sensi dell'art. 3 della legge regionale n. 71/78;
–  avverso il piano sono state verificate n. 27 osservazioni ed opposizioni e regolarmente visualizzate sulle tavole A1, A2, A3 e B1 da parte degli estensori del piano;
–  la delibera consiliare di adozione del piano, n. 94 del 5 dicembre 1994, e quella relativa all'esame delle opposizioni ed osservazioni, n. 31 del 6 luglio 1995, sono state riscontrate positivamente dal CO.RE.CO. di Palermo in quanto esenti da vizi di legittimità rispettivamente con decisione del 29 marzo 1995, n. 4638/4495 e con decisione del 18 gennaio 1996, n. 605/228;
–  il Genio civile di Palermo ha espresso parere favorevole ai fini della verifica di compatibilità delle previsioni con le condizioni geomorfologiche del territorio interessato, ai sensi e per gli effetti dell'art. 13 della legge 2 febbraio 1974, n. 64.
2  -  Dimensionamento
Per quanto attiene il dimensionamento del P.R.G. non si ritiene accettabile la stima complessiva del fabbisogno residenziale, stante che il comune ha registrato nei decenni passati un continuo e progressivo decremento demografico.
La considerazione dei progettisti, secondo cui il decremento demografico nel comune è da considerare come una delle componenti che concorrono a definire il progetto del piano ma non la principale, pur se condivisibile in linea generale, non può essere presa in toto come elemento non determinante della pianificazione urbana.
Ciò risulta evidente dall'analisi delle trasformazioni avvenute in seguito all'attuazione dello strumento urbanistico vigente, il programma di fabbricazione, reso operante nel 1984.
Si rileva infatti una modesta attività edificatoria delle previsioni dello strumento urbanistico vigente, sia come edilizia abitativa che come attrezzature, ed in ogni caso non può ritenersi condivisibile una previsione di inurbamento che comporta un incremento della popolazione che superi il 100% attuale.
3  -  Studio geologico
In detto studio a supporto del piano vengono distinte, principalmente in base alla carta di stabilità elaborata, cinque classi di suscettività all'uso del territorio a fini edificatori.
Di queste, le prime due in ordine di elencazione classe (I e II) vengono definite non edificabili per manifeste condizioni di squilibrio accertate, auspicandone la bonifica e la sistemazione.
Le altre tre classi (III, IV e V) sono definite edificabili previa verifica di stabilità dei pendii e accertamento delle caratteristiche geotecniche dei terreni.
Dalla carta geomorfologica si evince la presenza di fenomeni di erosione diffusa e concentrata, nonché di frane in parte quiescenti ed in parte attive su corpi di paleofrane, associate a frequenti corone e nicchie di distacco. Ciò risulta giustificato dalle condizioni litologiche e strutturali che caratterizzano il territorio nel quadro della sua evoluzione geotettonica.
Di conseguenza, le condizioni di stabilità risultano precarie in estese zone di territorio. In particolare, seppure le zone in cui restano compresi il centro storico di Bompietro e la frazione Locati vengano considerati stabili, esse sono contornate da zone a stabilità dubbia o precaria.
Peraltro, anche dalla verifica geologico-tecnica delle aree individuate come piani attuativi emergono in alcuni casi condizioni delicate rispetto alla stabilità generale e specifica.
Le previsioni edificatorie vanno quindi considerate con molta cautela e limitate nella volumetria, ponendo cura anche nella realizzazione di opere di canalizzazione e smaltimento delle acque di qualunque origine, nonché nella realizzazione di adeguate opere di sostegno.
4  -  Zonizzazizone
Per quanto attiene alle singole zone omogenee enucleate nel piano si osserva:
4.1.A  - Per quanto concerne le modifiche apportate dal 

consiglio comunale con delibera di adozione n. 94 del 5 dicembre 1994, quelle relative alla zonizzazione ed alla viabilità del P.R.G. non vengono prese in esame in quanto non visualizzate sugli elaborati grafici del piano adottato.
4.1.1  - Zona B1 - Aree di risanamento conservativo. 

Sono quelle aree che si configurano come matrice storica dell'insediamento urbano.
Costituiscono parte integrante di questo contesto anche le emergenze di pregio storico ed architettonico a scala urbana.
Non si ritiene di potere condividere tale classificazione, in maniera particolare per Bompietro e per Locati, oltre che per i nuclei più antichi delle borgate.
Tutto ciò scaturisce dal fatto che il territorio del comune si configura come una aggregazione sequenziale di varie frazioni che danno luogo ad una tipologia urbana molto articolata, di grande pregio paesaggistico e documentario e con una architettura che si inserisce magnificamente nel contesto territoriale.
Pertanto, si prescrive che le zone B1 di Bompietro, Locati e dei nuclei rurali come elencati nelle premesse vadano classificate come zone A e normate quindi ai sensi dell'art. 20 della legge regionale n. 71/78 di cui alle lett. a), b) e c).
4.1.2  - Zona B2 - Aree residenziali esistenti di comple- 

tamento.
Con dette aree viene previsto il completamento del tessuto edilizio, con la razionale organizzazione degli isolati e della viabilità interna.
Sono consentiti interventi edilizi anche a mezzo di singola concessione con i seguenti indici:
—  I.F. 5,00 mc./mq.;
—  altezza massima consentita ml. 10,50 con non più di tre elevazioni fuori terra;
—  per i nuovi edifici distanza minima tra parete finestrata ed edifici antistanti ml. 10.00.
Si condivide tale zona, ad esclusione dei 5 comparti contornati in bleu nella tav. 11b, i quali in base alla cartografia del P.R.G. non risultano rispondenti ai dettami del D.I. 2 aprile 1968, n. 1444, art. 2.
Pertanto, dette aree vanno classificate zone "C1".
4.1.3  - Zone C - Zone di espansione. 

Il P.R.G. prevede una consistente riduzione di dette aree rispetto alle previsioni del programma di fabbricazione; tuttavia si ritiene necessaria una ulteriore riduzione e ciò anche in funzione del dimensionamento del piano di cui si è detto precedentemente, in relazione alla localizzazione dei siti ed alla complessa situazione territoriale del comune (aspetti di natura geomorfologica).
Infatti si è ritenuto di articolare le considerazioni sulle zone C in funzione della continuità urbanistica con gli assi viari esistenti, eliminando le espansioni delle zone a margine del centro abitato, avulse dal contesto urbano, evitando, inoltre, la saturazione dei comparti con l'edificazione totale degli stessi anche nelle parti interne all'attuale edificazione.
Conseguentemente, non si condividono le zone "C" e le zone "PE" come di seguito specificate:
a)  parte della zona C5 a nord del centro abitato di Bompietro, oggetto di prescrizioni esecutive, perimetrata con linea continua rossa nella tav. 11/b "Destinazioni d'uso delle aree - Ambito urbano" in scala 1:2.000. Di conseguenza le prescrizioni esecutive vanno disattese; si prescrive, altresì, che l'attuazione della porzione di zona C5 condivisa deve essere subordinata alla preventiva redazione di strumenti urbanistici attuativi, fermi restando i parametri edilizi previsti dalle N.A. del P.R.G. La viabilità di collegamento deve essere rivista in sede di piani attuativi, in funzione degli assi viari esistenti; 
b)  la zona C3 a sud delle vie Alvani e Gangi in località Gangi; 
c)  la zona C2 a monte di via Cavour; 
d)  la zona C1 a nord della via Garibaldi; 
e)  la zona C5 in località Librizzi, oggetto di prescrizioni esecutive; 
f)  la zona C2 in località Alaimo, così come perimetrata con linea continua rossa nella tav. 11/b in scala 1:2.000; 
g)  le prescrizioni esecutive e la zona C4 in località Locati. Si prescrive che i fabbisogni di edilizia economica e popolare dovranno essere soddisfatti mediante programmi costruttivi da localizzare all'interno del piano particolareggiato della zona C1 di attuazione del programma di fabbricazione. 

Le zone C sopra indicate sono classificate zone E "verde agricolo".
4.1.4  - Zone D1 e D2. 

Vengono condivise in quanto riguardano insediamenti già esistenti o relativi ampliamenti; le aree di nuova previsione ubicate in località Locati e al confine con il territorio di Blufi vengono condivise in quanto risultano urbanisticamente idonee e servite in massima parte da viabilità esistente.
4.1.5  - Zona turistico-alberghiera. 

Le prescrizioni esecutive previste in tale area vengono condivise per le seguenti motivazioni:
a)  detta area, già prevista dal programma di fabbricazione vigente, risulta in parte attuata con un primo insediamento; 
b)  la zona di verde attrezzato per impianti sportivi ubicata all'interno di detta area turistico-alberghiera è in massima parte già realizzata, in quanto anch'essa prevista dallo strumento urbanistico vigente. 
4.1.5  - Zona per attrezzature. 

Non sono condivise, per motivi di natura geomorfologica oltre che per il dimensionamento:
a)  il verde attrezzato per impianti sportivi ad est del centro abitato di Bompietro; 
b)  l'attrezzatura culturale e sociale a monte della via Cavour; 
c)  l'attrezzatura per impianti sportivi lungo la S.S. 290 a sud del centro abitato in quanto decentrata ed avulsa dal contesto urbano. 

Le aree per attrezzature non condivise sono classificate zona E (verde agricolo).
5  -  Viabilità
Non è condivisa la nuova viabilità di supporto all'impianto sportivo a sud dell'abitato di Bompietro in località Manzone, consistente nei due bracci che si dipartono dalla zona per attrezzatura sportiva già non condivisa con questo parere, compreso il prolungamento di detta arteria all'interno della zona di rimboschimento.
E' disattesa, altresì, la viabilità all'interno delle aree non condivise di cui ai superiori considerata; l'area di impianto di detta viabilità è classificata zona E verde agricolo.
6  -  Norme di attuazione
Per quanto riguarda le modifiche apportate dal consiglio comunale con delibera di adozione n. 94 del 5 dicembre 1994, non vengono condivise poiché non migliorative delle norme proposte dai progettisti.
La normativa di cui all'art. 5 si condivide e si prescrive la sostituzione del simbolo "B1" in "A".
L'art. 7 relativamente alle aree C5, va modificato in conformità a quanto già espresso nei considerata di cui al punto 4.1.3 della zonizzazione.
All'art. 9 va cassata la parte relativa alle aree con simbolo E.P. in quanto tale simbologia non ha riscontro negli elaborati grafici del piano adottato.
7  -  Regolamento edilizio
Va integrato con la normativa di cui alle leggi regionali n. 17/94, n. 7/92 e n. 26/93.
8  -  Osservazioni e/o opposizioni
Vengono condivise le osservazioni e/o opposizioni n. 2 punti 1 e nn. 3, 5, 19, 22, 23 e 24 in conformità a quanto controdedotto dai progettisti; l'osservazione n. 8 non risulta in contrasto con gli elaborati di P.R.G. e con l'art. 12 delle N.A.; l'osservazione n. 14 viene condivisa limitatamente alla zona B2 lungo via Discesa della Chiesa; l'osservazione n. 16 viene condivisa limitatamente ai punti seguenti:
a)  eliminazione della strada di penetrazione alla via Dante in quanto il lotto è servito da strade esistenti. L'area di impianto di detta viabilità viene classificata zona C1;
b)  zona B2 lungo la via Discesa della Chiesa; l'osservazione n. 27 viene condivisa limitatamente all'eliminazione della zona di verde attrezzato per impianti sportivi che viene classificata con questo parere zona E "verde agricolo".
L'osservazione della ditta La Placa Giuseppina viene condivisa limitatamente all'eliminazione della nuova viabilità insistente sulle particelle 472 e 473 del foglio di mappa n. 10. L'area di impianto viene classificata zona di verde privato.
L'osservazione della ditta Li Vecchi Tommaso non viene presa in esame in conformità a quanto già espresso nelle considerazioni sulle modifiche apportate al P.R.G. dal consiglio comunale in sede di adozione e non visualizzate.
Tutte le rimanenti osservazioni e/o opposizioni non vengono condivise, poiché in contrasto con i superiori considerata.
Tutto quanto sopra premesso e considerato, è del parere che il piano regolatore generale, le prescrizioni esecutive ed il regolamento edilizio, adottati con delibera consiliare n. 94 del 5 dicembre 1994 esecutiva, sono meritevoli di approvazione con le modifiche e le prescrizioni di cui ai superiori considerata.»;
Vista la deliberazione del consiglio comunale di Bompietro n. 30 del 24 novembre 1997 di controdeduzioni al voto C.R.U. n. 525 del 17 settembre 1997, resa immediatamente esecutiva ai sensi dell'art. 16 della legge regionale n. 44/91;
Vista la documentazione trasmessa a questo Assessorato unitamente alla predetta deliberazione con foglio comunale, prot. n. 7572 dell'1 dicembre 1997;
Visto il voto n. 586 dell'11 febbraio 1998, con il quale il Consiglio regionale dell'urbanistica, esaminando le controdeduzioni al precedente voto C.R.U. n. 525 del 17 settembre 1997, così si esprime:
«...Omissis...
Considerato:
In merito alle controdeduzioni formulate dal consiglio comunale sul voto del C.R.U. n. 525 del 17 settembre 1997 si osserva che:
—  fermo restando che non si ritiene accettabile la stima complessiva del fabbisogno residenziale, stante che il comune di Bompietro ha registrato nei decenni passati e fino ad oggi un continuo e progressivo decremento demografico che ha ridotto di oltre la metà i residenti;
—  che l'attuazione dello strumento urbanistico vigente, il programma di fabbricazione, operante fin dal 1984, rileva una modesta attività edificatoria che investe sia l'edilizia abitativa che le attrezzature;
—  che, in ogni caso, proprio per quanto rilevato nei precedenti considerata, non è condivisibile una previsione di inurbamento che comporta un incremento della popolazione che superi il 100% di quella attuale;
—  che per il punto 4.1.1. del voto C.R.U. il consiglio non controdeduce e quindi prende atto di quanto già detto nel voto C.R.U. n. 525/97;
—  che per quanto riguarda il punto 4.1.2. del voto C.R.U. non si condivide la richiesta del consiglio comunale di mantenere i cinque comparti classificati B2 ed esclusi dal voto C.R.U. e classificati dallo stesso in zone C1, in quanto non è dimostrato per dette zone il possesso dei requisiti di cui all'art. 2 del D.I. n. 1444 del 2 aprile 1968;
—  che non si ritiene accoglibile, punto 4.1.3. del voto C.R.U., la richiesta di mantenimento delle zone "C" già escluse dal voto C.R.U. n. 525/97, per i considerata precedenti, relativi al dimensionamento del P.R.G., in quanto si ritengono congrue le zone "C" già condivise dal C.R.U.;
—  che non si ritiene accoglibile,punto 4.1.5. del voto C.R.U., la riproposizione del verde attrezzato e gli impianti sportivi ad est del centro abitato di Bompietro; l'attrezzatura culturale e sociale a monte della via Cavour e l'attrezzatura per impianti sportivi lungo la S.S. 290 a sud del centro abitato, in quanto a parere di questo consiglio restano valide le motivazioni già espresse nel voto C.R.U. n. 525/97;
—  che si ritiene accoglibile, punto 5 del voto C.R.U. viabilità, la parte della controdeduzione inerente il mantenimento della viabilità relativa al braccio posto a destra per chi guarda dalla S.S. 290, fino alla cima del cozzo Pipitone, in quanto trattasi di un tassello della sentieristica, non veicolare, a periplo di Bompietro evidenziata nella tav. 7/a, con carattere paesaggistico, panoramico e naturalistico;
—  che si ritiene accoglibile, punto 6 del voto C.R.U. norme di attuazione, la parte della controdeduzione relativa all'applicazione dell'art. 22 della legge regionale n. 71/78 nel testo risultante dalle modifiche apportate dalle leggi regionali nn. 17/94 e 34/94 nell'ambito di tutte le zone del territorio comunale classificate zone territoriali omogenee "E" (verde agricolo);
—  che per il punto 7, voto C.R.U. regolamento edilizio, il consiglio comunale propone la presa d'atto delle prescrizioni del C.R.U. e quindi non controdeduce;
—  che non ritiene accoglibile, punto 8 del voto C.R.U. osservazioni e/o opposizioni, la riproposizione del consiglio comunale di accogliere tutte le osservazioni e/o opposizioni non condivise dal C.R.U. senza alcuna ulteriore motivazione.
Per quanto riguarda le modifiche apportate dal consiglio comunale sulla zonizzazione e la viabilità del P.R.G., così come descritto nell'atto deliberativo di adozione dello stesso e non prese in considerazione con il voto C.R.U. n. 525/97 in quanto non visualizzate nella tav. 11/b, si precisa che detta tavola è pervenuta oggi assieme alla delibera di controdeduzioni.
Nel merito si specifica che tutte le modifiche apportate dal consiglio comunale sono in contrasto con i considerata del voto C.R.U. n. 525/97 e con quanto confermato dal presente voto, pertanto non si ritengono accoglibili perché in ogni caso non migliorative del piano complessivamente; di conseguenza si respinge anche l'opposizione della ditta Li Vecchi Tommaso;
—  che tutte le altre prescrizioni e modifiche contenute nel voto C.R.U. n. 525/97, non oggetto di specifiche controdeduzioni da parte del consiglio comunale con l'atto deliberativo n. 30 del 24 novembre 1997, devono intendersi accettate, ivi comprese le decisioni sulle ossevazioni ed opposizioni avverso al P.R.G. ed agli atti connessi.
Tutto ciò premesso, rilevato e considerato, si esprime parere che possa procedersi all'approvazione del piano regolatore generale, con annesse prescrizioni esecutive e regolamento edilizio, adottati con delibera consiliare n. 94 del 5 dicembre 1994, con le modifiche e prescrizioni di cui al voto C.R.U. n. 525 del 17 settembre 1997, salvo le considerazioni del presente voto, a seguito della deliberazione di controdeduzioni n. 30 del 24 novembre 1997.»;
Ritenuto di potere condividere i superiori pareri espressi dal Consiglio regionale dell'urbanistica con i voti n. 525 del 17 settembre 1997 e n. 586 dell'11 febbraio 1998 sopra riportati;

Decreta:


Art. 1

Ai sensi della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, sono approvati il piano regolatore generale, le prescrizioni esecutive ed il regolamento edilizio del comune di Bompietro, adottati con delibera consiliare n. 94 del 5 dicembre 1994, con le modifiche e le prescrizioni proposte dal Consiglio regionale dell'urbanistica con il voto n. 525 del 17 settembre 1997, salvo le ulteriori considerazioni e proposte di cui al successivo voto n. 586 dell'11 febbraio 1998.

Art. 2

Le osservazioni ed opposizioni vengono decise in conformità ai voti del C.R.U. sopra richiamati.

Art. 3

Il comune di Bompietro è onerato ad apportare agli elaborati costituenti lo strumento urbanistico le prescrizioni di cui al superiore art. 1 entro il termine di giorni 30.

Art. 4

Sono allegati al presente decreto per costituirne parte integrante i seguenti atti ed elaborati:
—  delibera consiliare n. 94 del 5 dicembre 1994;
—  delibera consiliare n. 31 del 6 luglio 1995;
—  delibera consiliare n. 30 del 24 novembre 1997;
—  parere dell'ufficio del Genio civile prot. n. 33615 del 3 dicembre 1994;
—  voto C.R.U. n. 525 del 17 settembre 1997;
—  voto C.R.U. n. 586 dell'11 febbraio 1998;
Elaborati P.R.G.
—  tav.    1          - relazione; 
—  tav.    2          - norme tecniche; 
—  tav.    3          - legenda; 
—  tav.    4          - schema regionale in scala 1:50.000; 
—  tav.    5  - A - stato di fatto in ambito territoriale in scala 1:10.000; 
      B - stato di fatto in ambito territoriale in scala 1:10.000; 
—  tav.    6  - A - aree sottoposte a vincolo in scala 1:10.000; 
      B - aree sottoposte a vincolo in scala 1:10.000; 
—  tav.    7  - A - destinazione d'uso delle aree in ambito territoriale in scala 1:10.000; 
      B - destinazione d'uso delle aree in ambito territoriale in scala 1:10.000; 
—  tav.    8  - A - stato di fatto in ambito urbano in scala 1:2.000; 
      B - stato di fatto in ambito urbano in scala 1:2.000; 
      C - stato di fatto in ambito urbano in scala 1:2.000; 
      D - stato di fatto in ambito urbano in scala 1:2.000; 
—  tav.    9  - A - consistenza volumetrica degli agglomerati urbani in scala 1:2.000; 
      B - consistenza volumetrica degli agglomerati urbani in scala 1:2.000; 
—  tav.  10          - tabulati; 
—  tav.  11  - A - destinazione d'uso delle aree in ambito urbano in scala 1:2.000; 
      B - destinazione d'uso delle aree in ambito urbano in scala 1:2.000; 
      C - destinazione d'uso delle aree in ambito urbano in scala 1:2.000; 
      D - destinazione d'uso delle aree in ambito urbano in scala 1:2.000; 
—  tav.  12          - tipologia sezioni stradali in scala 1:100; 

Prescrizioni esecutive
—  tav.  13  - B - prescrizioni esecutive destinazioni d'uso aree in scala 1:2.000; 
      C - prescrizioni esecutive destinazioni d'uso aree in scala 1:2.000; 
      D - prescrizioni esecutive destinazioni d'uso aree in scala 1:2.000; 
—  tav.  14  - B - prescrizioni esecutive schema planivolumetrico in scala 1:2.000; 
      C - prescrizioni esecutive schema planivolumetrico in scala 1:2.000; 
      D - prescrizioni esecutive schema planivolumetrico in scala 1:2.000; 
—  tav.  15          - prescrizioni esecutive profili regolatori in scala 1:2.000; 
—  tav.  16  - B - prescrizioni esecutive schema rete fognante in scala 1:2.000; 
      C - prescrizioni esecutive schema rete fognante in scala 1:2.000; 
      D - prescrizioni esecutive schema rete fognante in scala 1:2.000; 
—  tav.  17  - B - prescrizioni esecutive schema rete idrica in scala 1:2.000; 
      C - prescrizioni esecutive schema rete idrica in scala 1:2.000; 
      D - prescrizioni esecutive schema rete idrica in scala 1:2.000; 
—  tav.  18  - B - prescrizioni esecutive schema rete telefonica ed elettrica in scala 1:2.000; 
      C - prescrizioni esecutive schema rete telefonica ed elettrica in scala 1:2.000; 
      D - prescrizioni esecutive schema rete telefonica ed elettrica in scala 1:2.000; 
—  tav.  19  - B - prescrizioni esecutive schema rete elettrica pubblica in scala 1:2.000; 
      C - prescrizioni esecutive schema rete elettrica pubblica in scala 1:2.000; 
      D - prescrizioni esecutive schema rete elettrica pubblica in scala 1:2.000; 
—  tav.  20  - B - prescrizioni esecutive piano particolareggiato di esproprio in scala 1:2.000; 
      C - prescrizioni esecutive piano particolareggiato di esproprio in scala 1:2.000; 
      D - prescrizioni esecutive piano particolareggiato di esproprio in scala 1:2.000; 
—  tav.  21          - prescrizioni esecutive elenco immobili da espropriare; 

Regolamento edilizio
—  il regolamento edilizio composto da 128 articoli, è suddiviso nei seguenti titoli:
—  titolo I  - disposizioni generali; 
—  titolo II  - prescrizioni igienico sanitarie e costruttive; 
—  titolo III  - lottizzazioni di terreno a scopo edilizio ed opere soggette ad autorizzazione; 
—  titolo IV  - disposizioni finali e transitorie; 

Osservazioni e opposizioni
—  tav. A  - osservazioni, opposizioni e relative deduzioni e controdeduzioni in scala 1:2.000; 
—  tav. A1  - visualizzazione delle osservazioni ed opposizioni in scala 1:10.000; 
—  tav. A2  - visualizzazione delle osservazioni ed opposizioni in scala 1:10.000; 
—  tav. A3  - visualizzazione delle osservazioni ed opposizioni in scala 1:2.000; 
—  tav. B1  - visualizzazione delle osservazioni ed opposizioni che si propone di accogliere in scala 1:2.000; 

Studio agricolo forestale
—  relazione;
—  tav. 1/2  - carta altimetrica in scala 1:10.000; 
—  tav. 1/2  - carta clivometrica in scala 1:10.000; 
—  tav. 1/2  - carta del reticolo idrografico, delle aree irrigue e dei vincoli dei complessi boscati in scala 1:10.000; 
—  tav. 1/2  - carta dei suoli in scala 1:10.000; 
—  tav. 1/2  - carta dell'uso del suolo in scala 1:10.000; 
—  tav. 1/2  - carta della vegetazione dominante in scala 1:10.000; 
—  tav. 1/2  - carta dell'unità di paesaggio in scala 1:10.000; 
—    - carta delle pendenze delle possibili zone di espansione in scala 1:10.000; 
—    - carta della vegetazione e dell'uso del suolo delle possibili zone di espansione in scala 1:10.000; 
—    - carta delle infrastrutture a servizio dell'agricoltura tavola 2 mappa unica in scala 1:10.000; 
—    - carta delle possibili zone di espansione e delle infrastrutture a servizio dell'agricoltura in scala 1:10.000; 
—    - carta delle possibili zone di espansione e prospettive future in scala 1:10.000; 

A)  Studio geologico
—  relazione geologica del P.R.G.;
—  tav. 1-2  - documentazione fotografica in scala 1:10.000; 
—  tav. 1  - carta geomorfologica in scala 1:10.000; 
—  tav. 2  - carta geomorfologica in scala 1:10.000; 
—  tav. 1  - carta idrogeologica in scala 1:10.000; 
—  tav. 2  - carta idrogeologica in scala 1:10.000; 
—  tav. 1  - carta delle pendenze in scala 1:10.000; 
—  tav. 2  - carta delle pendenze in scala 1:10.000; 
—  tav. 1  - carta della stabilità in scala 1:10.000; 
—  tav. 2  - carta della stabilità in scala 1:10.000; 
—  tav. 1  - carta della suscettività d'uso all'edificabilità generale in scala 1:10.000; 
—  tav. 2  - carta della suscettività d'uso all'edificabilità generale in scala 1:10.000; 

B)  Studio geologico-tecnico
—  relazione geologico-tecnica;
—  carta lito-geomorfologica tecnica in scala 1:2.000;
—  elaborato prospezioni geofisiche;
—  tavole e grafici allegati alle prospezioni geofisiche;
—  analisi geotecniche.

Art. 5

Le prescrizioni esecutive approvate con il presente decreto dovranno essere attuate entro 10 anni dalla data del presente provvedimento, entro tale termine dovranno essere compiute le espropriazioni.

Art. 6

Il comune di Bompietro resta onerato di tutti gli altri adempimenti relativi al presente decreto che, con esclusione degli allegati, sarà pubblicato per esteso nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 17 aprile 1998.
  LO GIUDICE 

(98.17.939)
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DECRETO 23 aprile 1998.
Autorizzazione del progetto della Provincia regionale di Caltanissetta per la realizzazione di un kartodromo nel comune di Gela.
L'ASSESSORE
PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 11 aprile 1981, n. 65;
Vista la legge regionale 30 aprile 1991, n. 15;
Vista la legge regionale 21 aprile 1995, n. 40;
Vista la nota prot. n. 35876 del 12 novembre 1996, con la quale la Provincia regionale di Caltanissetta ha richiesto, ai sensi dell'art. 7 della legge regionale 11 aprile 1981, n. 65, l'autorizzazione alla realizzazione di un kartodromo, ricadente in territorio del comune di Gela;
Visto il decreto n. 71 del 18 luglio 1971, con il quale è stato approvato il piano regolatore generale del comune di Gela;
Vista la deliberazione del consiglio comunale di Gela n. 12 del 27 febbraio 1997, resa esecutiva dal CO.RE.CO. centrale con decisione n. 4627/3810 del 17 aprile 1997;
Visto il parere dell'ufficio del Genio civile di Caltanissetta n. 20/96 dell'11 novembre 1996;
Rilevato che l'area non risulta gravata da vincoli come si evince della delibera di C.C. n. 12 del 27 febbraio 1997;
Visto il progetto costituito dai seguenti atti ed elaborati:
—  tav.    1  relazione tecnica;
—  tav.    2  corografia;
—  tav.    3  planimetria catastale;
—  tav.    4  rilievo planoaltimetrico (piano quotato);
—  tav.    5  insediamento sul piano quotato;
—  tav.    6  planimetria generale della pista e sistemazione esterna del lotto;
—  tav.    7  planimetria delle tipologie di recinzione;
—  tav.    8  planimetria dei dati tecnici relativi alla pista;
—  tav.    9  planimetria della pista con ubicazione dei cordoli e delle quote relative alla progettazione;
—  tav.  10  profilo longitudinale della pista;
—  tav.  11  pianta delle fondazioni della tribuna;
—  tav.  12  pianta a quota 0,00 della tribuna con ubicazione dei locali organizzazione;
—  tav.  13  pianta a quota 3 della tribuna;
—  tav.  14  prospetto frontale della tribuna;
—  tav.  15  sezione trasversale della tribuna;
—  tav.  16  fabbricato adibito a magazzino e sala cronometristi (pianta, prospetti e sezioni);
—  tav.  17  fabbricato adibito a posto di ristoro (piante e prospetti);
—  tav.  18  fabbricato adibito a servizi igienici e docce nell'ambito dei box (piante e prospetti);
—  tav.  19  fabbricato adibito a servizi igienici per i box e per il pubblico (piante, prospetti e sezioni);
—  tav.  20  particolari costruttivi: recinzioni;
—  tav.  21  particolari costruttivi: cordoli interni ed esterni della pista;
—  tav.  22  particolari costruttivi: sezione trasversale della pista;
—  tav.  23  particolari costruttivi: rete idrica e tipologia servizi sanitari;
—  tav.  24  particolari costruttivi: fossa biologia tipo Imhoff con campo di dispersione;
—  tav.  25  particolari costruttivi: rete fognante, acque bianche e nere;
—  tav.  26  particolari costruttivi: illuminazione esterna;
—  tav.  27  particolari costruttivi: abbattimento barriere architettoniche;
—  tav.  28  relazione geologica;
—  tav.  29  elenco prezzi;
—  tav.  30  computo metrico estimativo;
—  tav.  31  sommario del computo metrico;
—  tav.  32  capitolato speciale d'appalto tipo;
—  parere del Genio civile n. 20/96 dell'11 novembre 1996;
—  planimetria generale della pista, sistemazione esterna del lotto;
—  delibera di C.C. n. 12 del 27 febbraio 1997.
Visto il parere favorevole n. 4 del 16 marzo 1998, espresso dal gruppo 31° della D.R.U. ai sensi della legge regionale n. 40/95, che in parte si trascrive:
«…Omissis…
Situazione urbanistica del comune di Gela
Il comune di Gela è attualmente dotato di un P.R.G. approvato con decreto n. 171 del 18 luglio 1971.
Con delibera di consiglio comunale n. 80 del 25 giugno 1996 è stato approvato lo schema di massima del nuovo piano regolatore generale.
Il progetto in esame interessa aree attualmente destinate a verde agricolo per le quali non è prevista variazione di destinazione nello schema di massima del P.R.G.
Comunque in sede di parere il comune di Gela dà mandato a che la determinazione favorevole alla localizzazione venga trasmessa al progettista del P.R.G. in corso di formazione.
L'area interessata dall'intervento è ubicata in adiacenza alla S.P. n. 8 Gela - Butera, nei pressi dell'incrocio di quest'ultima con la S.P. n. 83.
Catastalmente l'area è individuata alle particelle nn. 121, 120, 403, 119, 118, 313 e 312 del foglio 71 del comune di Gela e si estende per complessivi 111.850 mq.
Sulla idoneità dell'area dal punto di vista geologico è stato acquisito il previsto parere del Genio civile ai sensi dell'art. 13 della legge n. 64/74.
L'area non risulta gravata da vincoli e si inserisce in un contesto di terreni, destinati all'uso seminativo o seminativo irriguo, nella vasta zona pianeggiante di contrada Zai, che peraltro risulta sgombra da costruzioni.
L'area non risulta munita di opere di urbanizzazione primaria al di fuori della presenza della strada provinciale n. 8 e della limitrofa linea elettrica dalla quale sarà possibile derivarsi e ciò risulta giustificabile in quanto, proprio in relazione alla tipologia di impianto, è necessario che lo stesso sia ubicato a congrua distanza sia dai centri abitati che da eventuali altre zone di piano che abbiano destinazioni non compatibili con il progetto di che trattasi.
Per quanto attiene l'impianto fognario non è previsto allacciamento alla fognatura comunale ma un sistema a dispersione con fossa Imhoff. Si rileva come, peraltro, il progetto trasmesso non sia dotato delle planimetrie di riferimento per gli impianti fognari e di illuminazione.
Descrizione del progetto
Il progetto risulta redatto nel rispetto dei parametri tecnici indicati dalle norme della Federazione italiana kart e la Commissione sportiva automobilistica italiana con nota prot. n. 1454 del 13 maggio 1996 ha approvato in linea di massima lo stesso imponendo alcune condizioni. Viene prevista la realizzazione di un circuito in asfalto lungo 1.200 ml. largo 8 m., ai lati della pista verranno realizzate due fasce in sabbia costipata della larghezza media di 8 m.
Verrà realizzata una tribuna con gradinate in grado di ospitare 400 spettatori in altrettanti posti a sedere.
E' prevista la realizzazione di altri fabbricati di minore volumetria destinati a servizi, locale ristoro e spogliatoi, funzionali all'impianto e la realizzazione di un campetto polifunzionale con relativa tribunetta, un campo di basket, uno di bocce e una pista di pattinaggio, ciò al fine di garantire una polifunzionalità dell'impianto che attraverso l'aumento dell'utenza e quindi della domanda potrà incidere positivamente sulla redditività e sulla gestione dell'opera.
L'esatta ubicazione planimetrica degli edifici e degli impianti è stata riportata nella tavola integrativa relativa alla planimetria generale della pista e sistemazione esterna del lotto prodotta, datata 21 gennaio 1998.
Tutto quanto sopra premesso, si è del parere che il progetto di che trattasi, ricadente sulle particelle nn. 121, 120, 403, 119, 118, 313 e 312 del foglio 71 del comune di Gela, esteso complessivamente mq. 111.850, possa essere autorizzato in variante, così come previsto dall'art. 7 della legge regionale n. 65/81 come modificato dall'art. 6 della legge regionale n. 15/91 e dell'art. 10 della legge regionale n. 40/95, e ciò in quanto è compatibile con l'assetto del territorio circostante.
Rimane approvata, quale definitiva sistemazione di progetto anche la tavola "planimetria generale della pista - sistemazione esterna del lotto" datata 21 gennaio 1998 e trasmessa con nota 1513 del 23 gennaio 1998.
Per quanto riguarda le opere di urbanizzazione primaria la loro realizzazione resta subordinata a specifica approvazione da parte del comune di Gela.»;
Ritenuto di potere condividere il superiore parere;

Decreta:


Art. 1

Ai sensi e per gli effetti dell'art. 7 della legge regionale n. 65 dell'11 aprile 1981, modificata dall'art. 6 della legge regionale n. 15 del 30 aprile 1991, è autorizzato il progetto presentato dalla Provincia regionale di Caltanissetta per la realizzazione di un kartodromo ricadente nelle p.lle nn. 121 ,120, 403, 119, 118, 313 e 312 del foglio 71 del comune di Gela.

Art. 2

La Provincia regionale di Caltanissetta resta onerata, prima dell'esecuzione dei lavori, a richiedere ogni altra autorizzazione dei lavori di cui al progetto.

Art. 3

Fanno parte integrante del presente decreto gli atti ed elaborati in premessa citati, nonché il parere n. 4 del 16 marzo 1998, espresso dal gruppo 31° della D.R.U.

Art. 4

Il presente decreto sarà trasmesso alla Provincia regionale di Caltanissetta ed al comune di Gela per l'esecuzione, nonché alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana per la pubblicazione con esclusione degli allegati.
Palermo, 23 aprile 1998.
  LO GIUDICE 

(98.18.963)
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DECRETO 24 aprile 1998.
Approvazione di variante al piano regolatore generale del comune di Caltagirone.
L'ASSESSORE
PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge 17 agosto 1942, n. 1150 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge 3 gennaio 1978, n. 1 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 10 agosto 1978, n. 35 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 12 gennaio 1993, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni;
Viste le leggi nazionali e regionali regolanti la materia urbanistica;
Vista la nota prot. n. 16750 dell'11 dicembre 1996 con cui il comune di Caltagirone ha trasmesso a questo Assessorato il progetto relativo ai lavori di urbanizzazione della via Fisicara, tratto viale Europa e viale Magellano per il rilascio del nulla osta ai sensi dell'art. 30 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 10;
Rilevato che il gruppo IX/V.I.A. nell'esaminare il carteggio ha constatato che l'attestazione di conformità urbanistica rilasciato dal sindaco di Caltagirone in data 21 novembre 1996 è risultata errata in quanto il P.R.G. del comune di Caltagirone è stato approvato con decreto n. 134 del 5 maggio 1984 e che, pertanto, essendo trascorsi dieci anni da tale data, i vincoli di piano ex art. 1 della legge regionale n. 38/73 preordinati all'esproprio, risultano scaduti;
Vista la nota prot. n. 264/96/V.I.A. del 10 febbraio 1997, con la quale questo Assessorato ha chiesto al comune diCaltagirone l'adozione di apposita variante preordinata alla riconferma dei vincoli scaduti, nonché apposita relazione integrativa dello studio di impatto ambientale riguardo le misure mitigative previste in fase di cantiere, sollecitando contestualmente la regolarizzazione urbanistica del progetto;
Vista la nota prot. n. 6081 del 5 maggio 1997, con cui il comune di Caltagirone ha trasmesso la relazione integrativa di V.I.A. e la delibera consiliare n. 51 dell'11 aprile 1997, con la quale è stato approvato il progetto di che trattasi ai sensi del 5° comma della legge n. 1/78;
Vista la nota prot. n. 321 del 23 giugno 1997 del gruppo IX di questo Assessorato, con la quale il richiesto nulla osta ai sensi dell'art. 30 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 10, può essere concesso a condizione che vengano eseguite scrupolosamente tutte le opere di drenaggio previste in progetto e successivamente venga controllato il regolare funzionamento al fine di garantire il naturale deflusso delle acque superficiali e inoltre dovranno essere comunicate, la data di inizio lavori e correlata di adeguata documentazione fotografica dell'opera ultimata, la data di fine lavori;
Vista la nota prot. n. 11203 del 23 luglio 1997, con la quale il comune di Caltagirone trasmette a questo Assessorato gli atti ed elaborati relativi alla variante, ai sensi della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71, relativa alla riattivazione vincoli al P.R.G. per la realizzazione di lavori di urbanizzazione primaria della via Fisicara il tratto compreso tra il viale Europa e il viale Magellano;
Vista la delibera n. 51 dell'11 aprile 1997, riscontrata priva di vizi di legittimità dal CO.RE.CO. diCatania nella seduta del 29 aprile 1997 prot. n. 9068, con cui il consiglio comunale di Caltagirone approva, ai sensi dell'art. 1 della legge 3 gennaio 1978, n. 1, il progetto dei lavori di urbanizzazione primaria dalla via Fisicara, tratto compreso tra il viale Europa ed il viale Magellano;
Visto il decreto n. 134 del 5 maggio 1984, con cui è stato approvato il P.R.G. del comune diCaltagirone;
Visti gli atti di pubblicazione di cui all'art. 3 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71;
Vista l'attestazione del 23 luglio 1997 a firma del segretario comunale resa in ordine alla regolarità del deposito e pubblicazione e sulla mancata presentazione di opposizioni e/o osservazioni;
Rilevato che la procedura di pubblicazione risulta regolare;
Visti gli elaborati relativi al progetto di che trattasi;
Visto il parere reso dal Consiglio regionale dell'urbanistica con il voto n. 596 del 26 febbraio 1998, che di seguito si trascrive:
«Premesso che:
—  il comune di Caltagirone, dotato di uno strumento urbanistico generale, i cui vincoli decennali preordinati all'espropriazione sono scaduti, con delibera di consiglio comunale n.51 dell'11 aprile 1997 ha approvato il progetto in esame ai sensi dell'art. 1, comma 5°, della legge regionale n. 1/78, al fine di riattivare i vincoli medesimi e, conseguentemente, procedere alla realizzazione dell'opera;
—  il progetto dell'opera riguarda i lavori di urbanizzazione primaria della via Fisicara nel tratto compreso tra viale Europa e viale Magellano, in particolare l'allargamento della sezione stradale che passerebbe a mt. 14,00 compresi i marciapiedi laterali, l'impianto di pubblica illuminazione ed il completamento della rete fognaria.
Il progetto redatto dall'ufficio tecnico comunale, è stato approvato in linea tecnica dall'ingegnere capo dello stesso ufficio tecnico comunale.
In linea amministrativa il suddetto progetto è stato approvato con la delibera di G.M. n. 1591 del 22 novembre 1996;
—  il progetto avendo una sezione superiore a mt. 12,00 comprese le banchine è stato sottoposto alla procedura di V.I.A. prevista dall'art. 30 della legge regionale n. 10/93 come modificato dall'art. 32 della legge regionale n. 16/96.
A seguito della quale il gruppo IX dell'Assessorato ha prodotto una relazione istruttoria, prot. 321 del 23 giugno 1997, dalla quale si evince che le opere da realizzare sono sostanzialmente compatibili con l'assetto ambientale dell'area su cui le stesse dovranno sorgere;
Considerato:
—  che l'opera in esame, prevista dal P.R.G. vigente i cui vincoli decennali sono scaduti, ricade in un'area nella quale, secondo quanto si evince nella relazione tecnica negli anni scorsi, si è verificato un notevole incremento residenziale a mezzo di intervento di edilizia sia pubblica che privata, pertanto allo stato si può ritenere che la realizzazione di tale opera non avrebbe refluenze sull'assetto generale del territorio, limitandosi a definire e completare un assetto urbanistico realizzatosi secondo le previsioni di piano;
—  che la procedura seguita per l'approvazione del progetto in variante al P.R.G. ai sensi dell'art. 1, comma 5°, della legge n. 1/78, ai fini della riapposizione del vincolo di P.R.G., appare condivisibile in quanto l'intervento di fatto non muta le previsioni urbanistiche del vigente P.R.G., anche alla luce dell'indirizzo giurisprudenziale più recente (Consiglio di Stato sez. IV - 15 luglio 1992), che per opere stradali ritiene applicabile la procedura ex art.1, comma 5°, della legge n. 1/78.
In sede di esame istruttorio, con fax 028 del 19 gennaio 1998, sono stati chiesti al comune di Caltagirone chiarimenti riguardanti l'approvazione in linea tecnica del progetto in questione.
Il comune di Caltagirone con foglio prot. n. 395 del 20 gennaio 1998, assunto al protocollo dell'Assessorato il 20 febbraio 1998, ha fornito i suddetti chiarimenti ed ha allegato copia del parere tecnico reso dal capo settore dei lavori pubblici sul progetto di che trattasi ai sensi dell'art. 12 della legge regionale n. 21/85 e successive modifiche e integrazioni.
Per tutto quanto sopra visto, premesso e considerato, il Consiglio è del parere che il progetto di urbanizzazione primaria della via Fisicara, tratto compreso tra il viale Europa e il viale Magellano, approvato dal consiglio comunale di Caltagirone, ai sensi della legge n. 1/78, 5° comma, per la riapposizione dei vincoli urbanistici decennali di P.R.G. possa essere condiviso in base alle superiori considerazioni, previa l'acquisizione dei pareri di competenza prima dell'inizio dei lavori».
Ritenuto di potere condividere il superiore parere del Consiglio regionale dell'urbanistica reso con il voto n. 596 del 26 febbraio 1998;

Decreta:


Art. 1

E' approvata ai sensi del combinato disposto della legge 1 gennaio 1978, n. 1, 5° comma, e dell'art. 4 della legge regionale 10 agosto 1978, n. 35 ed in conformità al parere espresso del Consiglio regionale dell'urbanistica con voto n. 596 del 26 febbraio 1998, la variante urbanistica adottata dal consiglio comunale di Caltagirone con delibera n. 51 dell'11 aprile 1997.

Art. 2

E' altresì approvata ai sensi dell'art. 30 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 10, con le condizioni poste dal gruppo di lavoro IX con nota prot. n. 321 del 23 giugno 1997, la valutazione di impatto ambientale.

Art. 3

Fanno parte integrante del presente decreto i seguenti elaborati che vengono vistati e timbrati da questo Assessorato:
 1)  relazione tecnica;
 2)  relazione V.I.A.;
 3)  relazione geologica;
 4)  stralcio P.R.G.;
 5)  planimetria e sezioni e reti primarie;
 6)  planimetria rete elettrica complet. rete fognaria;
 7)  profilo longitudinale;
 8)  sezioni trasversali;
 9)  opere d'arte tipo e particolari costruttivi;
10)  piano particellare;
11)  elenco ditte da espropriare, relazione di stima;
12)  calcolo illuminotecnici;
13)  computo movimenti terra;
14)  analisi dei prezzi;
15)  elenco dei prezzi;
16)  computo metrico estimativo;
17)  capitolato speciale d'appalto.

Art. 4

Il comune di Caltagirone resta onerato degli adempimenti conseguenziali al presente decreto che, con esclusione degli elaborati, sarà pubblicato per esteso nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 24 aprile 1998.
  LO GIUDICE 

(98.18.961)
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ASSESSORATO DEL TURISMO,
DELLE COMUNICAZIONI E DEI TRASPORTI


DECRETO 22 dicembre 1997.
Approvazione del programma di intervento per il finanziamento di opere urgenti di valorizzazione turistica.
L'ASSESSORE PER IL TURISMO,
LE COMUNICAZIONI ED I TRASPORTI

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge regionale n. 78 del 12 giugno 1976 e successive modifiche ed integrazioni;
Viste le leggi regionali nn. 19/72, 21/85, 10/93, 25/93 e successive modifiche ed integrazioni;
Viste le leggi regionali nn. 47/77, 2/92 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 28 aprile 1997, n. 14, che autorizza la spesa di L. 10.000.000.000 sul capitolo 87372 del bilancio della Regione siciliana, per l'esercizio finanziario 1997, per il finanziamento di opere urgenti di valorizzazione turistica del territorio con priorità alle opere di completamento e con esclusione delle opere viarie non ancora iniziate;
Viste le istanze presentate nell'anno 1997, ai sensi dell'art. 4 della legge regionale n. 21/85, tese all'inserimento nel programma di spesa regionale di cui al capitolo 87372 del bilancio della Regione siciliana, esercizio finanziario 1997, a seguito del comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 17 del 5 aprile 1997 e n. 28 del 7 giugno 1997;
Vista la proposta di programma di intervento, di cui alla relazione, prot. n. 5745 del 19 dicembre 1997, recante in calce la disposizione apposta a firma dell'on. Assessore;
Considerato che, ai sensi del 9° comma dell'art. 4 della legge regionale n. 21/85, così come modificato dall'art. 19 della legge regionale n. 10/93, i programmi di spesa devono assicurare che una parte della disponibilità possa essere impiegata per la copertura di eventuali maggiori spese emergenti dalla progettazione esecutiva;
Considerato che l'ammontare complessivo dei progetti inseriti in programma di spesa è pari a L. 9.525.800.000;
Ritenuto di dover approvare il presente programma di intervento per L. 9.525.800.000 e di dovere, contestualmente, impegnare la somma di L. 474.200.000 occorrente per la copertura finanziaria del fondo di riserva, per far fronte alle maggiori spese emergenti dalla progettazione esecutiva;

Decreta:


Art. 1

E' approvato il programma di cui alle premesse (allegato A) che prevede opere per un importo complessivo di L. 9.525.800.000 che, allegato al presente decreto, ne costituisce parte integrante.

Art. 2

E' impegnata sul capitolo 87372 del bilancio della Regione siciliana, per l'esercizio finanziario 1997, la somma di L. 474.200.000 per provvedere alla copertura finanziaria del fondo di riserva del programma di cui all'art. 1.
Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei conti per il controllo preventivo di legittimità del programma di spesa, ai sensi dell'art. 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20 e, successivamente, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 22 dicembre 1997.
  STRANO 



Registrato alla Corte dei conti, Sezione controllo per la Regione siciliana, addì 5 febbraio 1998.
Reg. n. 1, Assessorato del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti, fg. n. 10.

Allegato A
OPERE PROGRAMMABILI - CAPITOLO 87372


  Provincia Comune Istanza Denominazione Importo 
Caltanissetta  Sutera n. 2468 del 30-4-1997 Lavori di arredo urbano del centro antico - I stralcio 700.000.000 
  Totale provincia di Caltanissetta     700.000.000 
Catania  Linguaglossa n. 3952 del 28-4-1997 Recupero e riqualificazione della via Roma e delle piazza 
annesse - I stralcio esecutivo  1.050.000.000 
Catania  Mazzarrone n. 4773 del 7-7-1997 Progetto di pubblica illuminazione ed arredo urbano 660.000.000 
  Totale provincia di Catania     1.710.000.000 
Enna  Calascibetta n. 5820 del 4-7-1997 Progetto per la valorizzazione storica ed ambientale di 
piazza Matrice e delle sue adiacenze - I lotto  527.500.000 
  Totale provincia di Enna     527.500.000 
Messina  Militello n. 2301 del 29-4-1997 Lavori di arredo urbano 1.644.800.000 
  Rosmarino 
Messina  Montalbano n. 2700 del 2-5-1997 Lavori di verde attrezzato ed arredo urbano 1.100.000.000 
  Elicona 
Messina  Roccavaldina n. 1193 del 5-5-1997 Progetto di arredo urbano di via Roma e vicoli connessi 707.000.000 
  Totale provincia di Messina     3.451.800.000 
Palermo  Alimena n. 2524 del 29-4-1997 Arredo urbano a monte di via Garibaldi - I stralcio 1.500.000.000 
Palermo  Castelbuono n. 6913 del 29-4-1997 Arredo urbano, completamento dei sistemi di illuminazione 
artistica nel centro storico  940.000.000 
Palermo  Collesano n. 5266 del 29-4-1996 Completamento e rifacimento basolato corso V. Emanuele 696.500.000 
  Totale provincia di Palermo     3.136.500.000 
  Totale delle opere programmabili     9.525.800.000 
  Fondo di riserva     474.200.000 
  Totale stanziamento     10.000.000.000 


(98.17.929)
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DECRETO 22 dicembre 1997.
Approvazione del programma di intervento per il finanziamento di opere relative a una migliore fruizione del patrimonio archeologico, monumentale, storico e artistico della Regione.
L'ASSESSORE PER IL TURISMO,
LE COMUNICAZIONI ED I TRASPORTI

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge regionale 9 agosto 1988, n. 27 e successive modifiche ed integrazioni;
Viste le leggi regionali nn. 19/72, 21/85, 10/93, 25/93 e successive modifiche ed integrazioni;
Viste le leggi regionali nn. 47/77, 2/92 e successive modifiche ed integrazioni;
Vista la legge regionale 28 aprile 1997, n. 14, che autorizza la spesa di L. 6.000.000.000 sul capitolo 87393 del bilancio della Regione siciliana, per l'esercizio finanziario 1997, per il finanziamento di opere atte a consentire la migliore fruizione del patrimonio archeologico, monumentale, storico, artistico etc.;
Viste le istanze presentate nell'anno 1997, ai sensi dell'art. 4 della legge regionale n. 21/85, tese all'inserimento nel programma di spesa regionale di cui al capitolo 87393 del bilancio della Regione siciliana, esercizio finanziario 1997, a seguito del comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 17 del 5 aprile 1997 e n. 28 del 7 giugno 1997;
Vista la proposta di programma di intervento, di cui alla relazione, prot. n. 5746 del 19 dicembre 1997, recante in calce la disposizione apposta a firma dell'on. Assessore;
Considerato che, ai sensi del 9° comma dell'art. 4 della legge regionale n. 21/85, così come modificato dall'art. 19 della legge regionale n. 10/93, i programmi di spesa devono assicurare che una parte della disponibilità possa essere impiegata per la copertura di eventuali maggiori spese emergenti dalla progettazione esecutiva;
Considerato che l'ammontare complessivo dei progetti inseriti in programma di spesa è pari a L. 5.765.000.000;
Ritenuto di dover approvare il presente programma di intervento per L. 5.765.000.000 e di dover, contestualmente, impegnare la somma di L. 235.000.000 occorrente per la copertura finanziaria del fondo di riserva, per far fronte alle maggiori spese emergenti dalla progettazione esecutiva;

Decreta:


Art. 1

E' approvato il programma di cui alle premesse (allegato A) che prevede opere per un importo complessivo di L. 5.765.000.000 che, allegato al presente decreto, ne costituisce parte integrante.

Art. 2

E' impegnata sul capitolo 87393 del bilancio della Regione siciliana, per l'esercizio finanziario 1997, la somma di L. 235.000.000 per provvedere alla copertura finanziaria del fondo di riserva del programma di cui all'art. 1.
Il presente decreto sarà trasmesso alla Corte dei conti per il controllo preventivo di legittimità del programma di spesa, ai sensi dell'art. 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20 e, successivamente, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.
Palermo, 22 dicembre 1997.
  STRANO 



Registrato alla Corte dei conti, Sezione controllo per la Regione siciliana, addì 30 gennaio 1998.
Reg. n. 1, Assessorato del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti, fg. n. 4.

Allegato A
OPERE PROGRAMMABILI - CAPITOLO 87373


  Provincia Comune Istanza Denominazione Importo 
Catania  Acicatena n. 3361 del 7-7-1997 Lavori di riqualificazione artistica delle emergenze architet- 
toniche presenti all'interno dell'agglomerato urbano  800.000.000 
Catania  Zafferana Etnea n. 9505 del 7-7-1997 Lavori di completamento impianto di illuminazione artisti- 
ca in via Garibaldi  837.000.000 
  Totale provincia di Catania     1.637.000.000 
Enna  A.A.S.T. n. 1343 del 7-7-1997 Progetto per la valorizzazione del castello di Lombardia tra- 

mite l'illuminazione artistica delle mura e delle emergen-
ze architettoniche  600.000.000 
  Totale provincia di Enna     600.000.000 
Messina  Fondachelli n. 2315 del 5-5-1997 Lavori di costruzione di una piazza tra la via XX Giugno 
  Fantina e la chiesa di S. Giuseppe 465.000.000 
  Totale provincia di Messina     465.000.000 
Palermo  Polizzi Generosa n. 5265 del 30-4-1997 Restauro e completamento della chiesa di S. Francesco  
d'Assisi da destinare ad auditorium  900.000.000 
  Totale provincia di Palermo     900.000.000 
Ragusa  Giarratana n. 3345 del 2-5-1997 Lavori di completamento della strada comunale di "Cala- 
forno"  1.500.000.000 
  Totale provincia di Ragusa     1.500.000.000 
Siracusa  Assessorato tu-     Opere necessarie, indifferibili ed urgenti per assicurare la 
  Regione rismo, comuni- pubblica incolumità e la salvaguardia delle Latomie dei 
  siciliana cazioni e tra- Cappuccini in Siracusa 663.000.000 
  sporti I.R.T. 
  Totale provincia di Siracusa     663.000.000 
  Totale delle opere programmabili     5.765.000.000 
  Fondo di riserva     235.000.000 
  Totale stanziamento     6.000.000.000 


(98.17.929)
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DISPOSIZIONI E COMUNICATI






PRESIDENZA

Trasferimento di beni all'Azienda ospedaliera Villa Sofia C.T.O. di Palermo.
Con decreto presidenziale n. 113/Gr. VIII/S.G. del 18 marzo 1998, registrato alla Ragioneria centrale per la Presidenza della Regione il 30 marzo 1998 al n. 1194, sono stati trasferiti all'Azienda ospedaliera Villa Sofia C.T.O. di Palermo, ai sensi dell'art. 5 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche, i beni descritti negli inventari allegati al medesimo.
(98.17.914)
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ASSESSORATO
DELLA COOPERAZIONE, DEL COMMERCIO

DELL'ARTIGIANATO E DELLA PESCA

Nulla osta alla ditta M. Trenta s.r.l. per l'apertura di un esercizio commerciale nel comune di Misterbianco.
Con decreto dell'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca n. 821/I/IX del 22 aprile 1998, è stato concesso, ai sensi e per gli effetti dell'art. 27 della legge n. 426/71 e dell'art. 48 del decreto ministeriale n. 375 del 4 agosto 1988, nulla osta regionale in favore della ditta M. Trenta s.r.l. con l'apertura di un esercizio commerciale per la vendita dei prodotti di cui alle tabelle merceologiche X, XII, XIV, di complessivi mq. 8.418, sito nel comune di Misterbianco, contrada Mezzocampo.
(98.18.948)
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Nulla osta alla ditta Aligrup S.p.A. per l'ampliamento di un esercizio commerciale nel comune di S. Giovanni La Punta.
Con decreto dell'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca n. 822/I/IX del 22 aprile 1998, è stato concesso, ai sensi e per gli effetti dell'art. 27 della legge n. 426/71 e dell'art. 48 del decreto ministeriale n. 375 del 4 agosto 1988, nulla osta regionale in favore della ditta Aligrup S.p.A. per l'ampliamento di un esercizio commerciale per la vendita dei prodotti di cui alla tabella merceologica VIII, di complessivi mq. 2.370, sito nel comune di S. Giovanni La Punta, via della Regione, 73.
(98.18.948)
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ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI

Integrazione del consiglio di direzione dell'Assessorato regionale degli enti locali.
Con decreto n. 225 del 3 marzo 1998 dell'Assessore per gli enti locali, vistato dalla Ragioneria centrale per l'Assessorato regionale degli enti locali con nota n. 397 del 6 marzo 1998, è stato integrato il consiglio di direzione dell'Assessorato regionale degli enti locali con il sig. Rosario Luca, rappresentante designato dalla CISAS-SADIRS, ai sensi dell'art. 8 della legge regionale 16 maggio 1978, n. 5 e successive modifiche.
(98.18.949)
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ASSESSORATO DELL'INDUSTRIA

Proroga alla società Mofeta dei Palici S.p.A. della concessione mineraria per anidride carbonica denominata "Lago Naftia" nel territorio del comune di Mineo.
Con decreto n. 954 dell'8 luglio 1997 dell'Assessore per l'industria, registrato alla Corte dei conti il 24 novembre 1997, reg. 1, fg. 65, la concessione mineraria per anidride carbonica CO2, denominata Lago Naftia in territorio del comune di Mineo (CT), in atto intestata alla società Mofeta dei Palici S.p.A., iscritta al registro ditte presso la Camera di commercio diCatania al n. 71890, codice fiscale 00122430879, con sede in Catania, via Teatro Massimo, n. 15, è prorogata di anni trenta fino al 20 luglio 2024 ed è ampliata, così come determinato nella relazione dell'Ispettorato tecnico del CO.RE.MI., in Ha. 315.40.50.
(98.18.968)
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Integrazione del consiglio di direzione dell'Assessorato regionale dell'industria.
Con decreto n.189 del 27 febbraio 1998 dell'Assessore per l'industria, vistato dalla Ragioneria centrale l'11 marzo 1998 al n. 17, scheda 132, il rag. Cusimano Vincenzo, rappresentante sindacale dell CISAS - SADIRS, è stato nominato componente del consiglio di direzione dell'Assessorato dell'industria, costituito con decreto n. 113/97.
(98.18.950)
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Nomina del commissario ad acta presso il Consorzio A.S.I. di Messina.
Con decreto n. 646 del 21 aprile 1998, dell'Assessore per l'industria, il sig. Sindoni Mario, dirigente in servizio presso questo Assessorato, è nominato commissario ad acta presso ilConsorzio l'A.S.I. di Messina con l'incarico di provvedere agli adempimenti necessari per la ricostituzione degli organi statutari e di adottare i seguenti atti urgenti:
—  riapertura gara d'appalto per il ripristino della copertura e svuotamento dell'alveo del torrente Gazzi;
—  pagamento emolumenti al personale ed oneri riflessi;
—  conferimento procura per difesa legale nel giudizio Scopelliti Matteo ed altri/Consorzio;
—  stipula atto di concessione suolo demaniale in Larderia;
—  stipula contratto ENEL impianto di sollevamento liquami in S.Pier Niceto;
—  pagamento spese lodo arbitrale Giorgio e Orlando/ASI.
Il predetto commissario rimarrà in carica per un periodo di giorni trenta a decorrere dalla data del presente decreto.
Le spese per l'espletamento dell'incarico graveranno sul bilancio del Consorzio per l'A.S.I. di Messina.
(98.18.951)
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ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI

Proroga del termine per il compimento della procedura espropriativa relativa all'esecuzione di lavori urgenti nel comune di Caltanissetta.
Con decreto n. 2120/13 del 4 novembre 1997, l'Assessore per i lavori pubblici ha prorogato di anni due con scadenza il 6 novembre 1999 il termine per il compimento della procedura espropriativa relativa all'esecuzione dei lavori urgenti per il completamento del consolidamento della collina S. Anna nel comune diCaltanissetta.
(98.17.921)
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Approvazione di perizia dell'ufficio del Genio civile diCatania per lavori urgenti nel comune di Ramacca.
Con decreto n. 273/13 del 5 marzo 1998, l'Assessore per i lavori pubblici ha approvato la perizia redatta dall'ufficio del Genio civile di Catania sensi dell'art. 70 del regolamento n. 350/1895 e relativi ai lavori di somma urgenza per la riparazione del canale fognario di via Libertà nel comune di Ramacca, ed ha disposto il finanziamento di L. 371.448.730 sul cap. 70314, esercizio 1997.
(98.18.953)
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Approvazione di perizia dell'ufficio del Genio civile diCatania per lavori urgenti nel comune di Mineo.
Con decreto n. 274/13 del 5 marzo 1998, l'Assessore per i lavori pubblici ha approvato la perizia redatta dall'ufficio del Genio civile di Catania sensi dell'art. 70 del regolamento n. 350/1895 e relativi ai lavori di somma urgenza per il consolidamento di alcuni tratti della strada comunale Donnasanta nel comune di Mineo, ed ha disposto il finanziamento di L. 462.003.556 sul cap. 70301, esercizio 1997.
(98.18.954)
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Conferma del finanziamento e fissazione dei termini per l'inizio ed il compimento delle espropriazioni e per il completamento di lavori nel comune di S. Elisabetta.
Con decreto n. 280/18 del 6 marzo 1998, l'Assessore per i lavori pubblici ha confermato il finanziamento concesso con il decreto n. 2332/18 del 30 dicembre 1991 ed ha fissato rispettivamente in mesi 6 e 36 i termini per l'inizio ed il compimento delle espropriazioni ed in mesi 36 i termini per il completamento dei lavori riguardanti la ristrutturazione ed ammodernamento della rete idrica, 1° stralcio, nel comune di S. Elisabetta.
(98.17.922)
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Espropriazione ed occupazione permanente e definitiva, a favore della Provincia regionale di Catania, di immobili necessari per la realizzazione dei lavori di ammodernamento della S.P. n. 88 S. Giovanni Galermo - S. Pietro Clarenza.
Con decreto dell'Assessore per i lavori pubblici n. 288/14° del 6 marzo 1998 è pronunciata l'espropriazione ed è autorizzata l'occupazione permanente e definitiva a favore della Provincia regionale di Catania degli immobili necessari per la realizzazione dei lavori di ammodernamento della S.P.n. 88 S. Giovanni Galermo - S. Pietro Clarenza, di proprietà delle ditte di seguito elencate:
Comune di Mascalucia
1)  la Porta Paolo, nato ad Enna il 13 dicembre 1909, art. 5757, fg. 17, part. 175, superficie occupata mq. 77, ficodindieto, indennità di espropriazione L. 68.625, mandato di pagamento n. 1339 del 19 aprile 1993 (80%), quietanza n. 299 del 3 giugno 1997 (20%);
2)  Bruno Agatina, nata a Catania il 26 luglio 1933; Curia Agata, nata a Catania il 26 marzo 1956 e Curia Francesco, nato a Catania il 25 febbraio 1959, art. 6142, fg. 17, part. 164, superficie occupata mq. 145, chiusa indennità di espropriazione L. 350.175, mandato di pagamento n. 1399 del 19 aprile 1993, quietanza n. 298 del 3 giugno 1997 (20%);
3)  Aiello Santo, nato a San Giovanni Galermo il 5 luglio 1910, fg. 17, part. 491, superficie occupata mq. 99; art. 49, fg. 17, part. 110, superficie occupata mq. 139, agrumeto, indennità di espropriazione L. 2.432.931 mandato di pagamento n. 1132 del 27 marzo 1993 (80%), quietanza n; 297 del 3 giugno 1997 (20%);
4)  Scalia Grazia, nata a San Pietro Clarenza l'1 marzo 1918, art. 5188, fg. 17, part. 105, superficie occupata mq. 150, agrumeto, indennità di espropriazione L. 1.535.250, mandato di pagamento n. 1132 del 27 marzo 1993 (80%), quietanza n. 296 del 3 giugno 1997 (20%);
Comune di San Pietro Clarenza
5)  Bonanno Gaetano, nato a Biancavilla il 10 ottobre 1920, art. 1849, fg. 9, part. 62, vigneto, superficie occupata mq. 319; part. 61, area antistante fabbricato, superficie occupata mq. 522; part. 309, incolto, superficie occupata mq. 13, indennità di espropriazione L. 6.198.010, mandato di pagamento n. 1665 e n. 1666 del 21 maggio 1993 (80%), quietanza n. 295 del 3 giugno 1997 (20%);
6)  Palma Giuseppa, nata a Catania il 15 marzo 1932, art. 1812, fg. 9, part. 287, incolto, superficie occupata mq. 213, indennità di espropriazione L. 489.835, mandato di pagamento n. 1132 del 27 marzo 1993 (80%), quietanza n. 294 del 3 giugno 1997 (20%);
7)  Filone Guido, nato a Catania il 2 marzo 1934, art. 1740, fg. 9, part. 55, incolto produttivo, superficie occupata mq. 35; part. 256, area antistante fabbricato, superficie occupata mq. 36; part. 296, incolto, superficie occupata mq. 23; part. 56, incolto, superficie occupata mq. 24; part. 297, superficie occupata mq. 65, indennità di espropriazione L. 499.472, mandato di pagamento n. 1339 del 19 aprile 1993 e n. 1667 del 21 maggio 1993 (80%), quietanza n. 293 del 3 giugno 1997 (20%);
8)  Lombardo Giuseppa, nata a San Pietro Clarenza il 4 maggio 1907, art. 2405, fg. 9, part. 83, agrumeto, superficie occupata mq. 15, indennità di espropriazione L. 153.525, mandato di pagamento n. 4683 del 3 novembre 1992 (80%), quietanza n. 292 del 3 giugno 1997 (20%);
9)  Squillaci Carmela, nata a San Pietro Clarenza il 6 dicembre 1936, art. 648, fg. 9, part. 84, agrumeto, superficie occupata mq. 8, indennità di espropriazione L. 81.880, mandato di pagamento n. 1139 del 19 aprile 1993 (80%), quietanza n. 291 del 3 giugno 1997 (20%);
10)  Di Stefano Giovanni, nato a San Pietro Clarenza il 7 novembre 1920 a Poma Santa, nata a S. Pietro Clarenza il 22 gennaio 1934, art. 837, fg. 9, part. 298, agrumeto, superficie occupata mq. 261; art. 951, fg. 9, part. 300, agrumeto, superficie occupata mq. 181, indennità di espropriazione L. 6.294.080, applicazione art. 17, 1° comma legge n. 865/71, mandato di pagamento n. 1132 del 27 marzo 1993 (80%), quietanza n. 290 del 3 giugno 1997 (20%);
11)  Cannata Martino, nato a S. Pietro Clarenza l'11 novembre 1940, art. 1614, fg. 9, part. 92, agrumeto, superficie occupata mq. 176, indennità di espropriazione L. 1.801.360, mandato di pagamento n. 1339 del 19 aprile 1993 (80%), quietanza n. 289 del 3 giugno 1997 (20%);
12)  Santonocito Orazio Pietro, nato a S. Pietro Clarenza il 4 novembre 1919, proprietario per 1/2; quota indennità di espropriazione L. 1.824.500 (applicazione art. 17, 1° comma legge n. 865/71), mandato di pagamento n. 1132 del 27 marzo 1993 (80%), quietanza n. 288 del 3 giugno 1997 (20%); Santonocito Alfio, nato a S. Pietro Clarenza il 30 gennaio 1944; Santonocito Rosario, nato a S. Pietro Clarenza l'8 novembre 1951 e Santonocito Mario, nato a S. Pietro Clarenza il 18 maggio 1953, quota indennità di espropriazione L. 1.023.500, mandato di pagamento n. 1132 del 27 marzo 1997 (80%), quietanza n. 287 del 3 giugno 1997 (20%); art. 1447, fg. 9, part. 95, agrumeto, superficie occupata mq. 200;
13)  Maugeri Domenica, nata a Catania il 14 ottobre 1948, art. 1921, fg. 9, part. 112, agrumeto, superficie occupata mq. 30, indennità di espropriazione L. 307.050, mandato di pagamento n. 1339 del 19 aprile 1993 (80%), quietanza n. 286 del 3 giugno 1997 (20%);
14)  Lo Faro Giovanna, nata a Catania il 18 gennaio 1923, art. 1136, fg. 9, part. 252, agrumeto, superficie occupata mq. 75, indennità di espropriazione L. 767.625, mandato di pagamento n. 1132 del 27 marzo 1993 (80%), quietanza n. 285 del 3 giugno 1997 (20%);
15)  Di Stefano Orazio, nato a Catania il 7 settembre 1960, proprietario per 1/4; Di Stefano Concetta, nata a Catania il 10 ottobre 1966, proprietaria di 1/4; Squillaci Lucia, nata a S. Pietro Clarenza il 24 marzo 1931, proprietaria di 1/2, art. 1673, fg. 9, part. 115, agrumeto, superficie occupata mq. 57, indennità di espropriazione L. 583.395, mandato di pagamento n. 1132 del 27 marzo 1993 (80%), quietanza n. 284 del 3 giugno 1997 (20%);
16)  Squillaci Carmelo, nato a S. Pietro Clarenza il 18 novembre 1926, art. 2633, fg. 9, part. 116, agrumeto, superficie occupata mq. 311, indennità di espropriazione L. 3.183.085, mandato di pagamento n. 4684 del 3 novembre 1992 (80%), quietanza n. 283 del 3 giugno 1997 (20%);
17)  Sortino Francesca, nato a Catania il 6 giugno 1930 ed i figli Cannamela Giuseppina, nata a Catania il 4 settembre 1995 e Luigi, nato a Catania il 15 maggio 1958, art. 665, fg. 9, part.105, seminativo, superficie occupata mq. 65, indennità di espropriazione L. 116.025, depositata nella cassa DD.PP. con quietanza n. 282 del 3 giugno 1997 (20%);
18)  Di Stefano Pasqualino, nato a Mascalucia il 28 dicembre 1935, proprietario per 2/10, art. 1734, fg. 9, part. 113, superficie di pertinenza espropriata mq. 60, agrumeto, indennità di espropriazione L. 453.900, depositata nella Cassa DD.PP. con quietanza n. 281 del 3 giugno 1997 (20%).
(98.17.938)
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ASSESSORATO DEL LAVORO,
DELLA PREVIDENZA SOCIALE,
DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE

E DELL'EMIGRAZIONE

Avviso al pubblico per sollecitare manifestazione d'interesse alla realizzazione della formazione professionale in materia di gestione alberghiera.
Questa Amministrazione intende programmare un intervento formativo nel settore del management alberghiero in Sicilia.
Obiettivo dell'attività formativa è la creazione in Sicilia di un istituto che permette la formazione in Sicilia di un'adeguata competenza in materia di gestione alberghiera, con l'attiva partecipazione e la responsabilità pedagogico-didattica di un istituto di riconosciuta competenza e rinomanza sia nazionale che internazionale in materia.
Beneficiari della formazione saranno donne disoccupate, o parzialmente occupate che risiedono in Sicilia e che vogliono conseguire una professionalità di primissimo livello spendibile sul territorio nazionale e su quello internazionale.
L'attività è articolata in due fasi e prevede:
Fase A: Adeguamento del sistema formativo alle nuove esigenze di mercato
—  individuazione dell'immobile da destinare alle attività formative;
—  nomina del responsabile del progetto in Sicilia;
—  assicurare il trasferimento del know how;
—  formazione dei docenti-formatori;
—  formazione del personale di direzione amministrativa e preparatoria-didattica;
Fase B: Assistenza nella gestione del progetto
—  verifica del livello qualitativo del sistema formativo;
—  verifica delle condizioni dell'immobile e dei suoi impianti;
—  formazione di nuovi docenti per nuove discipline legate alla struttura dell'offerta ricettiva siciliana;
—  aggiornamento delle conoscenze professionali dei docenti;
—  realizzazione di corsi.
Sono altresì previste attività di ricerca nel settore del management alberghiero e della interazione turismo beni culturali - PMI nuovi bacini d'impiego in Sicilia e nel Mediterraneo, che dovranno essere affidate ad esperti di primissimo livello internazionale, che dovranno concludersi con attività seminariali e con pubblicazioni plurilingue.
Il progetto, che potrà essere visionato presso l'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione, direzione formazione professionale ed orientamento, gruppo I/F.P., via Imperatore Federico n. 52 - Palermo, prevede una fase di formazione iniziale, atta a formare le principali nozioni-conoscenze sul versante della gestione alberghiera ed uno stage (320 ore) presso aziende dove potranno maturare una concreta esperienza nelle diverse specializzazioni.
Gli interventi saranno realizzati in Sicilia per la parte di formazione iniziale ed in altre regioni d'Europa e del Mezzogiorno d'Italia, oltre che in Sicilia, per la parte dedicata allo stage.
Si deve, pertanto, fornire assistenza nella fase di selezione e formazione iniziale dei giovani.
Possono manifestare interesse alla realizzazione di tali attività, entro e non oltre 15 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso, organismi che abbiano per missione la formazione professionale e che possano documentare una relazione privilegiata con un'istituto di management alberghiero di primissimo livello italiano o estero che assicuri il trasferimento delle proprie competenze specifiche in Sicilia.
I criteri di valutazione faranno riferimento prioritariamente alla qualità dell'intervento, alle competenze nell'attività di formazione in materia di gestione alberghiera, alla partecipazione diretta del proponente ad attività di ricerca specialistica in materia.
(98.21.1096)
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Avviso al pubblico per sollecitare manifestazione d'interesse alla realizzazione delle azioni di riqualificazione e riconversione degli operatori degli enti ex legge n.40/87.
In relazione alla circolare ministeriale n. 174/96 concernente l'art. 9 della legge n. 236/93, asse 1b, azioni di riqualificazione e riconversione degli operatori degli enti ex legge n. 40/87, questa Amministrazione ha avuto approvato dal Ministero del lavoro un progetto per L. 10.560.000.000.
L'iniziativa è articolata in :
—  innovazione dell'offerta formativa, rinnovamento dei centri di F.P. verso modelli di tipo agenziale, flessibilità del sistema, valorizzazione delle risorse esistenti, diversificazione delle funzioni della figura docente, trasformazione delle attuali competenze di tipo esclusivamente "burocratico-amministrativo" degli operatori dell'area amministrativa in figure professionali di supporto alla progettazione e realizzazione di interventi formativi che prevedano azioni integrate (formazione d'aule, laboratori, stage, ricerca, azioni).
Si deve pertanto fornire assistenza per la formazione degli operatori.
Il progetto potrà essere visionato presso l'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione – Direzione formazione professionale ed orientamento - gruppo II/F.P., via Imperatore Federico n. 52 - Palermo.
Possono manifestare interesse alla realizzazione di tali attività, entro e non oltre 15 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso, organismi di formazione che siano già costituiti da almeno tre anni alla data di pubblicazione del presente avviso e che abbiano comprovata e specifica competenza nella formazione formatori, con priorità per quelli che abbiano il riconoscimento giuridico.
I criteri di valutazione terranno, altresì, conto della presenza di una sede stabile già operativa in Sicilia e della disponibilità di locali idonei allo svolgimento delle attività.
L'avviso non vincola, in ogni caso, l'Amministrazione.
(98.24.1231)
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ASSESSORATO

DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE

Nulla osta alla cooperativa Agrindus Ravanusa 82, con sede in Campobello di Licata, per la realizzazione di un impianto per la lavorazione di prodotti ortofrutticoli.
L'Assessore per il territorio e l'ambiente con decreto n. 207/9 del 23 aprile 1998, ha concesso il nulla osta all'impianto in sanatoria, ai sensi dell'art. 5 della legge regionale n.181/81, alla cooperativa Agrindus Ravanusa '82, con sede legale in Campobello di Licata (AG), via Torino, 76, per la realizzazione di un impianto per la lavorazione e trasformazione di prodotti ortofrutticoli biologici in Campobello di Licata (AG) contrada Favarotta, con prescrizioni e condizioni.
(98.18.964)
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Termine entro il quale la ditta Pecorella Vincenzo, con sede in Palermo, deve adeguare il proprio impianto di stoccaggio provvisorio di olii minerali esausti.
Con decreto n. 209/18 del 24 aprile 1998 l'Assessore per il territorio e l'ambiente ha concesso, ai sensi dell'art. 15, comma 2, del decreto legislativo n. 95/92, un periodo di due anni dalla data del suddetto decreto, alla ditta Pecorella Vincenzo, con sede legale in via dei Nebrodi n. 138 - Palermo, entro il quale adeguare il proprio impianto di stoccaggio provvisorio di olii minerali esausti, sito in via Buzzanca, 90 - Palermo, alle norme tecniche di cui al decreto ministeriale n. 392/96.
(98.18.962)
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CIRCOLARI





ASSESSORATO
DELL'AGRICOLTURA E DELLE FORESTE


CIRCOLARE 14 aprile 1998, n. 254.
Programma operativo plurifondo (P.O.P.) 1994/99. Misura 8.3.
Alla Direzione regionale dell'Assessorato dell'agricoltura e delle foreste. Interventi strutturali
Alla Direzione regionale dell'Assessorato dell'agricoltura e delle foreste. Interventi infrastrutturali
Alla Direzione regionale foreste
Ai gruppi di lavoro 1, 3, 4, 5, 7, 8, 9, 10, 11
della 1ª Direzione
Agli Ispettorati ripartimentali delle foreste
Agli Ispettorati provinciali dell'agricoltura
Alle condotte agrarie
Alle Sezioni operative di assistenza tecnica
All'Ente di sviluppo agricolo
Alle Sezioni periferiche di assistenza tecnica
Agli Osservatori per le malattie delle piante
di Palermo ed Acireale
All'Istituto sperimentale per l'agricoltura di Acireale
All'Università degli studi di Palermo
All'Università degli studi di Catania
All'Università degli studi di Messina
Alla Federazione regionale agricoltori
Alla Confederazione italiana coltivatori
Alla Federazione regionale coltivatori
All'Unione generale coltivatori
All'Associazione generale cooperative italiane
Alla Lega nazionale cooperative e mutue
Alla Confederazione cooperative italiane
Agli Ordini provinciali dei dottori agronomi
Ai Collegi provinciali dei periti agrari
Ai Collegi provinciali e interprovinciali
degli agrotecnici della Sicilia
Al Collegio nazionale degli agrotecnici di Forlì
Ai Collegi provinciali dei geometri
Alle Organizzazioni sindacali
Con le circolari n. 208 e n. 226, rispettivamente del 27 aprile 1996 e del 12 febbraio 1997, sono state tra l'altro emanate le disposizioni relative ai reimpianti di vigneti allevati a tendone ai fini dell'ammissibilità ai finanziamenti previsti dalla misura 8.3 del P.O.P. 1994/99.
I principi che hanno ispirato la posizione assunta nella fattispecie trovano fondamento nella strategia che l'amministrazione si è prefissata attraverso la configurazione degli obiettivi del piano di settore, esplicitati, come raggiungimento di un equilibrio dinamico tra domanda e offerta, che attraverso una riduzione e contemporanea qualificazione, porti al rafforzamento della competitività del settore anche in sede regionale.
L'avere in via scadenziale recepito le azioni strategiche riconducibili alla produzione viticola nel contesto degli obiettivi del piano, inteso quest'ultimo quale strumento operativo programmatico, ha determinato una situazione di estrema rigidità nella strategia da perseguire sollevando notevole perplessità riconducibile ad una cultura tuttora presente, piuttosto lenta e restia a recepire processi innovativi.
Pertanto, tenendo in debito conto situazioni socio-economiche particolari nel tessuto sociale presenti nel nostro territorio, l'Amministrazione, nel recepire le esigenze provenienti da più parti, ha ritenuto opportuno non rendere traumatico il passaggio da una fase di possibilismo che ha consentito di ammettere l'allevamento a tendone ad un'altra di assoluta restrizione. Da ciò la necessità di rendere graduale in via temporale il passaggio da un regime all'altro e, quindi, in termini di flessibilità la questione dell'ammissibilità delle forme di allevamento a tendone agli aiuti di cui alla misura 8.3. del P.O.P. e al piano di settore vitivinicolo stabilendo di derogare a quanto disposto dalle circolari sopra citate fino al 31 dicembre 1998.
Oltre tale termine tutte le richieste che comprendono l'utilizzo della forma di allevamento a tendone per eventuali nuovi impianti o reimpianti di vigneto verranno esclusi da qualsiasi forma di finanziamento.
Resta inteso che la deroga non potrà essere utilizzata nel caso di reimpianti di vigneti le cui autorizzazioni provengano da un trasferimento del diritto ai sensi del regolamento C.E.E. n. 3302/90, tenuto conto che gli stessi sono esclusi dall'art. 9, punto 2, del regolamento medesimo.
  L'Assessore: CUFFARO 

(98.18.955)
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ASSESSORATO DEL LAVORO,
DELLA PREVIDENZA SOCIALE,
DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE
E DELL'EMIGRAZIONE


CIRCOLARE 4 giugno 1998, n. 2/FP/98
Piano regionale di formazione professionale per l'attività formativa 1998/99, ex art. 5 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24. Indirizzi di programmazione formativa e modalità e termini per la presentazione delle istanze.
Agli Uffici provinciali del lavoro
Agli Ispettorati provinciali del lavoro
All'Ufficio regionale del lavoro
All'Ispettorato regionale del lavoro
Agli Eenti gestori
Alle Amministrazioni provinciali
Ai Provveditorati agli studi
Alla C.I.S.L. - U.S.R. Sicilia
Alla C.G.I.L . - Comitato regionale
Alla U.I..L. - Segreteria regionale
Alla U.G.L. - Segreteria regionale
Alla C.I.S.A.L.-MO.BAS - Segreteria regionale
Alla Federazione regionale industria di Sicilia
All'Intersind
All'Associazione piccole industrie di Sicilia
Alla Federazione regionale commercio e turismo
Alla Confederazione nazionale artigianato
Alla C.L.A.A.I.
Alla Federazione regionale artigianato
Alla Confersercenti regionale
Alla Federazione regionale autonoma artigianato siciliano
Alla Federazione regionale coltivatori diretti
Alla Federazione regionale agricoltori di Sicilia
All'Alleanza coltivatori siciliani
Alle C.C.I.A.A.
Alla Presidenza della Regione siciliana
All'Assessorato regionale alla Presidenza
Alla Direzione regionale per la programmazione economica
All'Assessorato regionale dell'agricoltura
e delle foreste
All'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica istruzione
All'Assessorato regionale della cooperazione,
del commercio, dell'artigianato e della pesca
All'Assessorato regionale degli enti locali
All'Assessorato regionale dell'industria
All'Assessorato regionale della sanità
All'Assessorato regionale del turismo
Agli Ispettorati provinciali agricoli
Agli Ispettorati ripartimentali delle foreste
Al Ministero di grazia e giustizia,
Direzione generale istituti di prevenzione e pena - Ufficio VI, rep. III
Agli Ispettorati distrettuali degli Istituti
di prevenzione e pena per adulti
Alla Direzione dei centri di rieducazione
per minorenni della Sicilia
Alle Sezioni di sorveglianza presso le corti di appello
di Caltanissetta, Catania, Messina e Palermo
Al Coordinamento regionale dei diritti
dei portatori di handicap
Al Coordinamento regionale tutela diritti dei disabili
Al Coordinamento associazione dei genitori
dei portatori di handicap
Ai sensi dell'art. 5 della legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 e dell'art. 17 della legge regionale 15 maggio 1991, n. 27, questa Amministrazione deve procedere, entro il mese di luglio 1998, all'elaborazione del piano regionale di formazione professionale per l'anno 1998/99.
A tal fine le azioni da inserire nella programmazione formativa dovranno tenere conto prioritariamente delle direttive sotto specificate e delle modifiche evidenziate nell'allegato 1, che riguardano la revisione della circolare n. 6/93/III/FP del 10 giugno 1993.
Nell'ottica di una razionalizzazione del sistema formativo, perché sia più rispondente alle reali esigenze del contesto socio-economico e del mercato produttivo siciliano si indicano di seguito alcune priorità di cui si terrà conto nel selezionare le iniziative corsuali da inserire nel piano formativo 1998/99, privilegiando:
a) profili professionali che si colleghino a tutte le attività ed ai servizi del settore turismo, ivi compresa la tutela dei beni culturali e dell'ambiente;
b) profili professionali finalizzati all'autoimpiego e a forme di attività di lavoro autonomo;
c) profili professionali strettamente connessi con le attività imprenditoriali della piccola e media impresa e dell'artigianato. A tale scopo gli enti proponenti avranno cura di contattare le organizzazioni di categoria affinché i profili professionali da proporre siano rinvenuti nei relativi contratti di categoria. In particolare, nell'ottica dell'intervento formativo previsto dall'art. 16 della legge Treu (196/97), ed in sintonia con il D.M.L. sulla formazione esterna che prevede per la nuova disciplina dell'apprendistato impegni formativi di circa 120 ore medie annuali, sarà opportuno proporre interventi per soddisfare queste particolari esigenze formative che, peraltro, rientrano nella finalità della legge regionale n. 24/76 e successive modifiche ed integrazioni;
d) le indicazioni complessivamente risultanti dalla elaborazione e dalla comparazione ragionata con i programmi delle precedenti annualità, dalla ricerca sulle figure professionali commesse dal C.I.A.P.I. di Palermo in collaborazione con l'Agenzia regionale per l'impiego e la formazione professionale. Da tale ricerca finalizzata ancora all'individuazione delle figure professionali "emergenti", collegate ai bisogni reali del mercato produttivo dell'isola, risultano tra gli altri, attesi gli indici di fabbisogno rilevati, le seguenti figure professionali, non inserite nei piani formativi dell'ultimo triennio e comunque connessi con i settori Industria, Artigianato, Commercio-Servizi, Turismo e Agricoltura individuati nell'azione formativa della legge regionale n. 24/76:
FIGURA PROFESSIONALE  SETTORE 
Torrefattore  Industria 

Fuochino (cariche esplosive cave)
o filiere di cava  Industria 
Impastatore (farina)  Industria 
Operatore macchine scavatrici  Industria 
Impaginatore editoriale e tipografico  Industria 
Addetto macellazione e selezione carni  Industria 
Manovratore macchine edili  Industria 
Vetraio  Industria 

Operaio addetto alla posa del conglomerato
bituminoso  Industria 
Addetto controllo e distribuzione gas  Industria 
Palista industriale  Industria 
Progettatore vetri artistici  Industria 

Tecnico specializzato nella lavorazione
dell'alluminio  Industria 
Perforatore (addetto martello pneumatico)  Industria 
Tecnico esperto certif. qualità  Industria 
Esperto materiali legnosi  Industria 
Capo cantiere edile  Industria 
Ascensorista  Industria 
Carpentiere in ferro  Industria 
Chimico alimentarista  Industria 
Molatore  Industria 
Operatore macchina da stampa flessografica  Industria 
Imbottigliatore  Industria 
Carpentiere in legno  Industria 
Verniciatore specializzato  Industria 
Responsabile processo produttivo  Industria 
Progettista meccanico  Industria 
Operatore macchine industriali  Industria 

Addetto diagnosi e controllo stato d'uso
dell'autovettura  Industria 
Manager  Industria 
Addetto alla segheria (legno)  Industria 
Fornaio  Commercio 
Tricologo  Commercio 
Impiegato di concetto  Commercio 
Responsabile acquisti  Commercio 
Tecnico addetto riprese video  Commercio 
Esperto spedizioniere  Commercio 
Dirigente alberghiero  Turismo 
Maître (direttore di sala)  Turismo 
Addetto al frantoio  Agricoltura 
Molitore mugnaio  Agricoltura 


Gli indirizzi suddetti vanno, altresì integrati con le esigenze emergenti del settore operatori sociali (assistenza e servizi alla persona);
Attesa la frequenza nei piani formativi pregressi, nonché le indicazioni segnalate dai risultati dalla ricerca sulle figure professionali commesse dal C.I.A.P.I. di Palermo in collaborazione con l'Agenzia per l'impiego e la formazione professionale, gli enti gestori di F.P., per l'A.F. 1998/99, avranno cura di limitare le proposte formative concernenti le seguenti figure:
FIGURA PROFESSIONALE  SETTORE 
Animatore turistico  Turismo 
Addetto servizi biglietteria e prenotazioni  Turismo 
Commis di cucina  Turismo 
Giardiniere  Agricoltura 
Ortofrutticoltore  Agricoltura 
Addetto azienda agrituristica  Agricoltura 
Parrucchiere per signora  Commercio 
Figurinista  Commercio 
Operatore Windows 95  Commercio 
Programmatore informatico  Commercio 
Operatore informatico gestione  Commercio 
Operatore grafico CAD  Commercio 
Operatore grafico DTP  Commercio 
Estetista  Commercio 
Addetto contabilità d'azienda  Commercio 
Addetto amministrazione personale  Commercio 
Addetto segreteria azienda  Commercio 
Magazziniere  Commercio 
Operatore fotografico  industria 
Decoratore  Industria 
Elettrauto  Industria 
Meccanico d'auto  Industria 
Ceramista  Industria 
Manutentore apparecchiature elettroniche  Industria 
Elettricista  Industria 
Sarta su misura   Industria 
Ricamatrice  Industria 
Maglierista  Industria 
Confezionista in serie  Industria 
Addetto servizi per l'infanzia  Sociale 
Addetto servizi segretariato sociale  Sociale 
Animatore socio-culturale  Sociale 
Assistente domiciliare  Sociale 
Operatore sociale assistenza handicappati  Sociale 


Analogamente dalla predetta ricerca risultano incrementabili i corsi per le seguenti qualifiche:
FIGURA PROFESSIONALE  SETTORE 
Pizzaiolo  Turismo 
Segretario d'albergo  Turismo 
Promotore turistico  Turismo 
Autista turistico  Turismo 
Addetto agenzia turistica  Turismo 
Commis di cucina siciliana  Turismo 
Cameriere  Turismo 
Operatore turistico  Turismo 
Programmatore turistico  Turismo 
Operatore ambientale   Turismo 
Assistente congressuale   Turismo 
Traduttore interprete   Turismo 
Addetto preparazione prodotti dolciari   Industria 
Tubista industriale  Industria 
Frigotecnico  Industria 
Arredatore progettista  Industria 
Tecnico di laboratori chimico e biologico  Industria 
Operatore meccanico  Industria 
Torniante ceramista  Industria 

Addetto realizzazione installazione
cabine elettr.  Industria 

Tecnico installatore impianti ricez.
Tv satellitare  Industria 
Operatore grafico  Industria 
Installatore operatore sistemi PLC  Industria 
Tornitore meccanico  Industria 
Tornitore  Industria 
Esperto controllo qualità  Industria 

Conduttore impianti di depurazione
acque reflue  Industria 
Addetto impianti di depurazione acque reflue  Industria 
Esperto Cad Cam   Industria 
Addetto contabilità LL.PP. Ambiente autocad   Industria 
Conduttore azienda agricola   Agricoltura 
Floricoltore   Agricoltura 
Viticoltore   Agricoltura 
Esperto Internet   Commercio 
Corrispondente lingue estere   Commercio 
Esperto office automation   Commercio 
Sistemista unix   Commercio 
Esperto reti locali telecomunicazioni   Commercio 
Operatore grafico internet   Commercio 
Esperto reti internet/intranet  Commercio 
Operatore informatico aziendale   Commercio 
Esperto reti fibra ottica  Commercio 
Grafico pubblicitario   Commercio 
Estetista esperta trucco   Commercio 
Esperto gestione piccole e medie imprese   Commercio 
Collaboratore amministrativo   Commercio 
Stenotipista elettronico  Commercio 


Restano, altresì confermate la necessità dell'indicazione per ogni qualifica prevista, del codice di collegamento, nonché la possibilità della progettazione di specifici interventi formativi non contemplati nella casistica contenuta nell'allegato 1, nonché nel predetto elenco delle figure professionali emergenti. In tale evenienza preventivamente dovrà essere accertata la conformità ad eventuali leggi e normative nazionali o regionali di settore che definiscono figure professionali specifiche, nonché la rispondenza a particolari esigenze territoriali che offrono concrete possibilità di sbocchi occupazionali.
Le predette iniziative concernenti profili professionali non contenuti nell'allegato 1 avranno durata esclusivamente annuale, stabilendo l'ente adeguati requisiti di accesso.
Nel rammentare di proporre qualifiche relative a professionalità compiute e non a singole mansioni si segnala l'opportunità di privilegiare sia una formazione finalizzata al reinserimento o all'inserimento nell'attività produttiva dei disoccupati di lunga durata, dei disoccupati appartenenti alle categorie protette ex legge n. 482/68 e dei lavoratori in mobilità, nonché dei cassintegrati a zero ore, specie se indicati dagli organismi istituzionalmente preposti o dalle aziende interessate.
Quali destinatari dell'azione formativa per cicli brevi vanno tenuti in debita considerazione anche gli adulti occupati nella P.A. o in diverse aziende dello stesso territorio che operano all'interno di aree professionali omogenee e che esprimono esigenze di aggiornamento e di acquisizione di particolari competenze connesse con la evoluzione dei ruoli e delle attese professionali.
Quanto sopra nella prospettiva della "formazione continua", perché venga sempre più affermato il diritto del cittadino alla qualificazione ed all'arricchimento della propria professionalità.
Nelle more della riforma della pubblica istruzione saranno ritenute degne di particolari considerazioni le proposte di percorsi formativi sperimentali di integrazione tra la scuola e la formazione professionale, al fine di mettere a confronto le due realtà e di sviluppare la conoscenza reciproca dei due sistemi, nonché di porre in atto collaborazione verso uno stile di vera e propria cooperazione.
Sempre nell'ottica dell'attività di sperimentazione prevista dalla legge regionale n. 24/76 e successive modifiche ed integrazioni, avvalendosi dei formatori recentemente riqualificati, gli enti gestori di appartenenza si attiveranno per la presentazione di progetti formativi che individuino in seno ai relativi percorsi formativi moduli di orientamento e/o potranno, altresì, proporre moduli brevi (durata massima 120 ore) di orientamento professionale destinati agli utenti in cerca di occupazione, alle forze deboli e ai soggetti impegnati a vario titolo in progetti di lavori socialmente utili, fermi restando il monte ore "consolidato" e la durata dei corsi già fissata dalla presente circolare, nonché proporre azioni innovative anche in relazione al protocollo di intesa del 27 maggio 1997.
Anche per l'anno formativo 1998/99 viene fissato il numero massimo di allievi da ammettere al finanziamento delle attività corsuali dei seguenti settori:
N. 15: Settori "commercio e servizi", "turismo", "operatori sociali", "industria e artigianato"
Nel caso di corsi di secondo anno (Q/2) è consentita l'elevazione del predetto limite se il numero degli allievi regolarmente frequentanti (alla data della presente circolare) sia superiore a n. 15. Tali dati dovranno risultare dal prospetto informativo sotto indicato.
Settore recupero sociale
Il numero massimo di allievi da ammettere a finanziamento è così distinto:
—  n. 12 corsi per soggetti portatori di handicap;
—  n. 10 corsi per detenuti adulti e minori;
—  n. 10 corsi per disadattati sociali.
Limitatamente ai corsi ad "alto rischio" è ammessa la previsione da 21 a 25 allievi, ad eccezione degli stessi corsi rivolti ai detenuti ed ai disadattati sociali, per i quali è ammessa la previsione da 11 a 15 allievi. Tale specificità ("alto rischio") dovrà essere attestata dal R.S.P.P. (Responsabile del servizio di prevenzione e protezione) dell'ente gestore, ed i dati del doppio istruttore utilizzato dovranno essere indicati nel relativo formulario.
Fatta eccezione per i corsi del settore Recupero sociale (DAD - DMI - HDC - DIS) non potranno essere ripetute le proposte dei corsi con gli indici più bassi di domanda cioè quelli per i quali nell'A.F. 1997/98 si è verificata una riduzione di partecipanti inferiore a n. 8. Al riguardo gli enti gestori di F.P. ex legge regionale n. 24/76 nel prospetto informativo sotto indicato dovranno specificare per le singole iniziative riproposte per l'A.F. 1998/99 il numero degli allievi regolarmente frequentanti (alla data della presente circolare) il corso di medesima qualifica dell'A.F. 1997/98. Ovviamente i corsi ad indice più bassa di domanda potranno essere sostituiti con interventi formativi rispondenti agli indirizzi di programmazione contenuti nella presente circolare.
Riguardo al monte ore dei percorsi formativi, si ribadiscono le direttive già impartite dall'A.F. 1993/94 e cioè:
Settori "commercio e servizi", "turismo", "operatori sociali"
—  corsi di qualificazione: 900 ore;
—  corsi di specializzazione, aggiornamento, perfezionamento: massimo 300 ore.
Settore "industria e artigianato"
—  corsi di qualificazione: 1050 ore;
— corsi di specializzazione, aggiornamento, perfezionamento: massimo 400 ore.
Attesa la rilevanza dell'apprendimento pratico nel luogo dove l'attività professionale di riferimento viene svolta naturalmente, valutati i particolari fabbisogni formativi del profilo professionale di riferimento con esclusione per i corsi del settore recupero sociale, è necessario che l'ente di F.P. nell'attività formativa pratica preveda "stage", preferibilmente di tipo aziendale ed in ambito provinciale. e/o tirocini e/o esercitazioni pratiche e/o "project work". Al riguardo si rammenta che per i sotto elencati settori l'attività formativa pratica, giusta allegato 1, è fissata nei seguenti valori minimi percentuali rispetto al monte ore complessivamente previsto per la durata del corso:
— settore agricoltura 60%;
— settore commercio e servizi 50%;
—  settore industria e artigianato 60% (Q/A - Q/2)) - 50% (Q/1);
— settore operatori sociali 30%;
—  settore recupero sociale 50%;
— settore turismo 50%.
Si precisa che l'introduzione nel programma didattico di materie facoltative è consentita solo nel caso in cui l'ente di F.P. disponga di personale in pianta stabile in grado di insegnare dette materie, non essendo riconosciuto il ricorso a nuove assunzioni per non appesantire ulteriormente le strutture formative operanti in Sicilia ai sensi della legge regionale n. 24/76. Per favorire un efficace sviluppo dei processi formativi ed arricchire il contenuto metodologico e didattico è comunque, consentito secondo le modalità previste dalla circolare n. 9/96/V/F.P. il ricorso a personale esterno in qualità di esperto con rapporto autonomo e non subordinato a prestazione professionale per materie specialistiche, indispensabili per soddisfare i fabbisogni formativi della relativa iniziativa corsuale. Limitatamente alle iniziative corsuali del settore turismo per le quali è richiesto come titolo di accesso il diploma di istruzione secondaria di 2° grado, si ravvisa l'opportunità di prevedere nella programmazione didattica della lingua straniera anche l'intervento di un esperto di madre lingua nonché per materie altamente specialistiche l'intervento di esperti da utilizzare con rapporto a prestazione professionale con carattere integrativo e specialistico (codocenza). L'attività didattica in codocenza non potrà superare complessivamente il 6% del monte ore del corso.
Gli enti proponenti di F.P. previsti dall'art. 4 della legge regionale n. 24/76 dovranno trasmettere entro il 30 giugno 1998 a questa Amministrazione - Direzione F.P. - gruppo III F.P.:
A) domanda, da compilare su carta intestata più bollo oppure su carta legale, per accedere al finanziamento per provincia (come da fac-simile allegato A) specificando il possesso dei requisiti previsti dal succitato art. 4, legge regionale n. 24/76, commi b e c;
B) una copia del progetto formativo redatto secondo il formulario (allegato B) completo in ogni suo punto e compilato con sistemi di video-scrittura o di dattilo-scrittura. Il formulario, contenente le informazioni riguardanti la figura professionale oggetto dell'intervento dovrà essere allegato, siglato dal legale rappresentante in ogni sua pagina e rilegato;
C) elenco delle proposte presentate con indicazione della localizzazione degli interventi per provincia;
D) atto costitutivo - statuto e sue eventuali modifiche, in copia autentica a norma di legge;
E) verbale di nomina e potere di firma del legale rappresentante in copia autentica a norma di legge;
F) delibera degli organi decisionali in copia autentica a norma di legge di autorizzazione al legale rappresentante in ordine alla posizione dell'istanza, o documentazione attestante la legittimazione della presentazione del progetto qualora venga presentato da soggetto diverso del legale rappresentante.
Nel caso di enti che presentano più proposte la documentazione di cui ai punti C, D, E, F potrà essere proposta in unica copia ed allegata al primo progetto presentato, specificando nelle ulteriori istanze con apposita dichiarazione, a firma del legale rappresentante, che la documentazione di rito è stata allegata alla proposta inerente l'intervento formativo  

Nell'ipotesi in cui la documentazione del punto D in copia autentica a norma di legge sia già in possesso del gruppo III F.P., questa non dovrà essere allegata, ma dovrà essere dichiarato nella domanda (allegato A) che l'atto costitutivo e/o statuto e le eventuali modifiche sono agli atti del gruppo III F.P. e che non sono subentrate ulteriori modifiche.
Gli enti nell'attenersi specificamente alla descrizione progettuale secondo il formulario (allegato B), in particolare in caso di riedizioni di interventi formativi già proposti ed effettuati nelle attività precedenti dovranno esplicitare in valori percentuali gli sbocchi occupazionali raggiunti e le eventuali attività di orientamento al lavoro espletate.
Allo scopo di consentire una più sollecita informazione dei dati relativi alle proposte formative presentate, l'ente già attuatore di F.P. ex legge regionale n. 24/76 dovrà compilare, previo ritiro presso il gruppo III F.P., e trasmettere entro i termini previsti dalla presente circolare, due prospetti informativi, dal quale dovranno risultare, tra l'altro, le nuove proposte formative e nel caso di riedizioni di iniziative corsuali, il numero degli allievi regolarmente frequentanti il corso di medesima qualifica nell'anno 1998/99 (prospetto 1), nonché il numero del personale amministrativo, dei docenti a tempo determinato e indeterminato, dei direttori, dell'insegnante di sostegno per disabili nei corsi ordinari e nel settore "HDC", del doppio istruttore (previa attestazione del R.S.P.P.) e dei "tutor" (esperti in gestione dei processi di apprendimento), dei progettisti (esperti in analisi dei bisogni formativi e progettazione di sistemi) e degli orientatori (esperti di orientamento professionale e selezione del personale) utilizzati per gli interventi formativi 1998/99 (prospetto 2). I suddetti prospetti dovranno essere timbrati e firmati dal legale rappresentante.
Le istanze saranno sottoposte ad istruttoria, volte a verificare la formale regolarità, ed a conseguente valutazione rispetto all'obiettivo dell'intervento formativo, alle motivazioni e finalità dello stesso, ai risultati attesi ed alle concrete prospettive occupazionali, unitamente alla chiara descrizione del programma didattico, delle metodologie impiegate e della articolazione degli stage e/o tirocini.
Nel selezionare gli interventi formativi da ammettere a contributo quest'Amministrazione porrà la dovuta attenzione al rispetto del principio contenuto nel 1° comma dell'art. 2 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, sforzandosi di conciliare l'esigenza sociale posta dalla superiore disposizione con i prioritari fabbisogni formativi e con le attuali disponibilità finanziarie.
Al riguardo, ai fini dell'inserimento nel piano formativo 1998/99, sarà data priorità alle azioni formative regolarmente ammesse proposte dagli enti di F.P. presso i quali svolge attività formativa il personale con incarico a tempo indeterminato di cui all'art. 2 della citata legge regionale n. 25/93.
Tenuto conto del ruolo che le provincie regionali sono chiamate a svolgere nel settore F.P. si avverte la necessità che gli organi di dette Amministrazioni, effettuate le valutazioni e gli approfondimenti in relazione alla situazione socio-economica locale manifestino le proprie indicazioni ed esigenze formative relativamente ai vari settori di intervento trasmettendo il relativo documento a questo assessorato ed ai competenti UU.PP.L.M.O. entro il 20 giugno 1998.
I direttori degli UU.PP.L.M.O. dell'Isola provvederanno a rendere nota la presente circolare a tutti gli enti di F.P. ed organismi in indirizzo operanti nel territorio competente, curando quindi di effettuare entro il 15 giugno 1998 gli incontri con i rappresentanti degli EE.LL., delle categorie produttive, delle OO.SS., delle C.C.I.A.A, degli enti gestori di formazione professionali, degli organismi interessati alle corsualità speciali delle autorità scolastiche e provvedendo non appena in grado alla trasmissione a questa Amministrazione dei relativi verbali.
  L'Assessore: BRIGUGLIO 


Allegato 1
!!! ATTENZIONE: AllegatoHTML incompleto !!!
INDIRIZZI DI PROGRAMMAZIONE FORMATIVA
PER L'ANNO 1998/99
I presenti indirizzi annullano e sostituiscono quelli contenuti
nella circolare n. 6/93 del 10 giugno 1993

Qualifiche soppresse perché ormai inadeguate rispetto alla attuale evoluzione ed alle richieste del MdL:
–  Operatore di sistema Unix;
–  Operatore informatico;
–  Operatore di sistema MS;
–  Programmatore Basic;
–  Sistemista reti locali DOS;
–  Sistemista reti locali MS-DOS;
–  Archivista;
–  Dattilografo;
–  Stenodattilografo;
–  Saldatore da brevettare;
–  Vivaista forestale;
–  Tecnico vivaista forestale.

Inf. 1
Qualifica: Operatore grafico CAD - C.Q. 25.04.18.15
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: S.M.I. + attestato settore informatico o S.M.S.
Profilo professionale
L'operatore grafico CAD, oltre ad una conoscenza di base del sistema operativo utilizzato e delle specifiche periferiche del settore, conoscerà approfonditamente almeno un pacchetto specifico al disegno tecnico assistito da calcolatore. Deve inoltre conoscere le applicazioni standard più diffuse anche in relazione ai principali problemi di installazione delle stesse.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Lingua inglese  50% 

Informatica
Sistema operativo
Applicativo specifico CAD
Elementi di disegno tecnico
Applicativi standard
(elaborazione testi, foglio
elettronico, data base)
Articolazione esami finali:
Prova di conoscenza del sistema operativo e prova sull'applicativo specifico utilizzato.
Colloquio sulle materie teoriche oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  P.C. con processore, memoria RAM e disco rigido adeguati all'applicativo CAD utilizzato, con video colore non inferiore a 15" mouse e sistema operativo DOS o WIN-
DOWS o UNIX con relative licenze d'uso  1 ogni 2 allievi 
—  tavoletta grafica   1 ogni computer 

—  stampante (oppure 2 stampanti complessivamente se i computer sono connessi in re-
te locale)  1 ogni 2 computer 
—  plotter  

—  software applicativo CAD con relative li-
cenze d'uso  1 ogni computer 



Inf. 2
Qualifica: Operatore grafico Internet/Intranet - C.Q. 25.04.18.15
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: S.M.I. + attestato settore informatico o S.M.S.
Profilo professionale
L'operatore grafico Internet/Intranet, oltre ad una conoscenza di base dei sistemi software specifici, conoscerà approfonditamente almeno un pacchetto per la produzione assistita di ipertesti nello standard HTML.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Lingua inglese      50% 

Cultura generale
Informatica
Reti informatiche e componenti (elementi)
Sistemi di gestione inter-net/intranet (elementi)
Sistema operativo
Applicativi specifico per la produzione di ipertesti HTML
Articolazione esami finali:
Prova di conoscenza del sistema operativo e prova sull'applicativo specifico utilizzato.
Colloquio sulle materie teoriche oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  P.C., con processore Pentium o equivalente, con memoria RAM e disco rigido adeguato agli applicativi utilizzati, con video colore non inferiore a 15" mouse, lettore CD, scheda audio e sistema operativo WINDOWS (95 o NT Workstation) o equivalente in am-
biente Macintosh, con relativa licenza d'uso  1 ogni 2 allievi 

—  n. 1 stampante Laser
—  stampante a getto d'inchiostro a colori (oppure 2 stampanti complessivamente se i
computer sono connessi in rete locale)  1 ogni 2 computer 

—  scanner con software di tipo OCR con rela-
tiva licenza d'uso 

—  software applicativo (elaborazione testi, impaginazione, grafica, di presentazione, browser internet e di produzione pagine
HTML) con relative licenze d'uso   1 ogni computer 



Inf. 3
Qualifica: Operatore grafico DTP - C.Q. 25.04.18.15
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media inferiore
Profilo professionale
L'operatore grafico DTP, oltre ad una conoscenza di base del sistema operativo utilizzato e delle specifiche periferiche del settore, conoscerà approfonditamente almeno un pacchetto specifico alla editoria elettronica. Deve inoltre conoscere le applicazioni standard più diffuse anche in relazione ai principali problemi di installazione delle stesse.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Lingua inglese      50% 

Informatica
Sistema operativo
Applicativo specifico di DTP
Elementi di composizione ed editoria
Applicativi standard (elaborazione testi, foglio elettronico, data base)
Articolazione esami finali:
Prove pratiche: Prova di conoscenza del sistema operativo e prova sull'applicativo specifico utilizzato. Colloquio sulle materie teoriche oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  P.C., con processore Pentium o equivalente, con memoria RAM e disco rigido adeguati agli applicativi utilizzati, con video colore non inferiore a 15" mouse, lettore CD, scheda audio e sistema operativo WINDOWS (95 o NT Workstation) o equivalente in ambiente Macintosh, con relative li-
cenze d'uso  1 ogni 2 allievi 
—  stampante laser 

—  stampante a getto d'inchiostro a colori (oppure 2 stampanti complessivamente se i
computer sono connessi in rete locale)  1 ogni 2 computer 

—  scanner con software di tipo OCR con rela-
tiva licenza d'uso 

—  software applicativo (elaborazione testi, impaginazione, grafica e di presentazione)
con relative licenze d'uso   1 ogni computer 




Inf. 4
Qualifica: Operatore informatico di gestione - C.Q. 25.04.18.15
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media inferiore
Profilo professionale
L'operatore informatico di gestione, oltre ad una conoscenza di base del sistema operativo utilizzato, conoscerà approfonditamente almeno un pacchetto specifico ad un problema gestionale e/o contabile. Deve inoltre conoscere le applicazioni standard più diffuse anche in relazione ai principali problemi di installazione delle stesse.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Lingua inglese      50% 

Informatica
Sistema operativo
Applicativo specifico (gestione; contabilità, paghe e contributi) .
Materia collegata all'applicativo scelto
Applicativi standard (elaborazione testi, foglio elettronico, data base)
Articolazione esami finali:
Prova di conoscenza del sistema operativo e prova sull'applicativo specifico utilizzato.
Colloquio sulle materie teoriche oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  P.C. con processore, memoria RAM e disco rigido adeguati agli applicativi specifici utilizzati, e sistema operativo DOS o WINDOWS o UNIX o LINUX con relative licen-
ze d'uso  1 ogni 2 allievi 

—  stampante di cui almeno 1 a getto d'inchiostro o laser (oppure 2 stampanti complessivamente se i computer sono connessi in re-
te locale)  1 ogni 2 computer 

—  software specifico (gestione, contabilità, paghe e contributi) con relative licenze
d'uso  1 ogni computer 

—  software applicativo standard di elaborazione testi, foglio elettronico, data base con
relative licenze d'uso  1 ogni computer 



Inf. 5
Qualifica: Programmatore informatico (C, C++, CA Visual Object, Cobol, Pascal, Visual Basic, RPG, Java) - C.Q. 25.03.26.18
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di II° grado)
Profilo professionale
II programmatore realizza, prova e documenta i programmi. Deve possedere una conoscenza di base sulle diverse tecniche di programmazione e conoscere approfonditamente uno specifico linguaggio e relativo ambiente di programmazione.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Lingua inglese      50% 

Informatica
Sistema operativo
Tecniche e linguaggi di programmazione
Linguaggio di programmazione principale
Elementi di matematica e statistica   

Articolazione esami finali:
Prova pratica: Prova di conoscenza dell'ambiente operativo di lavoro e analisi e codifica nel linguaggio studiato di una appli cazione.
Colloquio sulle materie teoriche oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  P.C. con processore Pentium o equivalente, con memoria RAM e disco rigido adeguati al linguaggio di programmazione oggetto di studio, con sistema operativo DOS o WINDOWS o UNIX o LINUX con relative licenze d'uso, ogni due allievi oppure, in alternativa, sistema proprietario, tipo AS 400, in rete con un posto di lavoro connes-
so al server   1 ogni 2 allievi 

—  stampante (oppure 2 stampanti complessivamente se i computer sono connessi in re-
te locale)  1 ogni 2 computer 

—  compilatore e/o relativo ambiente di sviluppo per il linguaggio di programmazione
utilizzato con relative licenze d'uso  1 ogni computer 




Inf. 6
Qualifica: Programmatore data base - C.Q. 25.03.23.24
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di II° grado)
Profilo professionale
II programmatore realizza, prova e documenta i programmi. Il programmatore Data Base, deve conoscere i principali sistemi di organizzazione e di gestione di banche dati e conoscere approfonditamente uno specifico linguaggio di programmazione per ambienti relazionali.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Lingua inglese      50% 

Informatica
Sistema operativo
Tecniche e linguaggi di programmazione
Sistemi di organizzazione e
gestione di banche dati
Linguaggio di programmazione principale
Elementi di matematica e statistica
Articolazione esami finali:
Prova pratica: Prova di conoscenza dell'ambiente operativo di lavoro e analisi e codifica nel linguaggio studiato di una appli cazione.
Colloquio sulle materie teoriche oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  P.C., con processore Pentium o equivalente, con memoria RAM e disco rigido adeguati al DBMS oggetto di studio, con sistema operativo DOS o WINDOWS o UNIX o LINUX con relative licenze d'uso, ogni due allievi oppure, in alternativa, sistema proprietario, tipo AS 400, in rete con un posto
di lavoro connesso al server   1 ogni 2 allievi 

—  stampante (oppure 2 stampanti complessivamente se i computer sono connessi in re-
te locale)  1 ogni 2 computer 

—  ambiente di sviluppo per il DBMS utilizzato (SQL o INFORMIX o 4GL o PARADOX o ORACLE o CLIPPER), con relative licen-
ze d'uso  1 ogni computer 




Inf. 7
Qualifica: Programmatore Cad (Autolisp e/o C) - C.Q. 25.03.26.24
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di II° grado)
Profilo professionale
II programmatore realizza, prova e documenta i programmi. Il programmatore CAD, oltre alla conoscenza dello specifico linguaggio e ambiente di sviluppo, deve conoscere gli elementi di base del disegno tecnico e del disegno assistito da elaboratore.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Lingua inglese      50% 

Informatica
Sistema operativo
Tecniche e linguaggi di programmazione
Elementi di disegno tecnico
Applicativo specifico CAD
Linguaggio di programmazione principale
Elementi di matematica e statistica
Articolazione esami finali:
Prova pratica: Prova di conoscenza dell'ambiente operativo di lavoro e analisi e codifica nel linguaggio studiato di una applicazione.
Colloquio sulle materie teoriche oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  P.C., con processore Pentium o equivalente, con memoria RAM e disco rigido adeguati all'applicativo CAD utilizzato, con video colore non inferiore a 15" mouse e sistema operativo DOS o WINDOWS o UNIX con
relative licenze d'uso  1 ogni 2 allievi 
—  tavoletta grafica   1 ogni computer 

—  stampante (oppure 2 stampanti complessivamente se i computer sono connessi in re-
te locale)  1 ogni 2 computer 
—  plotter  

—  software applicativo CAD con ambiente di sviluppo Autolisp e/o C e relative licenze
d'uso   1 ogni computer 




Inf. 8
Qualifica: Sistemista Unix - C.Q. 25.03.26.24
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di II° grado)
Profilo professionale
II sistemista conosce approfonditamente il sistema operativo in cui opera sia in termini di utilizzo delle apparecchiature hardware che in termini di installazione e configurazione dei pacchetti applicativi più diffusi. E'in grado di progettare e comporre tutti i file comandi necessari al corretto funzionamento del sistema.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Lingua inglese      50%  

Informatica
Sistema operativo (UNIX o LINUS)
Reti informatiche e componenti
Tecniche di dimensionamento e gestione delle reti informatiche
Tecniche di sicurezza dei sistemi di rete
Articolazione esami finali:
Prova pratica: Prova di conoscenza dell'ambiente di lavoro e sviluppo di una procedura di sistema.
Colloquio sulle materie teoriche oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  server con processore Pentium o equivalente, con memoria RAM e disco rigido adeguati al numero dei posti di lavoro col-
legati 
—  posto di lavoro collegato al server   1 ogni 2 allievi 
—  stampante di sistema 
—  stampante locale 

—  sistema operativo UNIX o LINUX e relative
licenze d'uso 

—  software applicativo gestionale e relative li-
cenze d'uso 




Inf. 9
Qualifica: Sistemista Reti Windows - C.Q. 25.03.26.24
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di II° grado)
Profilo professionale
II sistemista conosce approfonditamente il sistema operativo in cui opera sia in termini di utilizzo delle apparecchiature hardware che in termini di installazione e configurazione dei pacchetti applicativi più diffusi. E'in grado di progettare e configurare reti locali in ambiente Windows. Conosce i principali problemi relativi alla connessione geografica dei sistemi.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Lingua inglese      50% 

Informatica
Sistemi operativi Windows   

(NT Server, 95, ecc.)
Reti informatiche e compo-   
nenti   

Tecniche di dimensionamento e gestione delle reti informatiche
Tecniche di sicurezza dei sistemi di rete
Articolazione esami finali:
Prova pratica: Prova di conoscenza dell'ambiente di lavoro e sviluppo di una procedura di sistema. Colloquio sulle materie teoriche oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  server con processore Pentium o equivalente, con memoria RAM e disco rigido adeguato al numero dei posti di lavoro collegati, con sistema operativo Windows NT
Server e relative licenze d'uso 

—  posto di lavoro Windows 95 o Windows NT
Workstation collegato al server   1 ogni 2 allievi 
—  hub per la connessione a stella della rete  1  
—  stampante laser di sistema 
—  stampante locale 

—  software applicativo gestionale o standard generico, installato in rete con relative li-
cenze 




Inf. 10
Qualifica: Sistemista Internet/Intranet - C.Q. 25.03.26.24
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di II° grado)
Profilo professionale
Conosce approfonditamente i sistemi di gestione caratteristici degli ambienti di internet/intranet sia in termini di tecnologie di base utilizzate nelle reti TCP/IP sia in termini del software specifico. Il sistemista reti internet/intranet deve essere in grado di individuare le migliori strategie di presenza in rete e di progettare e realizzare i sistemi più semplici.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Lingua inglese      50% 

Informatica
Sistemi operativi Windows (NT Server, 95, ecc. o Unix o Linus)
Reti informatiche e componenti
Tecniche di dimensionamento e gestione delle reti informatiche
Tecniche di sicurezza dei sistemi di rete
Sistemi di gestione reti Internet/Intranet
Articolazione esami finali:
Prova pratica: Prova di conoscenza dell'ambiente di lavoro e sviluppo di una procedura di sistema.
Colloquio sulle materie teoriche oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  server con processore Pentium o equivalente, con memoria RAM e disco rigido adeguato al numero dei posti di lavoro collegati, con sistema operativo Windows NT Server o LINUX o UNIX e software specifici (Web Server, FTP Server e Mail Server)
con relative licenze d'uso 

—  posto di lavoro Windows 95 o Windows NT Workstation, oppure X-WINDOWS, server, con browser internet e relative licenze
d'uso  1 ogni 2 allievi 
—  hub per la connessione a stella della rete 
—  stampante laser di sistema 
—  stampante locale 

—  software specifico per la creazione di pagine HTML, installato in rete, con relative li-
cenze d'uso 

—  software specifico per lo sviluppo di programmi di tipo CGI con relative licenze
d'uso 




Coms 1
Qualifica: Addetto Segreteria d'azienda - C.Q. 25.04.00.56
Durata: biennale (1.800 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo
Profilo professionale
Tale operatore deve essere in rado di svolgere compiti di segreteria con l'uso di nuove tecnologie, redigere la corrispondenza commerciale, curare i rapporti con il personale dell'azienda, con i fornitori ed i clienti.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni su macchine      50% 

di ufficio
Nozioni di contabilità
Nozioni di legislazione sociale
Tecnica di ufficio
Informatica applicata
Corrispondenza commerciale
Cultura generale
Articolazione esami finali:
Prove pratiche sulla contabilità e sulla corrispondenza commerciale a discrezione della commissione potrà essere prevista altra prova connessa alla materia di maggiore rilevanza. Colloquio sulle materie oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  calcolatrice elettrica da tavolo  1 ogni allievo 

—  macchina da scrivere meccanica o elettrica o elettronica con un minimo di due elettri-
che e due elettroniche  1 ogni allievo 

—  computer corredato di programmi applicativi (solo se il programma prevede applica-
zioni pratiche col computer)  1 ogni 2 allievi 

—  stampante (solo se il programma prevede
applicazioni pratiche col computer).  1 ogni 2 computer 




Coms 2
Qualifica: Stenotipista - C.Q. 25.04.05.38
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di II° grado)
Profilo professionale
Operatore in grado di scrivere a velocità oratoria su una apposita macchina per stenotipia e di riversare quanto scritto nella memoria di un elaboratore rendendo con ciò possibile in tempi reali la stesura di verbali e resoconti completi di dibattiti e discorsi.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Stenotipia      50% 

Nozioni di informatica
Elementi di diritto

Articolazione esami finali:
Prova pratica di stenotipia completa (con decodificazione).
Colloquio sulle materie oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  macchina stenotype  1 ogni allievo 
—  computer con stampante 




Coms 3
Qualifica: Segretario di direzione - C.Q. 25.03.01.23
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di II° grado)
Profilo professionale
Operatore in grado di svolgere tutti i compiti di segreteria, avvalendosi anche di procedure informatizzate. Redige la corrispondenza, organizza e gestisce schedari della direzione, appronta prospetti ed elabora dati su indicazioni impartite, fornisce esaurienti risposte telefoniche, verifica il buon andamento di un organizzazione logistica, di una riunione, etc.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Tecnica di segreteria      50% 

Corrispondenza commerciale
Legislazione sociale
Informatica applicata
Comunicazione
Articolazione esami finali:
Prova pratica di corrispondenza commerciale a discrezione della commissione potrà essere prevista altra prova connessa alla materia di maggiore rilevanza. Colloquio sulle materie oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  una macchina da scrivere meccanica elettrica o elettronica con un minimo di due
elettriche e due elettroniche   1 ogni allievo 

—  computer ogni due allievi corredato di pro-
grammi applicativi 
—  stampante ogni due computer 




Coms 4
Qualifica: Addetto marketing - C.Q. 20.01.00.05
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di II° grado)
Profilo professionale
L'operatore deve saper ricercare e conoscere tutte le caratteristiche del mercato, in relazione al prodotto realizzato, per predisporre la migliore organizzazione delle vendite e indirizzare l'azienda verso le decisioni più opportune. Deve quindi organizzare e gestire gli aspetti commerciali dell'azienda. Deve inoltre sapersi muovere in base alle dimensioni dell'azienda, gestirne l'immagine, promuoverne i prodotti e deve saper predisporre i progetti di pianificazione degli obbiettivi si a breve che a lungo termine.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Economia politica      50% 

Contabilità aziendale
Marketing
Discipline giuridiche ed economiche
Comunicazione
Articolazione esami finali:
Relazione su un argomento di Marketing; a discrezione della commissione potrà essere prevista altra prova connessa alla materia di maggiore rilevanza.
Colloquio sulle materie oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  una calcolatrice elettrica da tavolo   1 ogni allievo 

—  un computer ogni due allievi corredato di programmi applicativi (solo se il programma prevede applicazioni pratiche col computer)
—  una stampante ogni due computer (solo se il programma prevede applicazioni pratiche col computer)



Coms 5
Qualifica: Addetto contabilità azienda - C.Q. 25.04.19.14
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di II° grado)
Profilo professionale
Tale operatore deve essere in grado di svolgere tutti i compiti inerenti la gestione contabile dell'azienda; deve quindi sapere rilevare, riscontrare, imputare, contabilizzare dati e chiudere conti, elaborare situazioni contabili ed effettuare operazioni anche funzionali al bilancio preventivo e consuntivo.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Diritto tributario      50% 

Tecnica commerciale
Nozioni di legislazione sociale
Ragioneria generale ed applicata
Informatica applicata
Articolazione esami finali:
Prova pratica su tecnica commerciale o su ragioneria applicata.
Colloquio su tutte le materie oggetto del programma. Dimostrazione su computer
ATTREZZATURE MINIME
—  calcolatrice elettrica da tavolo   1 ogni allievo 

—  computer ogni due allievi corredato di pro-
grammi applicativi 
—  stampante ogni due computer 




Coms 6
Qualifica: Addetto amministrazione del personale - C.Q. 25.04.19.30
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di II° grado)
Profilo professionale
L'operatore svolge sia i compiti generali di contabilità del personale dipendente, sia mansioni più propriamente amministrative che riguardano la gestione delle risorse umane, quali assunzioni, inquadramento, retribuzioni, carriera, ecc..:
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Amministrazione del perso-      50% 

nale
Nozioni di diritto del lavoro
Nozioni di diritto tributario
Nozioni di legislazione sociale
Elementi di ragioneria
Informatica applicata
Articolazione esami finali:
Prova scritta di amministrazione del personale.
Colloquio orale sulle materie oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  calcolatrice elettrica de tavolo   l ogni allievo 

—  computer corredato di programmi applica-
tivi  1 ogni 2 allievi 
—  stampante  1 ogni 2 computer 




Coms 7
Qualifica: Figurinista - C.Q. 00.22.03.37
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo
Profilo professionale
Operatore in grado di ideare, sviluppare e realizzare modelli sartoriali in sinergia con i laboratori di confezione ed in sintonia con le linee di tendenza della moda.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Storia della moda e del costume      50% 

Tecnica sartoriale
Merceologia
Tecnica e disegno del figurino
Laboratorio di taglio e confezione
Cultura generale
Articolazione esami finali:
Prova pratica: Ideare, sviluppare e quindi disegnare un modello sartoriale in linea con le tendenze della moda. Colloquio su tutte le materie oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
—  3 manichini ogni quattro allievi di cui uno snodabile.
—  assi da stiro 
—  specchi da sartoria 
—  ferri da stiro 
—  manichino da disegno   1 ogni 4 allievi 

—  due macchine da cucire di cui una per tagli e cuci.


      Coms 8 

Qualifica: Parrucchiere per signora - C.Q. 23.02.01.34
Durata: annuale (1.800 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo
Profilo professionale
II parrucchiere per signora deve sapere adattare il taglio dei capelli e l'acconciatura alla forma del viso della cliente. Deve conoscere la struttura del capello e saper scegliere adeguatamente shampoo, permanente, tinture, ecc... adoperando correttamente le attrezzature adatte.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Tecnica di laboratorio      50% 

Tecnologia professionale
Elementi di chimica
Elementi di dermatologia
Igiene
Cultura generale ed etica professionale
Prevenzione infortuni
Articolazione esami finali:
Prova pratica: Realizzazione di una messa in piega a phon o con l'utilizzo dei bigodini, previa esecuzione o di un taglio base o di un lavoro tecnico come permanente, tintura, colpi di sole, etc.
Colloquio sulle materie oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
Attrezzature minime collettive:
—  poltrona da lavoro completa di specchio a muro per ogni tre allievi
—  sistema di lavaggio a due posti 
—  carrello porta utensili  1 ogni 5 allievi 

—  phon elettrico portatile ogni tre allievi, completo di un diffusore con chiodi.
—  caschi elettrici   1 ogni 5 allievi 
—  bacinelle per tintura   1 ogni 5 allievi 
—  piastre   1 ogni 5 allievi 
—  specchi portatili da parrucchiera. 
—  sterilizzatore 
—  testine per esercitazione   1 ogni 2 allievi. 
—  apparecchio a raggi infrarossi 



      Coms 9 

Qualifica: Estetista - C.Q. 23.02.05.22
Durata: annuale (1.800 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo
Profilo professionale
L'estetista deve sapere eseguire tutte le prestazioni ed il trattamenti sulla superficie del corpo umano allo scopo esclusivo o prevalente di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l'aspetto estetico modificandolo attraverso l'eliminazione o l'attenuazione degli inestetismi presenti (legge 4 gennaio 1990, n. 1 - D.M. 21/03/94).
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Psicologia e cultura generale      50% 

Etica professionale e sicurezza del lavoro
Nozioni di disciplina di settore per l'esercizio dell'attività
Nozioni di chimica con particolare riferimento alla chimica cosmetologica
Nozioni di fisiologia, anatomia e dermatologia
Nozioni di igiene e alimentazione tecnica professionale e fisica applicata
Laboratorio con particolare riferimento al massaggio estetico del corpo, estetica, trucco e visagismo
Articolazione esami finali:
Prova pratica su trattamenti estetici.
Colloquio sulle materie oggetto del programma.
ATTREZZATURE MINIME
Attrezzature minime dotazione collettiva:   
—  sterilizzatore 
—  vaporizzatori  2      
—  scaldacera 
—  depilatori 
—  disincrostanti 
—  lettini a uno snodo 
—  lenti ingrandimento a luce fredda su stativo 
—  lettini fisiologici 
—  carrelli 

—  stimolatore per uso estetico per il viso e
per il corpo 
—  poltrone per trucco con specchio. 

Dotazione individuale:
—  un set per manicure
—  un set per pedicure
—  1 grembiule
—  1 conf. guanti monouso

N.B. AI corso di qualificazione può fare seguito un corso di specializzazione della durata di 900 ore come previsto dalla legge 4/1/90 n.1.
Tale corso è finalizzato a fare acquisire la preparazione tecnico professionale necessaria per l'esercizio imprenditoriale della attività di estetista.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Nozioni di gestione aziendale      50% 

e tecniche di mercato
Disciplina previdenziale, tributaria e contrattuale per l'esercizio dell'attività imprenditoriale
Cosmetologia
Dermatologia
Utilizzo delle apparecchiature elettromeccaniche per uso estetico in rapporto all'evoluzione tecnologica delle stesse
ATTREZZATURE MINIME
Stante che tra le discipline di base del corso è prevista quella relativa all'utilizzo di apparecchi elettromeccanici che è prescritta dal D.M. 2 marzo 1994 - regolamento di attuazione della Legge 4 gennaio 1990, n. 1, l'elenco delle attrezzature, già previsto per i corsi di durata biennale, viene integrato da quello allegato alla predetta Legge che di seguito si riporta:
Attrezzature minima dotazione collettiva:
—  Vaporizzatore con vapore normale è ionizzato non surriscaldato; stimolatore blu con scariche inferiori ad 1 cm e solo effluvio (alta frequenza o ultrasuoni).
—  Disincrostante per pulizia con intensità non superiore a 4 mA
—  Apparecchi per l'aspirazione dei comedoni con aspirazione non superiore ad una atmosfera e con cannule aventi diametro di non oltre un cm.
—  Doccia filiforme ed atomizzatore con pressione non superiore ad una atmosfera;
—  Apparecchi per massaggi meccanici solo a livello cutaneo e non in profondità.
—  Apparecchi per massaggi elettrici solo con oscillazione orizzontale o rotazione, che utilizzano unicamente, accessori piatti o spazzole.
—  Lampade abbronzanti UV-A.
—  Lampade di quarzo con applicazioni combinate o indipendenti di raggi ultravioletti (UV) ed infrarossi (IR).
—  Apparecchi per massaggio ad aria con pressione non superiore ad una atmosfera.
—  Apparecchi per massaggio idrico con pressione non superiore ad una atmosfera.
—  Scaldacera per cerette.
—  Rulli elettrici e manuali.
—  Vibratori elettrici oscillanti.
—  Attrezzi per ginnastica estetica.
—  Attrezzature per manicure e pedicure.
—  Apparecchi per il trattamento di calore totale o parziale.
—  Apparecchi per massaggio aspirante con coppe di varie misure e applicazioni in movimento, fisse e ritmate, e con aspirazione non superiore ad una atmosfera.
—  Apparecchi per massaggi meccanici picchiettanti.
—  Apparecchi per massaggi elettrici picchiettanti.
—  Stimolatore a luce blu con tutti gli elettrodi per uso estetico (alta frequenza).
—  Apparecchi per ionoforesi estetica con intensità massima sulla placca di 1mA ogni 10 cmq.
—  Depilatori elettrici ed elettronici.
—  Apparecchi per massaggi subacquei.
—  Apparecchi per presso- massaggio
—  Elettrostimolatore ad impulsi.
—  Apparecchi per massaggi ad aria con pressione superiore ad una atmosfera.
—  Laser estetico
—  Saune
In merito all'elenco sopra riportato si fa presente:
1) L'utilizzo del laser estetico e delle saune comporta la compresenza di un medico.
2) Ove il C.F.P. non sia dotato delle suddette attrezzature (saune e laser), non ricorre l'obbligo del medico (sono fatti salvi gli Enti che già dispongono in organico di un medico-direttore di cabina); tuttavia l'Ente dovrà documentare di avvalersi di centri estetici autorizzati per effettuarvi STAGE allo scopo di acquisire la necessaria conoscenza pratica d'uso delle suddette attrezzature.
3) Il ricorso a STAGE in centri estetici specializzati si rende necessario per quei C.F.P. che non siano dotati di alcune delle attrezzature di cui all'elenco sopra indicato.


      Ind. 1 

Qualifica: Fotocompositore - C.Q. 12.01.07.57
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età (*)
Profilo professionale
Operatore grafico che si occupa della progettazione, della fotocomposizione, della impaginazione elettronica e del trasferimento su lastra.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche  Inglese 50% Q/1 
Cultura generale      60% Q/2 

Matematica, fisica e chimica
Tecnologia
Informatica
Disegno
Prevenzione infortuni e igiene
del lavoro
Articolazione esami finali:
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica consiste nella progettazione, composizione e impaginazione di un pieghevole.
Durata della prova: 6h
(*) Possono accedere al Q/2 gli allievi di un corso di operatore grafico ovvero grafico polivalente che abbiano superato il primo anno.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  Laboratorio di fotocomposizione elettronica applicata alla editoria con computers, in linea o in rete, in numero di uno ogni due allievi. (per le caratteristiche dell'hardware vedasi "operatore grafico D.T.P.)
—  stampante laser 
—  sviluppatrice a giorno 
—  reprocamera 
—  tavoli luminosi 

—  fotounità per la realizzazione di materiale
sensibile e pellicole 
—  densitometro 

—  aula da disegno attrezzata o aula informatizzata con p.c. (1 ogni 2 allievi) aventi processori, memoria RAM e disco rigido adeguati all'applicativo specifico utilizzato nonché 1 stampante ogni 2 p.c.
Dotazione individuale:
—  guanti monouso
—  tuta o camice



      Ind. 2 

Qualifica: Operatore grafico C.Q. 12.01.00.12
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di svolgere mediante macchine un lavoro produttivo nel settore tipografico e in quelli collaterali della stampa offset e la fotoriproduzione.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche       

Cultura generale
Matematica e chimica
Tecnologia
Disegno
Prevenzione infortuni e igie- ne del lavoro
Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica. La prova pratica consiste nella progettazione, composizione e stampa di un foglio.
Durata della prova: 6h.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  macchine tipografiche piane ed a piano cilindrico di diverso formato (minimo 26 x
38)   1 ogni 5 allievi 

—  macchina per stampa offset di piccolo (26
x 34) e medio formato   1 ogni 5 allievi 

—  tagliacarta automatico
—  aula da disegno attrezzata o aula informatizzata con p.c. (1 ogni 2 allievi) aventi processori. memoria RAM e disco rigido adeguati all'applicativo specifico utilizzato nonché 1 stampante ogni 2 p.c.
—  aula di informatica con computers 1/2 allievi (per le caratteristiche dell'hardware vedasi "operatore grafico D.T.P).
Dotazione individuale:
—  guanti monouso
—  tuta o camice
—  dispositivi otoprotettori ove accertato nel piano di sicurezza.


      Ind. 3 

Qualifica: Stampatore offset - C.Q. 12.02.06.08
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Operatore grafico esperto nel processo litografico di stampa, nel tratta mento delle matrici e nella conoscenza dei relativi prodotti; capace di registrare la macchina litografica su formati di carta più comuni, regolare il gruppo bagnatura e di inchiostrazione ed eseguire tutti i tipi di avviamento.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche      50% 

Cultura generale
Matematica e chimica
Tecnologia
Disegno
Prevenzione infortuni e igiene del lavoro
Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica consiste nella esecuzione di uno stampato a colori.
Durata della prova: 6h

(*) Possono accedere al Q/2 gli allievi di un corso di operatore grafico ovvero grafico polivalente che abbiano superato il primo anno.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
Macchine da stampa offset a foglio monocolore e pluricolore di piccolo e medio formato (1 monocolore ogni 3 allievi e 1 pluricolore per ogni 5 allievi)
—  torchio tipografico  
—  lavarulli  
—  bromografo e sviluppatore di lastre  
—  densitometro per riflessione con testa colore 
—  tavoli controllo colore 
—  tavoli luminosi da montaggio e da disegno   1 ogni 2 allievi 
—  tagliacarte automatico 

—  computer (1 ogni 2 allievi con possibilità di stampa, sia su stampanti a colori che su stampanti laser, da tutte le postazioni di lavoro)
Dotazione individuale:
—  guanti monouso
—  tuta o camice


      Ind. 4 

Qualifica: Manutentore di apparecchiature elettroniche
C.Q. 17.04.05.77
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età (*)
Profilo professionale
Lavoratore in grado di eseguire in base a schemi, la manutenzione, la corretta installazione e la messa a punto di circuiti elettronici di base e/o di apparecchiature elettroniche o di loro parti, con l'ausilio della strumentazione di servizio.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche       

Alfabetizzazione informatica
Tecnologia professionale
Matematica - Fisica
Disegno
Cultura generale
Prevenzione infortuni e igie ne del lavoro
Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica consisterà nella realizzazione su schema assegnato, di un circuito, utilizzando la strumentazione di servizio. II candidato dovrà inoltre ricavare dallo schema di montaggio l'elenco dei componenti elettrici e/o elettronici occorrenti.
Durata della prova 6h.
(*) Possono accedere al O/2 gli allievi qualificati elettricisti.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  aula con posti di lavoro per tensioni continue ed alternate con strumenti di controllo, misura e collaudo in numero di uno per allievo
—  oscilloscopio   1 ogni 5 allievi 
—  generatore di funzioni  
—  tester digitali e analogici   1 ogni allievo 
—  frequenzimetro  
—  wattmetro  
—  ponte RCL  
—  trachimetro  
—  luxometro  
—  taglierina manuale  
—  piegatrice manuale  
—  trapano da banco  

—  banco di aggiustaggio con attrezzatura
completa  
—  serie completa di chiavi a tubo  
—  serie completa di chiavi a stella e piatte  
—  stazione saldante e dissaldante per integrati  

Dotazione individuale:
—  guanti appositi
—  tuta o camice
—  calzature a norma
—  tappetino isolante per ogni posto di lavoro ove accertato nel piano di sicurezza


      Ind. 5 

Qualifica: Elettromeccanico - C.Q. 17.03.08.18
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di effettuare la manutenzione ordinaria e straordinaria di motori elettici mono/trifasi semplici e/o composti con i relativi circuiti di protezione, di comando e/o telecomando. Concetti di base di robotica e di automazione industriale. Conoscenza di elementi di criologia.
Esecuzione di semplici lavori di aggiustaggio e di torneria. Verifica mediante strumenti di misura e di controllo del funzionamento di impianti e macchine elettriche.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche       

Elettrotecnica
Misure elettriche
Disegno
Matematica e fisica
Cultura generale
Elettronica
Prevenzione infortuni e igiene del lavoro
Articolazione esami finali
Le prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica consisterà nella esecuzione su pannello di un impianto elettrico di comando e di controllo di una macchina elettrica, o nel rifacimento dell'avvolgimento statorico di un motore elettrico mono/trifase e relativo collaudo statico e dinamico in funzione dei dati di targa. Nel primo caso (impianto elettrico) l'allievo dovrà ricavare lo schema funzionale dell'impianto compilando la lista delle parti del materiale occorrente.
Durata della prova: 8h.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva (elettrica):
—  posti di lavoro con pannelli di montaggio
circuiti  1 ogni 2 allievi 
—  banco prova motori 

—  banco con matassatrice per avvolgimenti
elettrica 
—  contatore elettrico monofase 
—- cantatore elettrico trifase 
—  voltmetri portata multipla  1 ogni 5 allievi. 
—  amperometri portata multipla  1 ogni 5 allievi 
—  tester  1 ogni 5 allievi 
—  wattometri  1 ogni 5 allievi 
—  cosfimetri  1 ogni 5 allievi 
— megahometro 
—  misuratore di resistenza a terra attrezzato 
—  trasformatore monofase 
— trasformatore trifase 
—  sequenziometro 
—  prova-indotti 
—  trainer frigorifero 
—  freno per prova potenza 

—  resistenze addizionali per strumenti di mi-
sura  (serie) 
—  motore a commutazione statorica 
—  motori a corrente monofase  1 ogni 5 allievi 
—  motori a corrente trifase  1 ogni 5 allievi 
—  saldatrici per terminali di motori elettrici 

Dotazione collettiva (meccanica):
—  posti di aggiustaggio attrezzati  1 ogni 3 allievi 

—  posti di lavoro per saldatura ossiacetilenica
attrezzati  1 ogni 5 allievi 

—  posti di lavoro per saldatura elettrica at-
trezzati 
— tornio parallelo 
—  taglialamiera manuale 
—  piegalamiera manuale 
—  trapano a colonna e a banco 
—  trapani elettrici portatili 
—  goniometri 

—  serie completa di chiavi piatte
—  serie completa di chiavi a tubo
—  serie completa di chiavi a brugola
—  cassetta universale per filettatura
—  schermi per saldatura (1 per ogni posto di saldatura)
—  visiera da utilizzare in occasione delle pro-
ve motorie  

Dotazione individuale:
—  occhiali protettivi
—  tuta o camice
—  guanti appositi
—  scarponcini a norma
—  casco


      Ind. 6 

Qualifica: Elettrauto - C.Q. 17.03.13.03
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Operatore in grado di manutenzionare o sostituire parti o componenti di un impianto elettrico di un autoveicolo e di effettuare quindi il rimontaggio, la taratura, ove richiesta ed il collaudo finale, nel rispetto dei parametri di funzionamento Deve inoltre sapere installare apparecchi elettrici e/o elettronici a bordo dell'autoveicolo (autoradio, antifurto, etc.) con esecuzione del cablaggio, in base a istruzioni di montaggio. Deve inoltre conoscere le elementari operazioni di aggiustaggio meccanico.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche       

Misure elettriche
Tecnologia professionale
Elementi di elettronica
Matematica - Fisica
Disegno
Cultura generale
Prevenzione infortuni e igiene del lavoro
Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica: Ricerca anomalie di funzionamento di un impianto elettrico di un autoveicolo o sezione di esso, quindi diagnosi, rilevamento irregolarità, riparazione e/o sostituzione di componentistica elettrica o elettronica con verifica dei parametri di targa e collaudo finale a mezzo banco prova e relativa strumentazione di sevizio.
Durata della prova: 6h.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  banchi di lavoro dotati di morse parallele e serie completa di utensili, chiavi ed attrezzi per smontaggio e montaggio nonché ripa-
razione apparecchiature varie 
—  cacciavite a percussione 
—  serie di martelli in acciaio 
—  serie di martelli in plastica 
—  serie di lime da correzione 
—  serie di chiavi fisse 
—  serie chiavi a bussola 
—  archetto per seghetto a mano 
—  oliatore 
—  cassetta universale per filettatrice 
—  pinze per anelli seger 
—  lampada elettrica portatile 
—  spessimetro 
—  estrattore 
—  serie di chiavi a snodo a crik 
—  serie di chiavi per candele 
—  serie di chiavi a T e combinate 
—  serie di chiavi a brugole 
—  serie di chiavi esagonali 
—  carrelli portattrezzi 
—  pinze autobloccanti 
—  cacciaspine 
—  serie di cavetti per batterie 

—  pannelli di montaggio e smontaggio circui-
ti  1 ogni allievo 
—  pressa universale per elettrauto 

—  banco di prova con attrezzatura varia completo di strumentazione sia analogica che
digitale  
—  centrafari  
—  sincronizzatore carburatore 
—  tester multifunzionale 
—  prova carica batterie 
—  centro diagnostico con oscilloscopio 
—  analizzatore gas di scarico (CO) 
—  analizzatore diagnostico 
—  pistola stroboscopica per motori benzina 
—  pistola stroboscopica per motori diesel 
—  prova iniezione elettronica 
—  prova diodi 
—  prova condensatori 
—  opacimetro 
—  cavalletti sollevamento auto 
—  sollevatore idraulico portatile 
—  multimetro 
—  sonda lambda  
—  impianto aria compressa 
—  lettighe 
—  mola a colonna 
—  magnetizzatore a 2,46 poli 
—  vasca di lavaggio per pulizia pezzi 
—  trapano a colonna 
—  trapano portatile 
—  simulatore di impianto 

—  motori completi per prove sia statiche che dinamiche
—  visiera da utilizzare in occasione delle pro-
ve motori 

Dotazione individuale:
—  tuta
—  guanti appositi
—  scarponcini a norma


      Ind. 7 

Qualifica: Addetto agli impianti elettronici di sicurezza
C.Q. 17.04.05.77
Durata: annuale (1.050 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di installare e manutenzionare impianti di allarme del tipo volumetrico, perimetrale, antincendio etc... collegati con combinatori telefonici automatici, in edifici di civile abitazione e/o industriali, utilizzando le tecnologie più avanzate.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche  Lingua inglese 50% 
Misure elettriche  Alfabetizzazione informatica 

Tecnologia professionale ed
elettronica
Matematica - Fisica
Cultura generale
Prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro
Articolazione esami finali:
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica consisterà nell'esecuzione su pannello di un impianto di allarme finalizzato a precise esigenze sul piano della prevenzione, utilizzando componentistica professionale ed avvalendosi delle tecnologie avanzate. L'esecuzione circuitale dovrà essere preceduta dalla elaborazione dello schema funzionale e dalla lista parti del materiale occorrente.
Durata della prova: 6h
(*) Qualifica di elettricista o di elettromeccanico o di manutentore apparecchiature elettroniche ovvero qualifica IPSIA settore Elettrico - Elettronico.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  trapano da banco 
—  morsa da banco 
—  banco di prova circuiti  1 ogni 5 allievi 
—  generatore multifunzioni 
—  oscilloscopio a doppia traccia 

—  banco da lavoro per collaudo impianti con
alimentatori fisso e variabile  1 ogni 5 allievi 

—  pannelli didattici dimostrativi di particola-
ri circuiti elettronici 

—  posti di lavoro per esercitazioni pratiche in
banchi corredati di alimentatori variabili   1 ogni allievo 
—  tester digitali o analogici  1 ogni allievo 
—  trapano portatile a batteria  1 ogni 5 allievi 

Dotazione individuale:
—  tuta
—  guanti appositi
—  scarponcini a norma


      Ind. 8 

Qualifica: Elettricista - C.Q. 17.03.11.13
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di installare e riparare impianti elettrici a B. T. civili ed industriali in conformità alle norme C. E .I. (Legge 46/90). Lettura degli schemi elettrici. Installazione di impianti di terra e relativa verifica di funzionamento. Installazione di impianti citofonici. Conoscenza delle tecniche di installazione di sistemi di energia alternativa.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche       

Misure elettriche
Elettrotecnica
Elettronica
Disegno
Cultura generale
Prevenzione infortuni e igiene del lavoro
Matematica - Fisica
Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica consisterà nell'esecuzione su pannello di un impianto elettrico di illuminazione, di segnalazione o di telecomando relativo alla alimentazione di motori elettrici e relativa verifica. L'esecuzione della prova dovrà comportare il disegno dello schema funzionale dell'impianto da eseguire e la lista partii dei materiali occorrenti..
Durata della prova: 6h.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  Pannelli per esercitazioni di montaggio circuiti elettrici con alimentazione a cc 24\ 12
Volts completi di prova circuiti.  1 ogni 2 allievi 

—  postazione a norma con alimentazione c.a.
220 Volts  

—  postazione a norma con alimentazione c.a.
380 Volts 
—  trapano 
—  cesoia 
—  serie completa di chiavi a tubo e piatte 
—  tester  1 ogni 3 allievi 
—  megahometro 

—  posti di aggiustaggio completi di morse pa-
rallele e attrezzatura 
—  kit utensili per elettricisti  1 ogni 5 allievi 
—  kit per installazione di impianto citofonico  1 ogni 5 allievi 

—  kit per montaggio centralina ed accessori
per impianto di allarme 

—  kit di accessori di montaggio circuito per
cancello automatico 

—  kit di accessori di montaggio circuito per
impianto di sollevamento acqua 

Dotazione individuale:
—  guanti isolanti 500 V
— tuta o camice
—  cercafase
—  scarponcini a norma
—  casco (2° anno)


      Ind. 9 

Qualifica: Elettricista di bordo - C.Q. 17.03.14.10
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Operatore in grado di intervenire come elettricista sia nelle officine a terra che durante la realizzazione o riparazione di impianti a bordo. Deve essere in grado di effettuare interventi lavorativi con utilizzo di utensili portatili di carpenteria elettrica di piccolo smontaggio e montaggio meccanico e tubisteria complementari (di piccola entità), alle operazioni di base di smontaggio e/o montaggio di parti e macchinari elettrici, installazione, aggiustaggio, fissaggio, finitura per il montaggio di componenti/impianti elettrici-elettronici.

Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche       

Tecnologia Professionale
(Elettrotecnica gen., Elettronica, Costruzioni Navali)
Matematica/Fisica
Disegno
Cultura generale - Infortunistica   

Articolazione esami finali:
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica consisterà nell'esecuzione completa o parziale di un impianto elettrico di illuminazione e/o forza motrice con il calcolo dimensionale dei conduttori e dei componenti elettrici e/o elettronici. Ricerca anomalie di funzionamento e quindi ripristino funzionalità di impianti o macchine elettriche e sue parti, con collaudo finale e verifica dei parametri di funzionamento. - Durata della prova: 8h
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  Banchi da lavoro dotati di morse parallele e serie completa di utensili, chiavi ed attrezzi per smontaggio e montaggio nonché
riparazione apparecchiature varie 
—  cacciavite a percussione  
—  serie di martelli in acciaio  
—  serie di martelli in plastica  
—  serie di lime da correzione  
—  serie di chiavi fisse  
—  serie chiavi a bussola  
—  archetto per seghetto a mano  
—  oliatore  

—  cassetta filiere e maschi con giramaschi e
girafiliere  
—  pinze per anelli segher  
—  lampada elettrica portatile  
—  spessimetro  
—  estrattore  
—  serie di chiavi a snodo a crik  
—  serie di chiavi per candele  
—  serie di chiavi a T  
—  serie di chiavi a brugole  
—  serie di chiavi esagonali  
—  carrelli portattrezzi  
—  pinze autobloccanti  
—  serie cacciaspine  
—  serie di cavetti per batterie  

—  pannelli di montaggio e smontaggio e cir-
cuiti   1 ogni allievo 
—  pressa universale per elettrauto  

—  banco di prova con attrezzatura varia completo di strumentazione sia analogica che
digitale 
—  sincronizzatore carburatore  
—  tester multifunzionale  
—  prova/carica batterie  
—  centro diagnostico con oscilloscopio  
—  pistola stroboscopica per motori benzina  
—  pistola stroboscopica per motori diesel  
—  prova iniezione elettronica  
—  prova diodi  
—  prova condensatori  
—  multimetro  
—  sonda lambda  
—  impianto aria compressa  
—  mola a colonna  
—  magnetizzatore a 2,46 poli  
—  vasca di lavaggio per pulizia pezzi.  
—  trapano a colonna  
—  trapano portatile  

Dotazione individuale:
—  tuta
—  guanti
—  scarponcini a norma
—  casco


Ind. 10
Qualifica: Meccanico navale - C.Q. 13.07.19.07
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di possedere conoscenza ed abilitàa professionale finalizzata alla riparazione navale sia a "bordo" che a "terra". Tale figura professionale deve privilegiare gli aspetti più strettamente pratici legati alle realtà operative delle riparazioni navali (lavori di carpenteria, tubisteria, saldatura, aggiustaggio e manutenzione meccanica).
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche       

Tecnologia professionale (generale, navale, tecniche di movimentazione, ponteggi)
Matematica / Fisica
Disegno e tracciatura
Cultura Generale - Infortunistica
Articolazione esami finali:
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica consisterà nello smontaggio, riparazione e montaggio di basamenti di macchinari ausiliari e di particolari di allestimento. Riparazione degli involucri di generatori di vapore. Tracciatura, smontaggio, rimontaggio e costruzione di tubazioni in base a disegno, compresi accessori e supporti.
Durata della prova: 8h
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  banco con morsa parallela uno per allievo
—  tornio parallelo  
—  trapano a colonna e d banco  
—  trapani elettrici portatili  
—  smerigliatrice fissa  
—  smerigliatrice portatile  
—  serie completa di chiavi piatte   1 ogni 5 allievi 
—  serie completa di chiavi a tubo  1 ogni 5 allievi 
—  serie completa di chiavi a brugola   1 ogni 5 allievi 
—  carrelli portautensili  
—  vaschetta lavaggio pezzi  
—  freno per prova potenza  
—  carica batterie  
—  analizzatore messa in fase di accensione  
—  rettificatrice per valvole  
—  alesometro controllo cilindri  
—  banco prova motore  
—  pompa per regolazione iniettori  
—  piani di riscontro   1 ogni 2 allievi 
—  chiave dinamometrica  
—  motori a scoppio e diesel   1 ogni 5 allievi 
—  estrattori universali   1 ogni 5 allievi 
—  comparatore a quadrante con supporti  
—  impianto di distribuzione aria compressa  
—  truschini semplici  
—  tavoli da disegno  1 ogni 3 allievi 

Dotazione individuale:
—  occhiali protettivi
—  tuta
—  guanti
—  scarponcini a norma


      Ind. 11 

Qualifica: Tubista termoidraulico - C.Q. 17.03.14.10
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di eseguire su disegno o schema, l'installazione nonché il calcolo dimensionale di impianti idrici e termici. Conoscenza della esecuzione degli impianti di utilizzazione del G.P.L. e del metano, per usi civili, con criteri previsti dalle relative normative UNI-CIG. Conoscenza delle tecnologie riguardanti l'utilizzazione ed i sistemi di giunzione dei tubi zincati, di rame, di PVC, di piombo, di polietilene, etc... nonché l'installazione e la manutenzione di caldaie murali ed a terra. Conoscenza della tecnica di installazione di pannelli solari.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche       

Tecnologia professionale
Matematica e Fisica
Disegno
Cultura Generale
Prevenzione infortuni e igiene del lavoro
Articolazione esami finali:
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica comprenderà la preparazione dei pezzi, il montaggio dei componenti l'impianto ed il relativo collaudo. La preparazione dei pezzi deve prevedere saldature elettriche ed ossiacetileniche, brasature, filettature, piegature e rastremature di tubi. II montaggio dovrà riferirsi a particolari di impianti termici o idraulici comprensivi di utilizzatori. Durata della prova: 6h
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  Serie completa di pezzi sanitari (lavabo, bidet, WC, sifoni, filetti, cassetta di scarico, rubinetteria, scaldabagno elettrico murale, scaldabagno a gas murale).
—  pannello didattico per montaggio e smon-
taggio circuiti impianti   1 ogni 4 allievi 

—  caldaia a basamento da 100.00 kcal con
gruppo termico  
—  impianto scaldaacqua a pannelli solari  
—  impianto autoclave con polmone da 5b LT.  
—  filettatrice elettrica a banco  
—  banco da lavoro con morse per idraulici   1 ogni 5 allievi 
—  filiere per tubi con giratubi a mano   1 ogni 3 allievi 

—  piegatubi idraulica manuale per tubi in ra-
me  

—  piegatubi idraulica elettrica per tubi in ac-
ciaio  
—  tagliatubi manuale  1 ogni 3 allievi 
—  serie completa seghette vario tipo  
—  spazzole di acciaio .   1 ogni 5 allievi 
—  sbavatore per tubi   1 ogni 5 allievi 
—  pinze bordatrici per tubo in piombo  

—  cannelli gas propano per- saldobrasatura a
stagno  

—  cannelli gas propano per saldatura tubi
plastica  
—  posto per saldatura ossiacetilenica  
—  saldatrici elettriche  
—  schermi per saldatura   1 per ogni posto     1 di saldatura 
—  corpi scaldanti in ghisa   1 ogni 5 allievi 
—  corpi scaldanti in acciaio pressofuso   1 ogni 5 allievi 
—  cesoia a leva  
—  cesoia elettrica  
—  smerigliatrice portatile  
—  trapano elettrico da banco  
—  banco per tracciature lamiere  
—  pompa per spurgo  

Dotazione individuale:
—  occhiali protettivi
—  tuta
—  guanti
—  scarponcini a norma

Ind. 12
Qualifica: Tubista industriale C.Q. 13.06.20.05
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di rilevare disegni in sketch di tubazioni esistenti o da realizzare, con l'ausilio dei mezzi in dotazione, capace di costruire e/o riparare, in autonomia tubazioni di qualunque diametro rappresentate in sketch ove siano inclusi spostamenti in piano, in verticale e doppi: In grado anche di eseguire saldature di carpenteria nelle varie posizioni.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche       

Cultura generale
Tecnologia
Disegno
Matematica e fisica
Prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro
Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica consiste nell'interpretazione ed esecuzione di un disegno in assonometria isometrica (sketch) calcolandosi tutte le quote, togliendo gli ingombri, effettuando le varie tracciature, calcolandosi i vari spostamenti con sistemi matematici e pratici. All'atto della realizzazione si deve saper effettuare il taglio ossiacetilenico, la molatura e la saldatura su carpenteria leggera per l'assemblaggio dei tubi tramite piastrine.
Durata della prova: 12h
(*)  Possono accedere al Q/2 anche gli allievi di un corso del settore metalmeccanico che abbiano superato il primo anno.
ATTREZZATURA MINIMA
—  posti di taglio ossiacetilenico  n.    8 
—  banchi di taglio ossiacetilenico  n.    8 
—  saldatrici elettriche  n.  10 
—  smerigliatrici portatili (fFLEX)  n.  15 

—  piegatubi idraulica per tubi di acciaio al
carbonio da 1/2 pollice a 2 pollice  n.    1 
—  banconi con 2 morse cadauno  n.    7 
—  piani di tracciatura metri 1x2  n.    2 
—  incudine  n.    1 
—  cesoia a leva  n.    1 
—  trapano a colonna  n.    1 
—  troncraticre rapida  n.    1 

—  box per molatura con impianto di aspira-
zione e bancone con morsa  n.    6 

—  n.1 bancone di aggiustaggio con tre morse attrezzato di: serie di lime, punte elicoidalida MM 1 a 15 MM, cacciaviti, tre martelli, chiavi fisse a 4 a 30 MM, oliera, scalpelli almeno 4 di diverse misure, 6 squadre a 90°, 5 squadre per flange, 2 giratubi fino a 2 pollici, 5 livelli, 5 seghetti a mano.


      Ind. 13 

Qualifica: Saldatore elettrico brevettato (norme UNI) C.Q. 13.05.02.16
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di eseguire, su disegno o schizzo, il taglio e la saldatura, in piano ed in posizione verticale di elementi metallici sia con metodo elettrico che ossiacetilenico. Deve avere l'abilità ad usare procedimenti di saldatura molto perfezionati tra i quali in particolare, arco manuale con elettrodi rivestiti e saldatura semiautomatica in MIG-MAG-TIG.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche  Lingua inglese 50% Q/1 
Tecnologia professionale      60% O/2 

Matematica - Fisica
Disegno
Cultura generale
Prevenzione degli infortuni e
igiene del lavoro
Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica e del patentino devono svolgersi alla presenza di un funzionario del R.I.N.A. o del I.I.S. regolate dalle norme di cui all'art. 5 del D.M. 12 agosto 1968, comprendono una prova pratica ed un colloquio sulle materie del corso.
Oggetto della prova pratica sarà l'esecuzione di saldatura su elementi metallici così come previsto dalla normativa europea in vigore relativa alla qualifica dei saldatori e riportata dalle norme UNI.
Durata della prova sarà fissata secondo il tipo di brevetto o patentino (es. 2G) che occorre conseguire, ma non dovrà in ogni caso superare le 12h.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  posto con supporto orientabile portapezzo  1 ogni 2 allievi 
—  posto per saldatura elettrica 
—  posto per saldatura ossiacetilenica 
—  posto per ossitaglio 
—  saldatrice statica a corrente continua  1 ogni 2 allievi 
—  impianto di distribuzione aria compressa 
—  smerigliatrici  1 ogni 5 allievi 
—  trapano a colonna o a banco 
—  seghetto alternativo 
—  banco di tracciatura 
—  livella a bolla d'aria 
—  posto banco con morsa parallela  1 ogni 5 allievi 

—  troncatrice a disco
—  impianto di taglio al plasma (*) 
—  gruppi di saldatura metodo TIG e MAG (*) 
—  schermi per saldatura   1 per ogni posto 

di saldatura
—  grembiule di cuoio 

—  pedana isolante (ove accertato nel piano di
sicurezza)  

Dotazione individuale:
—  guanti contro le aggressioni meccaniche
—  scarponcini antiperforazione e antischiacciamento
—  occhiali protettivi
—  casco o idoneo copricapo a norma
N.B. (*) non necessari al primo anno.


      Ind. 15 

Qualifica: Operatore al banco e alle macchine utensili C.Q. 13.07.35.07
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di eseguire su disegno con indicazione di tolleranza, un semplice complessivo meccanico che comporti lavori al banco ed alle macchine utensili. Deve inoltre essere in grado di eseguire lavori elementari di saldatura elettrica sia con elettrodo rivestito che con i procedimenti MIG-MAG-TIG; deve inoltre conoscere elementi di automazione industriale e robotica.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche       

Tecnologia professionale
Disegno
Matematica - Fisica
Cultura generale
Prevenzione infortuni e igiene del lavoro
Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
Quest'ultima prova dovrà presentare i requisiti della funzionalità e comportare un minimo di 4 particolari da lavorare. Le operazioni da eseguire devono essere suddivise secondo la seguente proporzione: Lavori manuali 20-30%. Lavori alle macchine utensili 80-70%. L'esecuzione del pezzo dovrà essere preceduta dalla elaborazione del ciclo di lavorazione.
Durata della prova: 10h.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  torni 
—  tornio a controllo numerico 
—  fresatrici 
—  trapani  1 ogni 3 allievi 
—  posto per saldatura ossiacetilenica 
—  gruppi di saldatura metodo TIG e MAG  1 ogni 3 allievi 
—  schermi per saldatura  1 per ogni posto 

di saldatura
—  impianto di distribuzione aria compressa 
—  mole per utensili 
—  trapano a colonna 
—  banco di tracciatura 
—  posto banco con morsa parallela  1 ogni allievo 
—  piega-lamiere 

—  tavoli da disegno 1 ogni allievo (o aula informatizzata con 1 PC ogni 2 allievi con caratteristiche adeguate all'applicativo spe-
cifico e n. 2 stampanti)
—  grembiule di cuoio  1 per ogni posto 

di saldatura
—  pedana isolante  1 per ogni macchina 

Dotazione individuale:
—  guanti contro le aggressioni meccaniche
—  scarponcini antiperforazione e antischiac-
ciamento
—  occhiali protettivi
—  tuta o camice.

Ind. 16
Qualifica: Conduttore impianti termici C.Q. 13.10.03.00
Durata: annuale (150 ore)
Tit. accesso: scuola d'obbligo + 18 anni di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di condurre un impianto termico con potenzialità superiore a 200.000 Kcal/h. Corso mirato al conseguimento del patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici nel rispetto delle seguenti norme (provvedimenti di carattere tecnico-giuridico) D.M. 12 Agosto 1968: Disciplina dei corsi per il conseguimento del patentino alla conduzione degli impianti termici. Legge 13 Luglio 1966 n" 615: Provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 

Esercitazioni pratiche
Fisica (termologia)
Prevenzione degli infortuni e
igiene del lavoro
Articolazione esami finali
Le prove teorico pratiche e la composizione della relativa commissione sono regolate dalle norme di cui all'art. 5 del D.M.12 agosto 1968.
ATTREZZATURE MINIME
—  manometro 
—  barometro 
—  bruciatore 
—  valvola di sicurezza 
—  indicatore di livello 
—  termostato 
—  pressostato 
—  schema di caldaia e di bruciatore 

N.B. I presidi tecnici indicati devono essere disponibili in due esemplari di diversa costruzione.

Ind. 17
Qualifica: Meccanico d'auto C.Q. 13.07.20.12
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di eseguire la revisione e la riparazione di motori a combustione interna; smontaggio, riparazione e montaggio degli organi di trasmissione del moto, delle sospensioni e del sistema frenante; conoscenza degli elementi di equipaggiamento elettrico. Detti contenuti tecnici si intendono riferiti sia ai sistemi tradizionali che alle più recenti innovazioni tecnologiche dell'ultima generazione nonché alle tecniche di collaudo e diagnosi a mezzo di strumentazione di controllo e di misura, essendo l'obbiettivo quello di coniugare nuove tecnologie e nuova coscienza ecologica.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche       

Misure tecniche
Tecnologia professionale
Matematica - Fisica
Disegno
Cultura generale
Prevenzione infortuni e igiene del lavoro
Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica si articolerà in due momenti: 1) Ricerca anomalie di funzionamento e quindi diagnosi seguita da smontaggio, eventuale riparazione, montaggio e messa a punto con relativo collaudo tramite strumentazione di servizio, di un organo della trasmissione, di direzione e dì frenatura; 2) Ricerca anomalie di funzionamento e quindi effettuazione diagnosi, riparazione e messa a punto seguita da collaudo a mezzo strumentazione di servizio di un apparato o sezione di un motore a combustione interna.
Durata della prova: 8h.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  banco con morsa parallela  1 ogni allievo 
—  tornio parallelo con acces. 
—  trapano a colonna 
—  trapani elettrici portatili 
—  smerigliatrice fissa 
—  smerigliatrice portatile 
—  serie completa di chiavi piatte  1 ogni 5 allievi 
—  serie completa di chiavi a tubo  1 ogni 5 allievi 
—  serie completa di chiavi a brugola  1 ogni 5 allievi 
—  carrelli portautensili 
—  vaschetta lavaggio pezzi 
—  carica batterie 
—  analizzatore messa in fase di accensione 
—  rettificatrice per valvole 
—  alesometro controllo cilindri 
—  piani di riscontro  2 ogni allievo 
—  chiave dinamometrica 
—  motori a scoppio  1 ogni 5 allievi 
—  motori diesel  1 ogni 5 allievi 
—  estrattori universali 
—  impianto di distribuzione aria compressa 
—  truschini semplici 

—  tavoli da disegno 1 ogni 3 allievi (o aula informatizzata con 1 PC ogni 2 allievi con caratteristiche adeguate all'applicativo specifico e n. 2 stampanti)
—  posto saldatura ossiacetilenica 
—  grembiule in cuoio 
—  schermo per saldatura 
—  cavalletti sostegno motori 
—  gruetta mobile 
—  sollevatore idraulico portatile 
—  cavalletti sostegno telai 
—  aspiratore gas di scarico 
—  analizzatore gas di scarico 
—  apparecchio spurgo circuito freni 
—  telai completi 

—  serie di maschi e filiere per meccanico di
auto 
—  cassetta per filettare 

—  comparatori a quadrante a supporto ma-
gnetico 
—  truschino ad asta millimetrata 
—  alzatrici controllo cilindri 
—  manometro misura compressione olio 
—  manometro misura compressione cilindri 

Dotazione individuale:
—  occhiali protettivi
—  tuta o camice
—  guanti
—  scarponcini antischiacciamento e antisci-
volo.


      Ind. 18 

Qualifica: Maglierista C.Q. 09.03.00.16
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di eseguire, modellare, confezionare, decorare, ricamare o riparare capi a maglia con filati naturali o artificiali utilizzando macchine ad uso artigianale o professionale ed apprendendo le tecniche operative manuali.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche      50% Q/1 
Tecnologia professionale      60% Q/2 

Merceologia
Storia della moda e del costume
Aritmetica e geometria
Disegno
Cultura generale
Prevenzione degli infortuni e
igiene del lavoro
Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
Oggetto della prova pratica sarà la realizzazione di un capo in maglia o cotone con semplici decorazioni o ricami, utilizzando macchine artigianali e tecniche manuali.
Durata della prova: 6h.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  macchina per maglieria a doppia frontura  1 ogni 2 allievi 
—  macchina per maglieria a scheda 
—  bobinatrici elettriche e/o manuali 
—  ferro da stiro a vapore 
—  asse da stiratura 
—  rimagliatrice 
—  macchina da cucire elettrica 

—  pedana isolante.

Ind. 19
Qualifica: Confezionista in serie C.Q. 09.01.20.14
Durata: annuale (1.050 ore)
Tit. accesso: scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età
Profilo professionale
Lavoratore in grado di eseguire le diverse fasi operative per la confezione in serie di capi di biancheria e di vestiario.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche      60% 

Tecnologia professionale
Merceologia
Matematica
Disegno
Cultura Generale
Prevenzione degli infortuni e
igiene del lavoro
Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica comprende
un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
La prova pratica di esame consisterà nella elaborazione di un modello nel successivo riporto su carta modello, nella elaborazione della sequenza delle tagli di lavorazione da effettuare in serie in sede di produzione e quindi nella esecuzione di un capo di vestiario o di biancheria.
Durata della prova: 6h.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva :
—  macchine da cucire elettriche per biancheria 
—  macchine per punti a zig-zag 
—  asolatrice 
—  attaccabottoni 
—  taglia e cuci 
—  tavolo per taglio tessuti con portastoffa 
—  taglierina alternativa verticale 
—  taglierina rotativa 
—  supporti per stiratura 
—  ferri da stiro a vapore  1 ogni 5 allievi 
—  specchio 
—  manichini 
—  pedana isolante  1 per ogni posto     1 di stiratura 


Ind. 20
Qualifica: Sarto/a su misura - C.Q. 09.01.00.34
Durata: annuale (1050 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo e/o superato il 15° anno di età.
Profilo professionale
Lavoratore In grado di modellare, confezionare e riparare capi di vestiario, raggiungendo il necessario livello di professionalità per potere accedere nel dinamico mondo della moda e dell'arte sartoriale.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Esercitazioni pratiche      60%  

Tecnologia sartoriale
Merceologia
Disegno
Aritmetica e geometria
Storia della moda e del costume
Cultura Generale
Prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro   

Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.
Prova pratica: elaborare il cartamodello e quindi realizzare il capo di vestiario su misura, in sintonia con la tradizione dell'artigianato sartoriale.
Durata della prova: 6h.
ATTREZZATURE MINIME
Dotazione collettiva:
—  macchine da cucire manuali o elettriche (almeno 3 elettriche)  1 ogni 3 allievi 
—  tavolo da taglio e disegno da 8 posti 
—  asolatrice 
—  ferri da stiro a vapore 
—  asse da stiro 
—  specchio 
—  manichini 

N.B.. Si specifica che, per quanto riguarda la dotazione di Dispositivi Individuali di Protezione (DPI), le attrezzature minime qui riportate sono soltanto indicative. Durante lo svolgimento dei corsi dovrà infatti essere assicurato il pieno rispetto della normativa antinfortunistica previgente ed in particolare del D.Lgs. 626/94 con specifico riferimento agli allegati IV e V dello stesso, e delle successive modifiche ed integrazioni.


Ind. 21
Qualifica: Operatore per il restauro dei beni culturali
C.Q. 25.03.04.53
Durata: annuale (1.050 ore)
Tit. accesso: S.M.I.
Profilo professionale
L'operatore per il restauro dei beni culturali è una figura professionale in possesso delle nozioni di base che gli consentono di esercitare la propria attività nel settore della conservazione sotto la direzione di restauratori specializzati, in qualità di assistente di laboratorio. L'ambito operativo è limitato ad interventi strettamente normali, che escludono qualsiasi autonomia decisionale ed operativa, pertanto, costituisce figura di supporto all'attività del "Restauratore" specializzato.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
  Lingua inglese 60% 
  Informatica generale 

Cultura generale (introduzione alla legislazione sulla tutela dei beni culturali)
Chimica di base
Elementi di teoria ed etica del restauro
Elementi di fotografia
Tecniche artistiche di base
Articolazione esami finali
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e l'esecuzione della prova pratica.



      Ind.22 

Qualifica: Restauratore d'arte (dipinti-scultura policrome-legno-arte minori ecc.) - C.Q. 00.22...........
Durata: biennale (2.100 ore)
Tit. accesso: Diploma di scuola media superiore del settore artistico o qualifica specifica (Operatore per il restauro dei beni culturali. o titolo equipollenti previo esame di ammissione)
Profilo professionale
Il restauratore d'arte è un operatore in grado di essere il responsabile tecnico operativo di interventi di conservazione e di restauro sui manufatti che sono tutelati, in quanto riconosciuti beni artistici e culturali. Egli è in grado di eseguire correttamente un intervento di restauro, della fase iniziale(studio, diagnosi, progetto) a quella conclusiva, grazie alla preparazione acquisita è in grado di gestire autonomamente la propria attività professionale, conseguendo capacità e competenze decisionali nel settore della conservazione.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Tecnica e tecnologia dei ma-       

teriali di restauro applicate al settore specifico (Q/1-Q/2)
Storia dell'arte (Q/1- Q/2)   

Laboratorio di restauro (Q/1-Q/2)
Disegno e rilievo (Q/1)
Legislazione dei beni culturali (Q/1)
Catalogazione de beni culturali (Q/2)
Storia del Restauro(Q/1-Q/2)
Biologia (applicata al campo del restauro) (Q/1)
Teoria ed etica del restauro (Q/1-Q/2)
Documentazione fotografica delle opere d'arte (Q/1)
Informatica applicata ai settori (Rilievo, catalogazione, simulazione) Q/1
Diagnosi artistica (Q/2)
Museografia (Q/2)
L'impresa e l'avviamento al lavoro (Q/2)
Tecniche artistiche applicate al settore specifico (Q/1)   

Articolazione esami finali
A conclusione del corso è obbligatorio la presentazione di una tesi o project work in ambito interdisciplinare.
La prova per il conseguimento della qualifica comprende un colloquio sulle materie teoriche e sulla tesi o project work e l'esecuzione della prova pratica.

Soc. 1
Qualifica: Assistente anziani (1) - C.Q. 23.01.04.40
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo
Profilo professionale
Operatore i cui compiti sono di natura assistenziale nei riguardi delle persone anziane, aiutandole nella cura della persona, prestando loro assistenza materiale e sostegno psicologico e svolgendo compiti di disbrigo pratiche.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
  Tecniche di animazione 30% (*) 
  Economia domestica 

Articolazione esami finali
Prova pratica presso la sede in cui è stato effettuato il tirocinio; nel caso di contingenti impedimenti gli allievi dovranno svolgere una relazione scritta su argomenti che rispecchino il grado di professionalità conseguito durante il tirocinio.
Colloquio orale sulle materie oggetto del programma.
(*) Da svolgere presso strutture specializzate.


Qualifica: Assistente handicappati (1) - C.Q. 23.01.04.32
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo
Profilo professionale
Operatore i cui compiti fondamentali sono di natura socio-assistenziale nei confronti dell'handicappato sia presso il suo domicilio, che nelle strutture educative e rieducative esistenti.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
  Economia domestica 30% (*) 
  Tecniche di animazione 
  Elementi di psicologia 

Articolazione esami finali
Prova, pratica presso la sede in cui è stato effettuato il tirocinio; nel caso di contingenti impedimenti gli allievi dovranno svolgere una relazione scritta su argomenti che rispecchiano il grado di professionalità conseguito durante il tirocinio.
Colloquio orale sulle materie oggetto del programma.

(*) Da svolgere presso strutture specializzate
(1) N.B. Le predette qualifiche, oltre all'Assistente Piccole Comunità, possono essere inserite, nel piano formativo, esclusivamente previa richiesta manifestata da ente Enti Locali e/o organizzazioni riconosciute di categoria.
      Soc. 2 

Qualifica: Assistente domiciliare - C.Q. 23.01.04.32
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola d'obbligo
Profilo professionale
L'assistente domiciliare e dei servizi tutelari è un operatore dell'area socio-assistenziale che è preposto allo svolgimento di una sede di attività integrate che si qualificano come: assistenza diretta alla persona, aiuto domestico, prestazioni igienico-sanitario di semplice attuazione al fine dl favorire l'autonomia personale dell'utente nel proprio ambiente di vita e allo scopo di evitare o comunque ridurre, i rischi di isolamento e di emarginazione.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
Tirocinio  Tecniche di animazione 30% (*) 
Metodologia dell'intervento  Economia domestica 
   
   

Articolazione esami finali
Prova pratica presso la sede in cui è stato effettuato il tirocinio nel caso di contingenti impedimenti gli allievi dovranno svolgere una relazione scritta su argomenti che rispecchino il grado di professionalità conseguito durante II tirocinio.
Colloquio orale sulle materie oggetto del programma.
(*) Da svolgere presso strutture specializzate.  
Qualifica:  Operatore sociale assistenza handicappato - C.Q. 23.01.04.32
Durata: annuale (1.800 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di 2° grado)
Profilo professionale
Operatore i cui compiti fondamentali sono quelli di attivare in tutti gli ambiti educativi, rieducativi e formativi fasi di potenziamento cognitivo ed effettivo e di integrazione sociale nei soggetti portatori di handicap fisici, psichici, sensoriali, attraverso attività sia individuali che di gruppo.
Discipline di base  Discipline facoltative % Pratica 
  Igiene 30% (*) 
  Psicomotricità 

Articolazione esami finali
Prova pratica presso la sede In cui è stato effettuato il tirocinio; nel caso di contingenti impedimenti gli allievi dovranno svolgere una relazione scritta su argomenti che rispecchino il grado di professionalità conseguito durante il tirocinio. Colloquio orale sulle materie oggetto del programma.
(*) Da svolgere presso strutture specializzate
      Soc. 3 

Qualifica:  Addetto al servizio di segretario sociale
C.Q. 00.15.01.02
Durata: annuale (900 ore)
Tit. accesso: Scuola media superiore (qualunque diploma di istruzione secondaria di 2° grado)
Profilo professionale
Operatore socio - assistenziale il cui compito è quello di espletare il servizio di informazioni sulla esistenza, sulla natura e sulle procedure per accedere alle varie risorse istituzionali e comunitarie esistenti nonché sulla legislazione pertinente. Deve fornire aiuto agli utenti nell'espletamento delle procedure necessar